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Sanità
19 Dicembre 2022 - 11:52
Il sindaco Stefano Sertoli e l'assessore regionale Luigi Genesio Icardi
La notizia brutta, arrivata alla vigilia del Natale, è che la Regione Piemonte ha tagliato i fondi previsti per le assunzioni di personale dell’ASL TO4, premiando altre Asl che in passato hanno avuto il coraggio di assumere. Insomma non conveniva fare le formiche, ma si sarebbe dovuto essere un po’ cicale.
Per la cronaca il taglio totale ammonta a quasi un milione di euro. C’erano 203 milioni di euro a disposizione nel 2021, ma poiché non sono stati spesi totalmente, per il 2022 si passa a 202 milioni.
Di conseguenza l’incremento del tetto di spesa rispettivamente del 4% e 6% previsti per il 2023 e 2024, sarà decisamente inferiore e riparametrato in base alla nuova assegnazione.
“Rispetto alla bozza iniziale presentata ad Aziende e sindacati, - commenta il responsabile territoriale del Nursind Giuseppe Summa - l’Asl TO4 perderà 920.923 euro sul 2022, ben un milione e 409.196 euro sul 2023 e addirittura due milioni 226 665 sul 2024. Gran parte delle risorse non sono andate perse, ma sono state ridistribuite ad Aziende virtuose. Le nostre preoccupazioni nei confronti dei vertici dell’ASL TO4, purtroppo erano fondate. Insomma se è vero che si fa fatica a trovare i medici, andava fatto qualcosa in più che non è stato fatto....”.

NELLA FOTO GIUSEPPE SUMMA
Il problema del personale in tutti i presidi dell’Asl To4 è ormai fuori controllo...
“Abbiamo perso per strada diversi OSS (Operatori socio sanitarie) e nonostante le numerose carenze - stigmatizza Summa - ogni mese ci ritroviamo a dover ricontattare con l’azienda i contratti in scadenza. Finalmente adesso è uscito un bando a 36 mesi per infermieri, ma appena deliberata la graduatoria, bisognerà essere rapidi ad assumere e accellerare sulle stabilizzazioni, senza aspettare la scadenza dei loro contratti a tempo determinato, così come stanno già facendo altre aziende...”.
“Siamo seriamente preoccupati per i servizi già in grossa difficoltà - prosegue Summa- A titolo esemplificativo, le sale operatorie rischiano di ridurre l’attività, e in molti servizi non si riescono più a garantire, nemmeno i contingenti minimi. Per questo abbiamo scritto alla Conferenza dei Sindaci, nella speranza che, contrariamente a quanto accaduto in passato in altre situazioni, ci sia una forte presa di posizione. A breve, - conclude Summa - inizieremo azioni di protesta che coinvolgeranno l’intera cittadinanza...”.
Ecco, appunto, la Conferenza o assemblea dei sindaci. E’ presieduta dal sindaco di Ivrea Stefano Sertoli che non è mai riuscito a farla funzionare. C’è stato un tempo in cui bastavano gli sguardi. Chivasso, Ivrea, Settimo, Ciriè, i comuni più grossi si mettevano d’accordo e dettavano la linea ai piccoli Comuni e pure ai direttori generali, fuori dalle logiche di partito, del centrodestra e del centrosinistra. Oggi è il caos. Di direttori d’orchestra non ce n’è. Un problema di autorevolezza e di incapacità delle persone o, se si preferisce, di scarso valore. Buon Natale.

La lettera inviata alla Conferenza dei sindaci dell'Asl To4
Con la DGR 46 – 6202, la giunta regionale ha approvato i piani di fabbisogno triennali del personale delle
aziende sanitarie regionali per il triennio 2022 -2024 e i tetti di spesa per lo stesso
triennio.
Il nuovo vincolo di spesa poteva essere incrementato, in base ad un decreto del Governo fino al 10%, la Regione Piemonte aveva previsto il 2% nel 2022, il 3% nel 2023 e il 5% nel 2024.
Considerata la deroga in mancanza di risorse economiche per il 2022, le risorse sono slittate al 4% per il 2023 e del 6 % per il 2024.
Fin qui tutto chiaro. Assurdo è che i fondi siano stati assegnati a ciascuna Asl con criteri legati alle risorse effettivamente utilizzate, anche laddove, in alcuni casi si era autorizzato a sforare il tetto di spesa. In sostanza, in modo esemplificativo, per l’anno 2022, se una azienda sanitaria aveva negli anni precedenti un tetto di spesa per il personale del valore di 100 e ne ha utilizzati solo 80, il tetto assegnato per il 2022 sarà di 80 e l’incremento del 4% del 2023 e del 6% del 2024 sarà riparametrato su 80. Il risultato è che queste aziende avranno meno soldi di prima.
“Perchè - si chiede il Nursind - non sono stati utilizzate le risorse assegnate vista la necessità di reclutare personale che tutt’ora permane? Ora, considerato che non siamo una azienda di scarpe ma parliamo di aziende sanitarie, perchè la Regione non ha fatto qualche valutazione sull’operato. Proprio perché stiamo parlando di servizi sanitari e non stiamo giocando a monopoli si sarebbe dovuto obbligare le Aziende ad utilizzare i soldi che non hanno speso...”
Morale? A guadagnarci saranno le aziende che hanno assunto di più, come Mauriziano, Cuneo 2, Aso Novara, quest’ultima con un più 4 milioni. Le altre che non lo hanno fatto, magari più concentrate sul personale Covid, perderanno risorse importanti e avranno minori capacità assunzionali.
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