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23 Gennaio 2026 - 11:26
Alla Paris Fashion Week maschile, tra prime file affollate di star internazionali e sfilate ad alta densità estetica, c’è chi riesce ancora a sorprendere davvero. È Tommy Cash, artista estone noto per il suo immaginario spiazzante e per una visione della cultura pop che non conosce confini, a catalizzare l’attenzione con una comparsa destinata a restare impressa: alla sfilata di Egonlab si presenta con un paio di scarpe che sembrano costruite con mattoncini Lego, trasformando un accessorio in manifesto.
Non è solo una stravaganza fine a sé stessa. Nel circo iper-controllato della moda parigina, dove spesso anche l’eccesso è calcolato, Tommy Cash porta una rottura autentica, un cortocircuito visivo che dialoga con il suo percorso artistico. Nato come Tomas Tammemets a Tallinn nel 1991, cresciuto in un contesto popolare e multietnico, Cash ha sempre fatto dell’ibridazione il suo marchio di fabbrica: musica, arte contemporanea, performance, moda e provocazione convivono senza gerarchie.
La sua presenza alla Fashion Week non è un episodio isolato, ma l’ennesima tappa di un rapporto sempre più stretto con il mondo fashion. In passato ha collaborato con Rick Owens, ha sfilato al Palais de Tokyo e ha portato in passerella lo stesso immaginario disturbante e ironico che anima i suoi videoclip. A Parigi, mentre in prima fila si alternano volti come Luisa Ranieri, Mahmood, Catherine Deneuve, Diane Kruger e Lewis Hamilton, Cash sceglie ancora una volta di stare di lato, di rompere il codice, di giocare.
Dietro l’apparente leggerezza delle scarpe-Lego, c’è una cifra artistica precisa: trasformare l’infanzia, il kitsch e l’eccesso in strumenti di critica culturale. È lo stesso approccio che lo ha reso celebre sulla scena musicale internazionale, con album come Euroz Dollaz Yeniz e Yes, e con collaborazioni che spaziano da Charli XCX a Diplo, da Oliver Tree ai Little Big. Un artista che canta in inglese con un accento volutamente marcato, che gioca con stereotipi europei e post-sovietici, e che costruisce personaggi sempre in bilico tra parodia e provocazione.
Negli ultimi mesi, poi, il legame con l’Italia si è fatto sempre più evidente. Dopo la partecipazione all’Eurovision Song Contest 2025 con Espresso macchiato, brano che gli ha regalato un clamoroso terzo posto finale e una popolarità improvvisa nel nostro Paese, Tommy Cash ha abbracciato apertamente l’immaginario italiano, tra ironia, citazioni pop e collaborazioni. Il remix del brano con Tony Effe, l’annuncio di un tour con tappe italiane e persino la presentazione di un nuovo singolo in italiano durante il Red Valley Festival di Olbia raccontano di un rapporto ormai strutturato, non episodico.
Alla Fashion Week di Parigi, quindi, le scarpe di Lego non sono solo un colpo d’occhio. Sono il simbolo di un artista che rifiuta l’eleganza rassicurante, che preferisce il corto circuito alla compostezza, e che continua a usare il corpo e l’abbigliamento come estensione del proprio linguaggio creativo. In un contesto dove la moda rischia spesso di parlarsi addosso, Tommy Cash ricorda che lo stupore, se autentico, può ancora essere un atto sovversivo.
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