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Noemi e Nikita dopo "Ballando con le Stelle" ballano la salsa nell'ufficio del sindaco di Chivasso

I due ballerini chivassesi premiati a Palazzo Santa Chiara dall'amministrazione comunale

Noemi e Nikita dopo "Ballando con le Stelle" ballano la salsa nell'ufficio del sindaco di Chivasso

Noemi e Nikita dopo "Ballando con le Stelle" ballano la salsa nell'ufficio del sindaco di Chivasso

Chivasso li ha chiamati in Comune e questa volta non per una foto di rito. Nikita Perotti e Noemi Migliore, due giovani ballerini che in questi mesi hanno portato il nome della città su Rai1, sono stati ricevuti stamattina a Palazzo Santa Chiara dall’amministrazione comunale. Un riconoscimento ufficiale, un attestato consegnato dal sindaco Claudio Castello, e una cosa che non era scritta in nessun programma: una salsa improvvisata sul parquet, tra applausi e sorrisi. Una scena semplice, quasi familiare, che però dice molto: Chivasso, per una mattina, si è specchiata nel talento di due ragazzi e ha deciso di ringraziarli pubblicamente.

L’omaggio arriva dopo settimane in cui i loro nomi hanno girato anche fuori dal Canavese. Perotti è il vincitore di Ballando con le Stelle 2025, il programma di Milly Carlucci che ogni anno mette insieme celebrità, giudizi taglienti, lacrime e risalite. Migliore è invece finalista a Ballando on the Road, il format itinerante legato allo stesso mondo televisivo, una sorta di laboratorio di nuovi talenti capace di trasformare un’esibizione in diretta in una svolta di carriera. Due percorsi diversi, due storie distinte, ma un punto in comune chiaro: entrambi sono arrivati fin lì grazie a una cosa che non si improvvisa, e che la tv non può costruire da sola. La disciplina.

Stamattina, insieme alla loro insegnante Laura Ullio, sono stati accolti dal Comune come “star chivassesi” della danza. Un’etichetta che fa piacere ma che, nel caso di Perotti e Migliore, rischia quasi di suonare stretta: perché dietro lo scintillio televisivo c’è molto di più. C’è soprattutto una generazione che prova a farcela e che, quando ci riesce, lo fa attraverso fatica, allenamenti, rinunce, chilometri, palestra, gare, orari impossibili. La danza non perdona: o ci sei, o non ci sei.

I due ballerini con l'amministrazione chivassese

Il sindaco Castello ha scelto di consegnare ai due ballerini due attestati dal tono esplicito e non banale. A Perotti, il Comune ha riconosciuto l’aver “espresso il talento della danza con la forza della naturalezza, della costanza e del sacrificio”, definendo la sua passione “fonte di orgoglio per tutta la comunità”. A Migliore, invece, ha parlato di “orgoglio condiviso di luoghi distanti ma uniti nell’apprezzare la sua arte espressiva”, sottolineando come impegno e passione possano essere l’inizio di “nuovi e più grandi traguardi”. Parole scritte, certo. Ma parole scelte con un’idea precisa: raccontare i due ragazzi non solo come volti da palcoscenico, ma come esempi.

Nikita Perotti oggi è uno di quei nomi che suonano familiari anche a chi, fino a ieri, di ballo seguiva giusto il rumore delle polemiche. Eppure il suo percorso è tutt’altro che improvvisato. È un ballerino e maestro di danza che in questi mesi ha conquistato il grande pubblico grazie a un ingrediente che, davanti alle telecamere, vale quasi più della tecnica: l’immediatezza. La sensazione di essere “vero”. Di non recitare. Di non costruire un personaggio. La sua vittoria a Ballando con le Stelle 2025, al fianco di Andrea Delogu, è stata il punto di arrivo di un cammino lungo e spesso invisibile. Perotti non è diventato bravo perché è entrato in tv: è entrato in tv perché era già bravo.

