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04 Febbraio 2026 - 11:28
Ironia sui poliziotti feriti dopo gli scontri di Torino, bufera politica su Rivalta
I disordini scoppiati sabato scorso a Torino durante il corteo pro-Askatasuna continuano a produrre strascichi che vanno ben oltre il bilancio degli scontri e dei feriti. La città resta segnata da immagini di violenza che hanno riaperto con forza il dibattito sul tema della sicurezza, mentre la polemica politica si allarga anche all’hinterland torinese. In queste ore al centro dell’attenzione finiscono alcune prese di posizione circolate sui social e ritenute offensive nei confronti delle Forze dell’Ordine rimaste ferite durante i tafferugli.
A sollevare pubblicamente il caso è stato Andrea Cerutti, consigliere regionale della Lega, che ha puntato il dito contro alcune dichiarazioni diffuse online da Flavia Gaudiano, consigliera comunale di Rivalta e candidata a sostegno del sindaco di centrosinistra Sergio Muro. Secondo Cerutti, i contenuti pubblicati avrebbero ironizzato sulle condizioni dei due agenti rimasti feriti durante gli scontri di Torino, arrivando a commentare la loro dimissione dall’ospedale attraverso immagini e messaggi giudicati inaccettabili.
Il contesto è quello di una città che, a distanza di giorni, continua a fare i conti con le conseguenze del corteo degenerato in violenza. Le immagini degli agenti colpiti, delle cariche e dei momenti di tensione hanno alimentato una discussione che non riguarda soltanto l’ordine pubblico di una singola manifestazione, ma un quadro più ampio che investe la percezione di sicurezza urbana e il rapporto tra istituzioni, cittadini e forze di polizia. Un tema che la Lega rivendica da tempo come centrale, sia a livello nazionale sia sul territorio piemontese.
Nella ricostruzione politica proposta dal consigliere regionale, le parole e le immagini pubblicate dalla consigliera di Rivalta rappresenterebbero un fatto grave non solo sul piano del linguaggio, ma soprattutto per il ruolo istituzionale ricoperto. Secondo Cerutti, ironizzare su agenti feriti durante un servizio di ordine pubblico equivale a sminuire il lavoro di chi opera quotidianamente per garantire la sicurezza, oltre a trasmettere un messaggio distorto ai cittadini. Da qui la richiesta di scuse pubbliche e di un passo indietro da parte della consigliera, ritenuta incompatibile, in questo frangente, con la responsabilità di rappresentare un’istituzione.

La polemica si intreccia anche con una lettura più ampia della situazione di Rivalta. Per l’esponente leghista, l’episodio sui social non sarebbe isolato, ma si inserirebbe in un clima che spiegherebbe le difficoltà sul fronte della sicurezza denunciate da mesi dai residenti del Comune. Una critica che chiama in causa direttamente l’amministrazione di centrosinistra, accusata di non aver dato risposte adeguate alle segnalazioni dei cittadini e di sottovalutare problemi che, invece, emergono con forza dal territorio.
Sul piano politico, il caso riaccende uno scontro ormai strutturale tra visioni opposte della gestione dell’ordine pubblico. Da un lato chi insiste sulla necessità di rafforzare la presenza delle Forze dell’Ordine e di difenderne l’operato senza ambiguità; dall’altro un’area politica più critica verso l’impostazione securitaria e più attenta ai diritti di manifestazione. In mezzo, però, restano le immagini degli agenti feriti e una discussione che, complice l’uso dei social, rischia di superare rapidamente il confine del confronto istituzionale.
Al momento, dalla maggioranza che governa Rivalta non sono arrivate prese di posizione ufficiali sul caso. Resta però evidente come la vicenda abbia ampliato il dibattito oltre i confini torinesi, trasformando un episodio di cronaca legato a una manifestazione in un terreno di scontro politico che tocca il ruolo degli amministratori locali e il linguaggio utilizzato nello spazio pubblico digitale.
In attesa di eventuali chiarimenti o repliche, la polemica conferma quanto il tema della sicurezza resti uno dei nodi più sensibili del dibattito politico piemontese. Un tema che, dopo gli scontri di Torino, continua a dividere e a produrre reazioni forti, soprattutto quando a entrare in gioco sono le immagini e le parole che circolano sui social, capaci di amplificare tensioni e contrapposizioni ben oltre il fatto originario.
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