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Sanità

Liste d’attesa truccate e intramoenia fuori controllo: i Nas scoprono il lato oscuro della sanità

Schillaci accusa: “Pratiche disumane, basta agende falsate e numeri che non tornano”

Caraninieri NAS

Caraninieri NAS (foto di repertorio)

Farmaci, alimenti, centri estetici, nuove droghe ma soprattutto liste d’attesa e intramoenia sotto la lente. È un quadro durissimo quello emerso dai dati sull’attività 2025 del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute – Nas, presentati al ministero della Salute, che riportano al centro una delle ferite più profonde del Servizio sanitario nazionale. A denunciare apertamente la situazione è il ministro Orazio Schillaci, che parla senza mezzi termini di «trucchi scandalosi» nella gestione delle prenotazioni.

ORAZIO SCHILLACI, MINISTRO DELLA SALUTE

Il lavoro dei Nas, sottolinea Schillaci, è «silenzioso ma indispensabile», ma sul fronte delle liste d’attesa annuncia una stretta immediata, chiamando in causa aziende sanitarie e Regioni. «Basta – avverte il ministro – a trucchi scandalosi per mostrare performance non vere». Un’accusa che trova riscontro nei numeri.

Nel 2025 i Nas hanno concentrato un focus specifico proprio sul sistema delle liste di attesa e sull’attività libero-professionale intramuraria, per verificare la corretta erogazione delle prestazioni del Ssn. I controlli sono stati 1.930 tra direzioni sanitarie, reparti specialistici e Cup, con un bilancio pesantissimo: 9 arresti, 105 denunce per reati come truffa, peculato e frode, e 474 segnalazioni all’Autorità amministrativa. Le irregolarità emerse parlano di accessi abusivi ai sistemi di prenotazione per modificare le agende, ma anche di agende chiuse giustificate con presunti malfunzionamenti informatici.

Particolarmente grave il capitolo intramoenia. Dai controlli risultano oltre 900 criticità, soprattutto legate alla gestione delle prenotazioni e a volumi di attività intramuraria superiori del 50% rispetto alle prestazioni garantite a carico del Ssn. «Sono numeri che non mentono – ha detto Schillaci – ma la legge è chiara. Da oltre un anno dice esplicitamente che le prestazioni di intramoenia non devono superare quelle a carico del Servizio sanitario nazionale».

Da qui il richiamo diretto alle responsabilità. «Se il ricorso agli intramoenia è fuori controllo, c’è evidentemente una responsabilità a livello aziendale in termini di efficienza e organizzazione. E una a livello regionale, in tema di programmazione e controllo», afferma il ministro. E aggiunge parole durissime: «Devono cessare immediatamente quelle pratiche, quei trucchi, che consistono nel manipolare i dati per apparire in ordine quando in ordine non si è, con agende pulite sulla carta, liste d’attesa apparentemente brevi, standard rispettati almeno nei registri. Questi sono trucchi che definisco scandalosi, sono artefatti per mostrare standard che poi non corrispondono a quello che i cittadini vedono».

Il tema torna anche al question time alla Camera, dove Schillaci alza ulteriormente il livello dello scontro: «Se un cittadino viene mandato via perché le liste d’attesa sono chiuse, ma se paga magicamente ci sono medici, sale e apparecchiature disponibili, questo non è scorretto. È disumano». E ribadisce l’impegno del Governo: «Abbiamo messo le regole. Abbiamo stanziato più risorse. Stiamo costruendo gli strumenti di controllo. Ma la partita si gioca nelle corsie e lì dove ogni giorno qualcuno decide se rispettare le regole o aggirarle. Per questo continueremo a vigilare, a intervenire dove serve, senza sconti per nessuno». Poi l’affondo finale: «Se le prestazioni ambulatoriali vengono concentrate in poche ore al giorno mentre la libera professione è disponibile 24 ore, il problema non è il numero di medici. È la volontà di organizzarsi in maniera diversa».

Il report dei Nas restituisce anche la dimensione complessiva dell’attività svolta nel 2025. Sono stati sequestrati 49.900 tra confezioni di farmaci e articoli sanitari e 6.249.380 chilogrammi o confezioni di alimenti, per un valore complessivo superiore a 197 milioni di euro. Chiuse o sequestrate 1.660 strutture, con 24 milioni di euro di somme contestate. Le ispezioni totali sono state 45.762, con 6.255 sanzioni penali, 23.397 amministrative, 148 arresti e 2.829 deferimenti all’Autorità giudiziaria.

Non manca il capitolo delle nuove droghe: sequestrati 400 grammi di cannabinoidi e oppioidi sintetici di nuova generazione, equivalenti a una produzione tra 4.000 e 11.500 dosi, per un valore stimato tra 100.000 e 300.000 euro, e individuato un nuovo oppioide sintetico inserito nella tabella delle sostanze proibite. Nel report del Comando si legge che «questi numeri non sono solo statistiche, ma rappresentano la difesa concreta della salute di milioni di italiani». Un messaggio che pesa come un atto d’accusa contro un sistema che, troppo spesso, tradisce proprio chi dovrebbe proteggere.

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