Momenti di alta tensione sono scoppiati durante un briefing stampa alla Casa Bianca quando una domanda su uno degli episodi più controversi e discussi degli ultimi giorni – l’uccisione di Renee Nicole Good – ha portato la portavoce Karoline Leavitt a reagire con parole molto dure verso un giornalista.
La domanda, incentrata sulle circostanze della morte di Renee Good, una donna americana di 37 anni uccisa da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) il 7 gennaio a Minneapolis, ha toccato un nervo scoperto. Secondo diverse ricostruzioni, Good – madre di tre figli e cittadina statunitense – è stata colpita da un agente federale durante un’operazione anti-immigrazione mentre si trovava in auto, un episodio che ha scatenato proteste e un acceso dibattito nazionale sull’uso della forza da parte delle autorità federali.
Il giornalista ha chiesto direttamente perché la donna fosse stata uccisa e ha definito l’azione dell’agente “sconsiderata”, contestualizzando la domanda nel clima di forte critica verso le operazioni dell’ICE e le interpretazioni ufficiali fornite dalle autorità. Di fronte alla richiesta, Leavitt ha risposto con durezza, accusando il cronista di essere “un giornalista di parte con un’opinione di sinistra” e aggiungendo in maniera polemica che «non avete il diritto di sedere qui» – insinuando che le sue domande fossero motivate politicamente più che dall’informazione. Questo scambio ha immediatamente acceso reazioni tra i presenti e sui social, dove i video della scena si sono rapidamente diffusi.
La morte di Renee Good è diventata uno dei casi più discussi negli Stati Uniti nelle ultime settimane: secondo le fonti, le circostanze della sparatoria sono contese tra l’amministrazione federale, che sostiene che l’agente abbia agito per legittima difesa di fronte a un pericolo percepito, e chi contesta questa versione, evidenziando testimonianze e video che non mostrano chiaramente una minaccia reale da parte della donna.
L’episodio della Casa Bianca riflette proprio queste fratture nel dibattito pubblico: da un lato un governo nell’immediato difende l’operato delle forze federali, dall’altro parte della stampa e dell’opinione pubblica richiede chiarezza e risposte sulle modalità di impiego della forza in operazioni che coinvolgono anche cittadini statunitensi. La risposta aspra di Leavitt indica quanto sia delicato e divisivo affrontare il caso Renee Good anche nei luoghi istituzionali della comunicazione governativa.