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Cronaca

Assalto notturno in casa a Mirafiori, anziani faccia a faccia con i ladri e pestati in strada

Rumori sul pianerottolo, il furto nell’appartamento e la fuga in taxi: decisivo l’intervento della polizia e il tracciamento dei cellulari rubati

Assalto notturno in casa

Assalto notturno in casa a Mirafiori, anziani faccia a faccia con i ladri e pestati in strada (foto archivio)

Una notte di paura, conclusa solo dopo un inseguimento improvvisato, un’aggressione e l’intervento delle volanti. È quanto accaduto poco dopo le due della scorsa notte in via Rigola, nel quartiere torinese di Mirafiori, dove una famiglia è stata sorpresa in casa da una banda di ladri. Un episodio che ha lasciato segni profondi, soprattutto su una coppia di anziani, entrambi vicini agli ottant’anni, ancora scossi per quanto vissuto.

Tutto è iniziato con alcuni rumori sospetti provenienti dal pianerottolo del condominio, al settimo piano. Il padrone di casa, Felice, 78 anni, si è svegliato attirato da quei colpi insistenti e ha deciso di controllare cosa stesse accadendo. Uscendo dall’appartamento, ha notato due giovani intenti a manomettere l’ascensore, con fili staccati dalla cabina nel tentativo di bloccarlo. Un’azione che, secondo quanto ricostruito, serviva probabilmente a facilitare il colpo e la successiva fuga.

Rientrato nell’alloggio, l’uomo si è trovato davanti a un terzo complice, già all’interno dell’abitazione. Il ladro, con il volto coperto da un passamontagna, aveva rovistato nelle stanze e si era impossessato di tre cellulari, di un portafogli, delle chiavi dell’auto, una Ford C-Max, e di circa 30 euro. Dopo una spinta, il malvivente si è dato alla fuga.

Nel frattempo si sono svegliati anche la moglie dell’anziano e il figlio di 47 anni, che vive in Abruzzo e si trovava casualmente a Torino per far visita ai genitori. Padre e figlio, mossi dall’istinto e dal tentativo di recuperare quanto rubato, sono scesi in strada inseguendo i ladri. L’inseguimento si è concluso in corso Unione Sovietica, dove i due sono riusciti a fermare uno dei componenti della banda. A quel punto gli altri complici sono tornati indietro e ne è nata una breve ma violenta colluttazione, con calci e pugni ai danni dei due uomini.

Fortunatamente le conseguenze fisiche non sono state gravi, ma la paura è stata enorme. I tre ladri sono riusciti a scappare salendo su un taxi, mentre Felice ha chiamato il 112, fornendo una descrizione dettagliata dell’abbigliamento e di alcuni tratti fisici dei fuggitivi. Un contributo che si è rivelato fondamentale, insieme al G Gps dei cellulari rubati, per consentire agli agenti delle volanti di localizzarli rapidamente.

Nel giro di circa mezz’ora, i poliziotti sono riusciti a rintracciare il taxi a San Salvario, all’angolo tra via Nizza e corso Sommelier, bloccando e arrestando i tre giovani. Si tratta di un cittadino albanese e di due italiani, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, tutti già noti alle forze dell’ordine. Uno di loro aveva ancora in tasca la patente del pensionato.

Gli anziani hanno riconosciuto senza esitazioni i responsabili, riuscendo a recuperare le chiavi dell’auto e parte dei documenti sottratti. Solo uno dei telefoni è risultato danneggiato. Una notte che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che si è chiusa grazie alla rapidità dell’intervento della polizia, ma che lascia dietro di sé la consapevolezza di quanto sottile sia il confine tra un furto e una tragedia.

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