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Cronaca
24 Gennaio 2026 - 14:46
Cena completa in pizzeria, poi cerca di non pagare: un altro caso di insolvenza fraudolenta a Settimo Torinese (immagine di repertorio)
Ha ordinato come una cliente qualsiasi, e ha consumato senza fretta e senza creare sospetti. Una pizza, una birra, un dolce e un caffé; una cena completa in una pizzeria di Settimo Torinese, fino al momento che ha cambiato il tono della serata
Al momento di pagare, la donna – 56 anni, residente in un Comune del Torinese – ha ammesso di non avere il denaro necessario per saldare il conto.
L’episodio è avvenuto domenica 18 gennaio. Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe temporeggiato, cercando una soluzione che però non è arrivata. Il personale ha tentato ogni strada possibile per evitare tensioni: pagamento elettronico, bancomat, carta, anche soluzioni digitali. Tutti tentativi andati a vuoto. A quel punto, preso atto dell’impossibilità di incassare, il titolare ha contattato la Tenenza dei Carabinieri di Settimo Torinese, intervenuti per riportare la situazione su un piano formale.
La donna ha lasciato il locale alla presenza dei militari. Sul piano penale, l’episodio rientra nell’ipotesi di insolvenza fraudolenta, un reato procedibile a querela di parte: spetterà quindi al proprietario della pizzeria decidere se formalizzare la denuncia e avviare l’iter giudiziario.
Dalle verifiche successive sarebbe emerso che non si tratterebbe di un caso isolato. La 56enne risulterebbe infatti già segnalata in passato per episodi analoghi, dentro e fuori città. Un elemento che sposta il quadro dal singolo episodio a una condotta potenzialmente reiterata, rilevante anche sotto il profilo della valutazione giudiziaria.
Il caso s'inserisce in un contesto che la città conosce già. A metà dicembre, infatti, i Carabinieri di Settimo erano già intervenuti per due episodi distinti avvenuti in ristoranti cittadini: in un caso un uomo aveva consumato un pasto completo per poi dichiarare, senza tentare la fuga, di non poter pagare; in un altro, due clienti avevano cenato abbondantemente lasciando insoluto un conto ben più elevato. In entrambe le circostanze erano scattate le denunce per insolvenza fraudolenta.
Episodi diversi per modalità e protagonisti, ma accomunati dallo stesso schema: consumazione regolare, assenza di contestazioni sul servizio, ammissione finale dell’impossibilità di pagare. Una dinamica che non va sottovalutata né archiviata come semplice disagio, perché solo la segnalazione permette di tracciare le recidive e distinguere le difficoltà reali dai comportamenti opportunistici.
A Settimo Torinese, come altrove, la linea resta una: denunciare, sempre. È l’unico strumento che consente di tutelare chi lavora nella ristorazione e di mantenere un perimetro di legalità chiaro, a garanzia anche dei clienti che pagano regolarmente il proprio conto.

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