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Ivrea
17 Marzo 2023 - 11:33
All’inizio c’era la consigliera comunale Anna Bono che, di nascosto, quatta quatta, come una gatta, fotografava i ragazzi festanti nell’atrio del Movicentro. Adesso, tra le file della giunta (ma non del consiglio comunale), la pensano quasi tutti allo stesso modo: “Fuori i comunisti”.
Dopo un primo momento di imbarazzo in cui s’era pensato fosse sotto ricatto, adesso lo dice chiaro e tondo pure il sindaco Stefano Sertoli. Da un lato riconosce l’ottimo lavoro svolto in questi anni dallo Zac!, il ruolo sociale e le attività che hanno preservato l’intero edificio dal degrado, dall’altra parla di necessità “amministrativa” e suggerisce alla Cooperativa di partecipare ai diversi lotti del bando che verrà, per il bar, per le due stanze dedicate ai giovani e per la parte “commerciale” riservata all’Info Point e al noleggio bici.



C'è chi dice lo stia facendo per agganciare la vicesindaca Elisabetta Piccoli in coalizione e quel che resta di una lista civica che quest'ultima aveva preparato in vista delle elezioni, ma chissà se è vero.
Peccato che più parla e più si capisca che non ha capito un bel cavolo di nulla, a cominciare dalla differenza che passa tra quel che c’è oggi e quello che sarà, tra un “bando sociale” costruito su di un progetto” a un bando “commerciale”.
Ed è come se la vedessimo la fila di gente pronta a rilevare il ristorante. Un film già visto ai tempi di Carlo Della Pepa. Partecipavano, stavano tre mesi e chiudevano le saracinesche. Senza contare le gare andate deserte. Solo lo Zac! trasformando il Movicentro in qualcosa di diverso ha compiuto il miracolo di un non luogo trasformato in spazio vissuto.
Ha un bel da dire il sindaco che le questioni ideologiche e politiche non c’entrano nulla. C’entrano, eccome se c’entrano e tutti sanno che questa non è farina di tutti, anzi in molti, tra le file della maggioranza non la pensano così, a cominciare dall'amico Tony Cuomo che ai tempi di Carlo Della Pepa aveva vissuto tutta la litania...
Tra le altre il sindaco ne dice alcune che si contraddicono.
“Il bar-ristorante - sostiene - è un’attività commerciale che va accatastata come tale. Doveva essere a supporto degli eventi, ma oggi funziona come un normalissimo esercizio pubblico….”.
E meno male! Sennò avrebbe già chiuso, verrebbe da rispondergli. In ogni caso era anche "a supporto degli eventi" e il solo fatto di sottolinearlo dà per scontato che l'obiettivo di allora fosse proprio quello di dare un senso ad una struttura che un senso non ce l'aveva.
S'aggiungono le spese che superano i 100 mila euro, che oggi sono a carico del Comune e si vorrebbe suddividere con i diversi utilizzatori. Un po’ come dire che da domani le bollette di luce e gas dell’atrio di Torino Porta Nuova le pagano anche Benetton e Calzedonia…
E se nessun paga Trenitalia che fa spegne la luce? Talmente idiota sta cosa che ci verrebbe da metterci a urlare.
Poi sull’utilizzo dell’atrio che in futuro potrà essere utilizzato solo con un permesso di occupazione di suolo pubblico, una Scia e un piano di sicurezza sopra le 200 presenze.
Infine sull’Info Point per dare informazioni ai turisti peccato che da queste parti non se ne sia mai visto uno.
In ogni caso la giunta non ha ancora deliberato nulla. Avrebbe dovuto farlo martedì ma la riunione del pomeriggio è stata anticipata al mattino e s’è parlato di tutto tranne che del Movicentro. E’ saltata pure quella di giovedì e se ne riparlerà questo martedì.
Sertoli con il cerino in mano a difendere il fortino, poche parole da parte della vicesindaca Elisabetta Piccoli, vera artefice di tutta questa brutta storia. E’ lei infatti ad occuparsi del patrimonio immobiliare. Sua l’indignazione verso quei tanti che hanno occupato piazza di città mentre tutti gli assessori erano ad un funerale. “L’ho trovato irrispettoso…”. dice.
Nei confronti di chi? Del Signore?
La verità? C’è che tutta questa storia dell’accatastamento dei locali, delle nuove destinazioni d’uso e della raccolta delle manifestazioni d’interesse non si capisce come la giunta possa pensare di riuscire a portarla avanti prima della scadenza del mandato. E' evidente che non ci riuscirà e lo sa. Insomma solo e squisitamente una questione elettorale. Un modo per dare un contentino a chi da cinque anni stava pestando i piedi. Contenti loro...
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