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Cronaca

Torino, dalla piazza alla guerriglia: 3 arresti e 24 denunce dopo la manifestazione “Torino è partigiana”

Ventimila in corteo, poi l’assalto: incendi, martelli, razzi e un poliziotto massacrato. La risposta della Polizia di Stato

Gli oggetti sequestrati

Gli oggetti sequestrati

La manifestazione nazionale “Torino è partigiana”, indetta in risposta allo sgombero della sede di Askatasuna del 18 dicembre, si è conclusa con un bilancio pesantissimo sul piano dell’ordine pubblico. La Polizia di Stato ha effettuato 3 arresti e 24 denunce, al termine di una giornata segnata da scontri violenti, devastazioni e un’aggressione brutale ai danni di un operatore delle forze dell’ordine.

Il corteo, che ha raggiunto complessivamente le 20.000 persone, si è formato attraverso più spezzoni partiti dalle stazioni di Porta Susa e Porta Nuova, ricongiuntisi intorno alle 16 in corso Cairoli con il gruppo proveniente dalla sede universitaria di Palazzo Nuovo, composto da collettivi universitari e dalla gran parte dei centri sociali arrivati da tutto il territorio nazionale. La manifestazione ha poi proseguito verso corso San Maurizio.

Poco prima dell’intersezione con corso Regio Parco, la situazione è degenerata. Circa 1.500 soggetti, dopo aver creato una fitta coltre di fumogeni, si sono travisati con abiti scuri, maschere, caschi e passamontagna, muovendosi in modo compatto verso corso Regina Margherita, in direzione dello sbarramento dei reparti schierati a protezione della sede di Askatasuna. Il resto del corteo si è invece attestato all’imbocco di corso Regio Parco, rimanendovi per tutta la durata degli scontri.

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Proprio durante le fasi del travisamento, alcuni antagonisti hanno aggredito una giornalista e la sua troupe televisiva, distruggendo le attrezzature di ripresa. Da lì in avanti, la manifestazione si è trasformata in una vera e propria guerriglia urbana. I facinorosi hanno occupato le tre carreggiate di corso Regina Margherita, sferrando una molteplicità di attacchi contro i contingenti delle Forze dell’Ordine, utilizzando scudi in lamiera, pietre, bottiglie di vetro, razzi, bombe carta e artifici pirotecnici esplosi anche tramite tubi di lancio artigianali. Ulteriore materiale offensivo è stato ricavato direttamente dal contesto urbano, con pezzi di selciato e cartellonistica stradale divelti.

Per ostacolare l’azione dei reparti inquadrati, che hanno risposto agli attacchi con idranti, lacrimogeni e manovre di respingimento, i manifestanti violenti hanno realizzato barricate con cassonetti e altro materiale dato alle fiamme. In questi frangenti, un mezzo di servizio del Reparto Mobile di Torino è stato incendiato, mentre un operatore del 2° Reparto Mobile della Polizia di Stato di Padova è stato ripetutamente colpito da un gruppo di circa dieci persone con calci, pugni, oggetti contundenti e colpi di martello, prima di essere soccorso da altri agenti.

Nonostante la violenza degli scontri, grazie a una efficace movimentazione dei reparti, la Polizia è riuscita a respingere progressivamente i facinorosi verso la sponda opposta del fiume Dora, in direzione dell’esterno città. Le azioni violente sono proseguite anche su corso Regio Parco, fino al definitivo deflusso di tutti i manifestanti. Durante gli attacchi sono stati danneggiati arredi urbani, una filiale bancaria e un supermercato di corso Regina Margherita. Il bilancio dei feriti tra le forze dell’ordine è di circa un centinaio di operatori.

Sul fronte giudiziario, la Digos della Questura di Torino ha arrestato in flagranza di reato un 31enne e un 35enne italiani, ritenuti responsabili di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. È stato inoltre arrestato in flagranza differita un 22enne della provincia di Grosseto, accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale del Reparto Mobile di Padova, individuato attraverso l’analisi dei filmati. Il giovane è stato anche denunciato per violenza a pubblico ufficiale e per rapina in concorso, avendo partecipato al gruppo che, oltre a ferire l’agente, lo ha spossessato dello scudo, dell’U-bot e della maschera antigas.

L'agente ferito

Nel corso delle violenze, la Polizia di Stato ha inoltre bloccato 24 persone, accompagnate in Questura e denunciate per resistenza a pubblico ufficiale, porto di armi improprie, travisamento e inottemperanza ai provvedimenti dell’autorità. A loro carico sono stati sequestrati sassi nascosti negli zaini, chiavi inglesi, frombole, coltelli e materiale per il travisamento.

Tutti i procedimenti penali si trovano nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vige la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva.

Nei giorni precedenti la manifestazione, tra il 29 e il 31 gennaio, i servizi preventivi coordinati dalla Digos di Torino, con il supporto della Polizia Stradale, della Polizia Ferroviaria, del Reparto Prevenzione Crimine e della Polizia di Frontiera, hanno portato al controllo e all’identificazione di 772 soggetti sulle principali tratte stradali e ferroviarie e presso l’aeroporto di Caselle, di cui 54 stranieri provenienti da numerosi Paesi europei ed extraeuropei.

Nell’occasione, il Questore di Torino Massimo Gambino ha disposto diverse misure di prevenzione nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi: 30 fogli di via obbligatori con durata da sei mesi a quattro anni, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso ai locali pubblici, emessi dalla Divisione Anticrimine della Questura.

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