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Cronaca
03 Febbraio 2026 - 20:53
Truffa gli amici millantando investimenti in borsa, condannato a Cuneo (foto di repertorio)
Aveva promesso guadagni facili in borsa, presentandosi come una persona esperta di investimenti e ben introdotta nel mondo finanziario. In realtà, secondo quanto accertato dal tribunale, aveva costruito un raggiro basato su menzogne, ostentazione e fiducia personale. Per questo un romano residente a Paesana, in provincia di Cuneo, è stato condannato a tre anni di carcere per truffa.
La vicenda ruota attorno a una coppia di amici, convinta ad affidargli 84mila euro, una cifra che comprendeva tutti i risparmi di una vita, inclusi quelli accantonati per il futuro del figlio. Il contesto è quello dei mesi più difficili della pandemia, quando l’incertezza economica e la promessa di rendimenti rapidi hanno reso le vittime più vulnerabili.
In aula, la persona offesa ha ricostruito l’inizio della relazione economica con parole semplici e dirette: «All’epoca c’era il Covid, io ho detto che avevo qualche risparmio da parte e di voler investire». Da lì, secondo l’accusa, l’imputato avrebbe alimentato l’illusione di operazioni finanziarie sicure e redditizie.
L’uomo era stato presentato da un amico comune e si mostrava con uno stile di vita dispendioso, elemento che avrebbe rafforzato la percezione di solidità economica. A rendere il racconto ancora più credibile, il riferimento continuo a presunti contatti con un broker svizzero, mai realmente esistito.
Quando le richieste di chiarimenti si sono fatte più insistenti, l’imputato ha compiuto l’errore decisivo. Ha fornito alla vittima un numero di telefono che avrebbe dovuto appartenere al broker. Un controllo elementare ha però svelato l’inganno: quel recapito coincideva con il numero dell’abitazione dell’amico che aveva ricevuto il denaro.
La scoperta ha portato alla denuncia e all’apertura del procedimento penale. In tribunale, il racconto della persona offesa ha restituito tutta la portata delle conseguenze subite. «Mi ha rovinato ed è stata mia moglie a tirarmi fuori da questa storia», ha detto davanti al giudice, descrivendo il peso psicologico e materiale del raggiro.
Le difficoltà non si sono fermate alla perdita del denaro. «Oggi stiamo ripartendo da zero – ha aggiunto – ma è dura ricominciare: sono in debito con la banca e anche con i miei genitori». Una situazione che fotografa l’impatto profondo della truffa, ben oltre la cifra sottratta.
Il tribunale di Cuneo, valutati gli elementi raccolti e le testimonianze, ha ritenuto provata la responsabilità dell’imputato, condannandolo a tre anni di reclusione. Una sentenza che chiude una vicenda nata nel segno dell’amicizia e conclusa con una condanna penale.

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