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Torino
17 Gennaio 2026 - 18:57
Crescere sotto i riflettori non è solo un privilegio: è una condizione che plasma, mette alla prova, costringe a fare i conti con un’eredità ingombrante. Marianna e Marco Morandi, fratelli e figli d’arte, partono proprio da qui per dare vita a Benvenuti a casa Morandi, una commedia sorprendentemente autentica, che scorre sul palco con la naturalezza di un racconto confidato a voce bassa, ma capace di arrivare dritto al cuore.
Lo spettacolo prende avvio da un momento semplice e potentissimo: i due fratelli si ritrovano a svuotare la casa della Tata Marta, presenza storica e silenziosa della famiglia Morandi, scomparsa dopo cinquant’anni di dedizione e amore. Tra scatoloni impolverati, giochi dimenticati e quaderni di scuola, il passato riaffiora con una forza inattesa. Una scoperta, più delle altre, segna il cuore del racconto: la ricostruzione minuziosa della loro cameretta, conservata come un piccolo santuario dell’infanzia. Un gesto d’amore discreto, quasi ostinato, capace di attraversare il tempo senza chiedere nulla in cambio.
Da quel momento il palco diventa un continuo andirivieni tra ieri e oggi. I ricordi si intrecciano alla quotidianità, interrotti dalle telefonate di una mamma Laura irresistibile e imprevedibile, di un papà Gianni affettuoso e meticoloso, e dalle voci dei figli che reclamano attenzioni, consigli, certezze. È una famiglia vera, rumorosa, tenera, nella quale ci si riconosce senza sforzo, ben oltre il peso – o il fascino – di un cognome così noto.
Marianna e Marco Morandi sul palco del Gioiello
A rompere ulteriormente gli equilibri entra in scena un traslocatore sopra le righe, ex ballerino e irresistibilmente invadente, interpretato da Marcello Sindici. Il suo personaggio, innamorato di Marianna e incapace di restare sullo sfondo, imprime ritmo e leggerezza allo spettacolo, regalando momenti di comicità pura, mai eccessiva, sempre ben calibrata.
Scritto da Marianna e Marco Morandi insieme a Elisabetta Tulli e Pino Quartullo – che firma anche una regia attenta, elegante e mai compiaciuta – lo spettacolo riesce nell’equilibrio più difficile: essere romantico senza scivolare nel sentimentalismo, divertente senza perdere profondità. La musica accompagna il racconto come un filo emotivo costante, mentre gli aneddoti, spesso esilaranti, non scivolano mai nell’autobiografia autoreferenziale.
Colpisce in particolare il ritorno in scena di Marianna, dopo un lungo periodo dedicato soprattutto alla maternità: un ritorno che nello spettacolo diventa racconto intimo e dichiarazione d’amore, sollecitato – dentro e fuori dalla finzione teatrale – dall’insistenza affettuosa del fratello Marco, da sempre in equilibrio tra musica, teatro e famiglia.
Benvenuti a casa Morandi è uno spettacolo che fa ridere e commuovere con misura, senza indulgere nella nostalgia fine a sé stessa. È un racconto intimo ma universale, che parla di memoria, di legami, di crescita e di quel confine sottile tra ciò che siamo stati e ciò che continuiamo, ostinatamente, a diventare. Un invito a entrare in una casa famosa, sì, ma soprattutto profondamente umana.
Si ringrazia Luca e Max di poltronissima per la collaborazione
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