E non si parla di “bravo” come una valutazione generica. Si parla di competenza, di impostazione, di capacità di guidare una partner, di tenere il ritmo di una diretta, di trasformare un’esibizione in un racconto. A Ballando, ogni settimana è una prova: devi costruire coreografie, gestire infortuni, incassare giudizi spesso feroci, e ripartire. Serve spalle larghe. Ma serve anche una testa lucida. E la maturità è proprio uno dei punti che in Comune hanno voluto sottolineare: la sua umiltà e il modo in cui sta gestendo la popolarità, dopo un trionfo che può gonfiare l’ego o spezzare l’equilibrio. Non è scontato, soprattutto a vent’anni.

Il comunicato del Comune cita anche un dettaglio che dà la misura del salto di livello: Delogu lo ha voluto con sé nella conduzione del programma Rai “La Porta Magica”. Un segnale chiaro, perché in tv non ti portano accanto per cortesia. Ti portano accanto se funzioni. Se sai stare in scena. Se hai tempi, presenza, intelligenza. È un’altra forma di talento, diversa dal passo perfetto, ma ugualmente decisiva.

Accanto a lui, stamattina, c’era Noemi Migliore, un volto che per molti chivassesi è diventato familiare negli ultimi mesi, ma che porta con sé una storia ancora più ampia, quasi simbolica. Migliore è originaria della Sicilia ed è stata considerata dall’amministrazione come un esempio positivo di integrazione. Non quella raccontata nelle frasi fatte, ma quella concreta: famiglie che dal Mezzogiorno arrivano al Nord per lavorare, per vivere, per costruire una quotidianità diversa, e che spesso trovano una comunità capace di diventare casa. Chivasso, in questo, ha una memoria lunga. E non è un caso se nel riconoscimento ufficiale si parla di “luoghi distanti ma uniti”.

Noemi, infatti, non è “solo” una finalista televisiva. È una giovane che si è costruita una credibilità nel mondo della danza attraverso lo studio, l’allenamento e la competizione. Ballando on the Road non è un palco gentile: è una selezione dura, rapida, dove hai pochi minuti per dimostrare di meritare un’occasione. Non basta essere brava, devi essere incisiva. Devi conquistare lo sguardo. Devi farti ricordare. E Migliore c’è riuscita.

La danza è anche questo: un linguaggio che può aprire porte, ma che pretende totale dedizione. È un mondo dove ti misurano senza sconti, dove il corpo è strumento di lavoro e al tempo stesso fragilissimo, dove un infortunio può cambiare tutto, dove la costanza conta più dell’ispirazione. Ed è probabilmente proprio per questo che oggi un riconoscimento pubblico ha un peso diverso. Perché non celebra soltanto il momento televisivo. Celebra la strada.

Durante l’incontro, Castello ha riassunto il senso della mattinata con parole nette: «Nikita, con la sua naturalezza e maturità, e Noemi, con la sua storia di integrazione e talento, incarnano valori che ci rendono orgogliosi: la capacità di credere nei propri sogni, di lavorare con dedizione e di portare la propria arte oltre ogni confine. I loro successi non rappresentano un esempio di impegno, disciplina e passione che parla a tutti i giovani di Chivasso». Un discorso che, al netto della retorica inevitabile in queste occasioni, contiene una verità concreta: in un tempo in cui i modelli spesso sono costruiti su scorciatoie e apparenza, vedere due ragazzi premiati per la fatica è un messaggio raro.

Poi è arrivato il fuoriprogramma. La parte più vera. Quella che, paradossalmente, racconta più di mille attestati. La “gioviale atmosfera” descritta dal Comune si è trasformata in un momento spontaneo: Nikita e Noemi hanno improvvisato una salsa nel salone di Palazzo Santa Chiara, sul parquet, davanti ad amministratori e presenti. Una danza fuori contesto, senza luci, senza regia, senza paillettes. Solo due ragazzi che fanno quello che sanno fare meglio. E che, anche così, strappano applausi.

Chivasso, stamattina, li ha guardati da vicino. Non sullo schermo, non da lontano, non con l’eco dei social. Li ha visti come sono: giovani, determinati, capaci di portare la loro storia personale dentro un risultato pubblico. E forse è proprio questa la lezione più importante: la danza può sembrare leggerezza, ma nasce quasi sempre dal contrario. Dal peso delle ore, dal peso delle scelte, dal peso della costanza. E quando due ragazzi riescono a far diventare quel peso un successo, allora sì: vale la pena fermarsi un momento e dire grazie.

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