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Cronaca
03 Febbraio 2026 - 11:23
Maxi processo Askatasuna, la partita si riapre in Appello: udienza fissata a Torino il 13 aprile
Si riaccende il fronte giudiziario sul caso Askatasuna. Il 13 aprile si aprirà davanti alla Corte d’Appello di Torino il maxi processo che vede imputati militanti storici del centro sociale, accusati di associazione per delinquere. Un passaggio cruciale che arriva dopo il verdetto di primo grado, quando tutti gli imputati erano stati assolti da questo specifico capo d’accusa, mentre erano state pronunciate condanne per singoli episodi legati a fatti circoscritti, in particolare durante le iniziative di protesta contro i cantieri Tav in Valle di Susa.
Il procedimento d’appello riporta al centro un’inchiesta che per anni ha rappresentato uno dei nodi più delicati nel rapporto tra giustizia, movimenti antagonisti e ordine pubblico a Torino. In primo grado, il tribunale aveva escluso l’esistenza di una struttura associativa finalizzata in modo stabile alla commissione di reati, smontando l’impianto accusatorio più pesante, ma aveva comunque riconosciuto responsabilità individuali per episodi specifici di violenza e disordini.

La data dell’udienza è stata comunicata alle parti con un atto firmato il 2 febbraio, un dettaglio temporale che non passa inosservato. La firma arriva infatti due giorni dopo gli scontri avvenuti nel capoluogo piemontese durante la manifestazione Pro Askatasuna, una mobilitazione che aveva riportato alta la tensione in città, con momenti di forte confronto tra manifestanti e forze dell’ordine.
Una coincidenza che, sul piano formale, non ha alcun legame diretto con il calendario giudiziario, ma che sul piano politico e simbolico contribuisce a riaccendere il dibattito attorno al centro sociale di corso Regina Margherita, da anni al centro di procedimenti, sgomberi annunciati, prese di posizione istituzionali e mobilitazioni di piazza.
In Appello si tornerà dunque a discutere del cuore dell’inchiesta: l’ipotesi che Askatasuna non sia soltanto uno spazio politico e sociale, ma una struttura organizzata con finalità criminali. Un’accusa che il primo grado non aveva retto, ma che ora verrà nuovamente valutata dai giudici torinesi alla luce degli atti e delle motivazioni della sentenza precedente.
Il processo si inserisce in un clima cittadino già segnato da forti tensioni sul tema dell’ordine pubblico, della gestione degli spazi sociali e delle manifestazioni antagoniste. La decisione della Corte d’Appello e l’esito del giudizio saranno osservati con attenzione non solo dagli imputati e dalle istituzioni, ma anche da un pezzo significativo della città, per cui Askatasuna rappresenta da anni un simbolo, nel bene e nel male.
Il 13 aprile, dunque, non sarà soltanto una data processuale. Sarà un nuovo capitolo di una vicenda giudiziaria e politica che continua a intrecciarsi con la storia recente di Torino.
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