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23 Novembre 2025 - 15:07
In vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, la Regione Piemonte rinnova la propria campagna di sensibilizzazione con un nuovo video realizzato insieme a Telefono Rosa Torino. Un’iniziativa pensata per raggiungere soprattutto i più giovani e trasmettere un messaggio chiaro: la violenza non è mai un “fatto privato” e può essere contrastata solo attraverso educazione, ascolto e responsabilità condivisa. Ma stavolta, accanto alle immagini e ai simboli, arrivano anche numeri che raccontano una realtà allarmante.
Il report diffuso da Telefono Rosa Piemonte fotografa la situazione della città di Torino nel 2024 con una precisione che non lascia spazio a dubbi: 761 nuove prese in carico in un anno, più di due al giorno. Oltre 5mila contatti registrati attraverso i canali online e social; 274 donne che hanno denunciato violenze fisiche; 365 episodi di minacce o aggressioni verbali; 41 casi di violenza sessuale; 137 tra molestie fisiche e online, inclusi diversi episodi di revenge porn. A questo si aggiungono 106 segnalazioni di stalking, 482 casi di violenza psicologica e 254 episodi di violenza economica. In 488 situazioni l’autore è risultato essere una persona vicina: marito, convivente, fidanzato o ex. È una mappa che racconta un fenomeno strutturale, quotidiano, che colpisce soprattutto dentro la sfera degli affetti.
All’interno di questo scenario, il nuovo video della campagna regionale – già online sui canali istituzionali e su quelli di Telefono Rosa Torino – sarà diffuso anche in scuole, università e reti territoriali, portando il messaggio dove i ragazzi vivono e si informano. È una scelta strategica, come ribadito dall’assessora alle Pari Opportunità Marina Chiarelli, che insiste sull’urgenza di parlare ai più giovani e contrastare il silenzio che spesso protegge gli autori e isola le vittime. Chiarelli sottolinea: «La violenza contro le donne è una ferita che riguarda tutti. Con questo video, realizzato insieme a Telefono Rosa Torino e diffuso su tutte le piattaforme regionali, vogliamo raggiungere le persone là dove si informano e vivono il loro quotidiano, soprattutto i giovani, per dire con forza che nessuna donna è sola, che la violenza si può fermare e che non bisogna restare in silenzio».
La Regione ha ribadito anche il proprio sostegno concreto alla rete territoriale. Nel corso della sua visita alla sede di Telefono Rosa Torino, Chiarelli ha ricordato l’investimento approvato di oltre 500mila euro destinato al potenziamento dei centri antiviolenza e delle case rifugio presenti sul territorio. Un impegno economico che si affianca a quello culturale e simbolico, nella convinzione che la violenza si contrasti attraverso prevenzione e accompagnamento. «Essere al fianco delle donne non è uno slogan, ma una responsabilità quotidiana. La violenza non si combatte soltanto con le leggi, ma costruendo comunità accoglienti capaci di proteggere e di dare opportunità di rinascita. Il Piemonte vuole essere una casa sicura per tutte, un territorio in cui ogni donna possa sentirsi libera, rispettata e protetta», afferma l’assessora.
La forza del messaggio passerà anche attraverso i simboli. Alla vigilia del 25 novembre, il Grattacielo Piemonte si illuminerà di rosso, colore simbolo della lotta alla violenza di genere. Un segnale visibile sopra tutta Torino, pensato per parlare alle donne che cercano aiuto, agli uomini chiamati a un cambiamento culturale, alle comunità che non possono più voltarsi dall’altra parte. Un gesto che rafforza quello già previsto dalla campagna ONU “Orange the World”, a cui il Piemonte aderisce da anni.

La nota regionale ricorda inoltre il ruolo essenziale di chi opera ogni giorno sul campo: «La Regione Piemonte rinnova così il proprio impegno a fianco dei centri antiviolenza, delle case rifugio, di Telefono Rosa Torino e di tutte le realtà che garantiscono ascolto, protezione e percorsi di autonomia alle donne che subiscono violenza». È un messaggio che lega numeri, testimonianze e azioni concrete: perché la violenza sulle donne non è un fenomeno astratto ma un dato quotidiano, un problema collettivo che richiede sostegno costante e decisioni politiche chiare.
Nel giorno in cui Torino si prepara al corteo contro la violenza di genere, lo scenario tracciato dai dati del 2024 diventa un monito che la Regione vuole rendere inequivocabile: combattere la violenza significa ascoltare, proteggere e prevenire, ogni giorno, senza interruzioni.
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