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Il centrodestra di Ivrea soffre di amnesia. Qualcuno chiami un dottore!

Insomma a Ivrea, il centrodestra di governo ha bisogno di cure serie...

Il centrodestra di Ivrea soffre di amnesia. Qualcuno chiami un dottore!

Stupore... Indignazione... Rassegnazione. La candidatura a sindaco del giovane Andrea Cantoni (22 anni) non è ancora stata digerita da tutti. Il dito di alcuni è puntato sui Fratelli d’Italia che l’hanno decisa ma anche sul coordinatore provinciale Fabrizio Bertot e adesso - guarda un po' - anche sulla Lega.

Andrea Cantoni è il candidato a sindaco del centrodestra

La verità? C'è che un po’ tutti pare si siano scordati del perchè sia successo tutto quello che è successo.

E ci si scorda che il sindaco è stato sfiduciato in consiglio comunale con la mancata approvazione della relazione sulle aziende partecipate che tornerà in approvazione il prossimo lunedì.

E ci si scorda che l’ex segretario cittadino di Forza Italia  Vincenzo Ceratti, nel dicembre scorso, batteva i pugni sul tavolo di un ristorante dichiarando che mai e poi mai avrebbe appoggiato il sindaco uscente Stefano Sertoli, preferendogli la vicesindaca Elisabetta Piccoli. 

E ci si scorda delle consigliere comunali Anna Bono e Maria Piras che per mesi han cercato di fare la pelle all’assessora Costanza Casali  (che i Fratelli d'Italia, dopo la mossa di Ceratti avevano indicato come "papabile") dando spettacolo in consiglio comunale e in commissione.

E ci si scorda che Elisabetta Piccoli da due anni a quest parte sta tentando di imporre il proprio nome, sostenendo di essere una “civica” e lavorando alla costruzione di una coalizione come “arma di ricatto” o di "distrazione".

Infine ci si scorda delle diatribe finite sui giornali tra il sindaco e l’ex senatrice Virginia Tiraboschi sul posto in cui costruire il nuovo ospedale e sulla presidenza della Fondazione dello storico Carnevale.

Insomma, in tanti, han sofferto e soffrono di  amnesia perchè ce n’era abbastanza (cos’altro ci voleva?) per decidere di fare terra bruciata come infatti i provinciali stan facendo. 

Via tutto questo per “indignità” di una classe politica caciarona, provinciale e fuori di testa. Obiettivo: salvare il salvabile e tentare di ricostruire il tutto  con donne e uomini di altra fattura.

Pretendere oggi, come qualcuno pare abbia chiesto,  di far finta che nulla sia successo e ritornare quindi su Sertoli o su Piccoli con una grande alleanza che abbracci anche Azione e Italia Viva, più che una soluzione, o una visione (così qualcuno l’ha definita) sembra un incubo o la proposta di un soggetto con evidenti devianze mentali.

Insomma a Ivrea, qualcuno ha bisogno di cure serie. Ci va un dottore. Che qualcuno lo chiami!  

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