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Cronaca
04 Febbraio 2026 - 16:17
Agente trascinato e colpito a terra al corteo Askatasuna, la ricostruzione negli atti del gip
Un agente isolato, trascinato oltre la linea del reparto e colpito mentre era a terra. È questa la ricostruzione contenuta nella querela depositata in questura da Alessandro Calista, poliziotto del II Reparto Mobile di Padova, e riprodotta nell’ordinanza depositata oggi dal gip di Torino nell’ambito dell’inchiesta sugli scontri avvenuti durante il corteo nazionale di Askatasuna del 31 gennaio.
Secondo quanto riferito dall’agente, i fatti si sono verificati nel controviale di corso Regina Margherita, all’altezza dei Giardini Pozzo, durante una fase di cariche di alleggerimento disposte dal caposquadra Pierpaolo Corda. In quel frangente, scrive Calista, il reparto sarebbe stato circondato e bersagliato da un fitto lancio di oggetti, tra cui pietre, bottiglie, artifici pirotecnici, ma anche tombini e martelli.
Nella querela l’operatore racconta di essere stato afferrato per le braccia, colpito con calci alla schiena e trascinato per alcuni metri oltre la linea degli altri agenti. Una volta a terra, riferisce, più persone lo avrebbero colpito alla testa e al corpo, sfilandogli progressivamente i dispositivi di protezione. Casco, scudo, maschera antigas e casco personale sarebbero stati sottratti mentre era ancora circondato. «Non avevo più strumenti a tutela della mia incolumità», si legge negli atti.
Calista richiama anche il proprio addestramento e la preparazione fisica, indicando di essere alto 1,85 metri e di pesare circa 105 chili. Nonostante ciò, sottolinea come la situazione fosse ingestibile: a suo dire avrebbe potuto fronteggiare due o tre persone, ma non un gruppo numeroso che lo aveva isolato dal resto del reparto.

Alessandro Calista protetto da un collega
Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, a sottrarlo all’aggressione sarebbe stato il collega Lorenzo Virgulti, che lo avrebbe visto a terra e accerchiato, riuscendo a trascinarlo in una zona più sicura. Un passaggio ritenuto rilevante dagli inquirenti perché coerente con quanto dichiarato nella querela.
Agli atti dell’indagine è stato acquisito anche un video di 24 secondi, pubblicato sul profilo Instagram della testata Torinoggi.it e successivamente riversato su supporto dvd. Dall’analisi dei fotogrammi effettuata dalla procura emergerebbe l’immagine dell’agente già a terra, circondato da circa venti persone, con almeno cinque individui intenti a colpirlo.
In questo contesto si inserisce la posizione di Angelo Simionato, 22 anni, per il quale il gip ha convalidato l’arresto disponendo i domiciliari. All’indagato viene provvisoriamente attribuita una condotta nell’aggressione. L’identificazione, secondo quanto riportato negli atti, si fonderebbe anche sull’abbigliamento, descritto come facilmente riconoscibile: jeans chiari larghi, giacca a vento rossa con banda nera sulle maniche e coppola verde. Resta ferma la presunzione di innocenza, così come la necessità di ulteriori riscontri probatori.
Il fatto che il testo della querela sia stato integralmente richiamato nell’ordinanza cautelare segnala il peso attribuito dal giudice alle testimonianze dell’operatore e alle immagini acquisite, in una fase ancora preliminare dell’inchiesta, destinata a chiarire ruoli, responsabilità e singole condotte.
Se la ricostruzione dovesse trovare conferma, quanto avvenuto nel controviale di corso Regina Margherita delineerebbe uno scenario di violenza particolarmente grave, con un agente isolato e privato delle protezioni durante una manifestazione pubblica. Un quadro che impone accertamenti rigorosi, distinguendo il diritto di manifestare dalle condotte che mettono a rischio l’incolumità di operatori e cittadini, nel rispetto delle garanzie difensive e del vaglio puntuale dei fatti.

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