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Cronaca
01 Febbraio 2026 - 17:00
Dopo gli scontri di Torino legati al corteo pro Askatasuna, il governo accelera verso una stretta sulla sicurezza. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato la convocazione di una riunione di governo per domani mattina, dedicata alle minacce all’ordine pubblico emerse negli ultimi giorni e alla valutazione delle nuove norme del decreto sicurezza.
Nel pomeriggio la premier si è recata a Torino, dove ha incontrato gli agenti e i militari delle forze dell’ordine coinvolti negli scontri. La visita all’ospedale Le Molinette, durata circa dieci minuti, ha riguardato in particolare due agenti ricoverati, Lorenzo e Alessandro, rimasti feriti durante le violenze. Sui social, Meloni ha spiegato il senso della visita e dell’iniziativa politica annunciata: «Per quanto riguarda il Governo, ho convocato una riunione per domattina per parlare delle minacce all'ordine pubblico di questi giorni e per valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa Nazione», scrivendo di essersi recata alle Molinette «per portare, a nome dell'Italia, la solidarietà a due degli agenti rimasti feriti negli scontri di ieri».
Le parole della presidente del Consiglio sono state particolarmente dure nel definire quanto accaduto in piazza. «Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio». Meloni ha poi chiamato in causa direttamente la magistratura: «Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi per quello che sono, senza esitazioni, applicando le norme che già ci sono e consentono di rispondere in modo fermo, perché non si ripeta che alla denuncia dei responsabili non segua nulla, come purtroppo è accaduto troppe volte». E ha aggiunto: «Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, e probabilmente ci sarebbe qualche misura cautelare a loro carico. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto».
Nel frattempo, sul fronte giudiziario, è stato arrestato uno dei presunti aggressori del poliziotto, un 22enne proveniente dalla provincia di Grosseto, fermato con il meccanismo della flagranza differita. Per episodi diversi risultano arrestati anche altri due dimostranti, mentre il bilancio complessivo degli scontri parla di oltre 100 agenti delle forze dell’ordine feriti.
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Sul tema è intervenuto anche il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, che sui social ha scritto: «I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell'Ordine, e soprattutto l'obbligo di una cauzione per chi scende in piazza come proposto dalla Lega. Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no!».
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Ancora più netto il commento del ministro della Difesa Guido Crosetto, affidato a X: «Non sono manifestanti, sono guerriglieri, sono bande armate che hanno come obiettivo quello di colpire lo Stato e chi lo serve. Non un Governo ma lo Stato». Crosetto ha definito «inaccettabile» ogni tentativo di giustificazione o minimizzazione, aggiungendo: «Devono essere combattuti come sono state combattute le Brigate Rosse e non essere trattati come “compagni che sbagliano”. Il giudizio di fronte a questi fatti deve vederci tutti uniti come lo furono le forze politiche negli anni del terrorismo. Non è in gioco una parte politica ma la Repubblica Italiana». Il ministro ha poi descritto nel dettaglio l’organizzazione dei gruppi violenti: «Oltre 1000 persone. Organizzate militarmente. Con una strategia da guerriglia urbana, divisi in due grandi blocchi. Bombe carta piene di chiodi, molotov, jammer per impedire le comunicazioni tra le forze dell'ordine, spranghe di ferro, scudi, maschere, occhiali di protezione, maschere antigas, caschi, catapulte per lanciare pietre enormi». Crosetto ha inoltre riferito di essersi recato per «una breve visita al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino», incontrando alcuni militari coinvolti negli scontri.
Sono stato per una breve vista al Comando Provinciale dei Carabinieri a Torino dove ho incontrato alcuni Carabinieri che si sono trovati coinvolti nella guerriglia urbana scatenata ieri dai militanti vicini ad Askatasuna.
— Guido Crosetto (@GuidoCrosetto) February 1, 2026
Oltre 1000 persone. Organizzate militarmente. Con una… pic.twitter.com/NYfE6tI6jV
A esprimere solidarietà agli agenti feriti è stato anche il capo della Polizia Vittorio Pisani, che ha inviato una lettera al personale impegnato nei servizi di ordine pubblico: «Care colleghe e cari colleghi, il servizio di ordini pubblico, affrontato e gestito nella giornata di ieri a Torino, in un contesto particolarmente complesso e difficile, ha ancora una volta messo in luce la Vostra dedizione nell'essere, con professionalità, equilibrio e rischio della propria incolumità, servitori del nostro Stato democratico». E ha concluso: «Di questo, non smetterò mai di dirvi grazie. Grazie, perché il vostro impegno, silenzioso e costante, è garanzia per la tutela delle nostre Istituzioni democratiche e per la sicurezza delle nostre comunità».
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