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Nuovo ospedale di Ivrea. Ma l'Asl To4 i soldi ce li ha?

In consiglio regionale nei giorni scorsi si è molto discusso del finanziamento

Nuovo ospedale di Ivrea. Ma l'Asl To4 i soldi ce li ha?

Nuovi presidi ospedalieri nel VCO (Verbanio Cusio Ossola) e nell’ASL TO5, il nuovo Maria Vittoria e Amedeo di Savoia (ASL Città di Torino) e i nuovi ospedali dell’AslTo4, dell’Asl di Vercelli, dell’Asl CN1 (Savigliano, Saluzzo e Fossano), di Alessandria e di Cuneo.

Quanti soldi ci vogliono per costruire sette nuovi ospedali in Piemonte? 

Tanti! Troppi! E non ce n’è abbastanza! Lo sanno in consiglio regionale un po’ tutti, maggioranza e opposizione, ma nei giorni scorsi il dibattito s’è letteralmente infuocato

Ad accendere la miccia è stata una variazione di bilancio che ha autorizzato la giunta, in caso di necessità, ad attivare mutui fino a 30 milioni di euro.

“L’intento - hanno detto gli assessori regionali Andrea Tronzano (al bilancio) e Luigi Genesio Icardi (alla sanità)  - è di avere le disponibilità per finanziare i progetti di tutti e sette i nuovi ospedali ritenuti necessari. Questi soldi serviranno a integrare i fondi messi a disposizione dalle singole Asl, per progettare i nosocomi di rispettiva competenza.

In commissione sono intervenuti Diego Sarno, Domenico Ravetti, Raffaele Gallo, Daniele Valle, Alberto Avetta (Pd) e Sarah Disabato (M5s). In generale si è posto il problema del finanziamento complessivo dei progetti, con una stima di 2 o 300 milioni abbondanti, per i quali i 30 dell’emendamento sono di per sé insufficienti e sembrerebbero puntare a realizzare un solo ospedale; sono anche state messe in dubbio le procedure intraprese e si è sottolineato come il protocollo d’intesa con Inail non sia stato ancora sottoscritto definitivamente.

Tronzano ha chiarito che i 30 milioni saranno la somma massima di indebitamento possibile per la Regione. 

“Faremo - ha specificato Tronzano - una manifestazione di interesse ad hoc rivolta al sistema bancario e il mutuo sarà attivato in tranche minime di 5 milioni quando ce ne sarà bisogno. Si tratta quindi di un prestito senza preammortamento a erogazione multipla...”.

Icardi, poi, ha precisato che le stazioni appaltanti per i progetti dei nuovi ospedali saranno le singole Asl interessate, non direttamente l’Ente Regione. Quindi ciascuna Asl, con la propria capacità di indebitamento, potrà finanziare i progetti e la Regione interverrà eventualmente con i fondi dell’emendamento 494 per integrare. 

E ancora che Inail, per finanziare  con fondi propri (circa un miliardo e 600 milioni) le opere, richiede almeno tre livelli di progettazione: ecco perché è necessario che l’avvio della stessa sia pagato in anticipo con fondi di Asl e Regione, anche se a debito. Successivamente Inail rifonderà tali somme e i mutui accesi potranno così essere estinti.

L’assessore Icardi ha anche ricordato che con questa formula, la struttura ospedaliera viene pagata dall’Inail e resta di proprietà dell’Inail stesso per sempre. La Regione dovrà quindi corrispondere all’Istituto un vero e proprio affitto, notevolmente inferiore a una rata di project financing con un finanziatore privato, procedura che però dopo un certo numero di anni si concluderebbe con il passaggio di proprietà del bene alla Regione medesima.

In foto l'assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi

Ma l’Asl To4 ce li ha i soldi?

E se tutto dipende dalle capacità di indebitamento delle Asl, buona notte... 

L’Asl To4 ce li ha  i soldi? No! Ha una capacità di indebitamento, considerando che è una delle peggio messo d’Italia in quanto a debiti? E’ parliamo di perdite pari a 24 milioni di euro nel 2021, tali e quali nel 2020 e ancora non si conoscono i numeri del 2022... Boh!

Le reazioni

Da qui le perplessità dei consiglieri regionali a cinquestelle Sarah Disabato, Ivano Martinetti e Sean Sacco.

“L’Assessore Icardi - hanno commentato  - parla di un accordo con INAIL ancora in corso d’opera e della previsione di indebitare la Regione con un mutuo da 30 milioni di euro con Cassa Depositi e Prestiti per cofinanziare i progetti insieme alle singole Asl, ma non ci è dato capire né quando arriveranno i soldi, né quando verranno utilizzati, né per la progettazione di quali ospedali. Al contempo apre ad un’ulteriore strada per il finanziamento, quella del partenariato pubblico e privato, giusto per confondere ancora un po’ le acque. L’unica cosa certa è che stiamo discutendo sul nulla, senza minimamente conoscere gli elementi per una valutazione completa e oggettiva della questione. Non capiamo inoltre come sia possibile, parola di Icardi, che entro fine anno si riescano ad individuare le aree definitive dove sorgeranno i nuovi ospedali. A meno che non si decida di calare una decisione dall’alto senza coinvolgere i sindaci e gli amministratori dei territori, che sul trattamento riservatogli dalla Giunta regionale avrebbero fin troppo da dire…

Confusi - e non poco - anche i consiglieri regionali del Pd. 

“Quanti interventi andranno effettivamente avanti? - ha inforcato   Raffaele Gallo - Dopo la progettazione preliminare, infatti, il secondo step sarà, ancora una volta, determinato dalla capacità di indebitamento delle Asl, sulla quale non abbiamo informazioni. O meglio sappiamo che ci sono ASL con capacità di indebitamento maggiore di altre, ma non possiamo contare su dati precisi. Qualora le ASL fossero in difficoltà, interverrebbe ancora la Regione, attraverso l’indebitamento? 

In sintesi: gli annunci sono di competenza della Regione, trovare i soldi delle progettazioni invece è un problema delle Asl. In che modo? Facendo debiti, sempre che sia loro possibile”

La verità è che le Asl possono aggiungere risorse proprie o indebitarsi per le progettazioni Inail, ma la loro capacità di indebitarsi è vincolata ai debiti esistenti. 

Non solo: per accedere ai fondi dell’Inail, è necessaria anche la titolarità delle aree. 

Insomma, non mancano i problemi. 

E dire che, secondo Gallo, il Piemonte avrebbe ancora in cassa 300 milioni di euro che basterebbero per realizzare un intero ospedale, ma non possono essere utilizzati per le progettazioni (infatti, l’assessorato conta di adoperarli per i lavori urgenti di ristrutturazione delle Molinette, per realizzare un nuovo padiglione al presidio di Borgomanero e per l’acquisto degli arredi per i futuri nuovi ospedali). 

Riassumendo: La Regione annuncia nuovi ospedali, dichiara che le risorse ci sono e sono quelle dell’Inail, però sono le Asl che devono indebitarsi e non è sicuro che le Asl lo possano fare per la cifra che sarebbe necessaria.

S’aggiunge che le risorse regionali non sono, ad oggi, sufficienti e infine che bisognerebbe anche essere proprietari dei terreni su cui realizzare le nuove strutture. 

Un po’ troppi “se”, insomma...

l.l.m.

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