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Cronaca
13 Ottobre 2025 - 11:31
Rubava nella sua stessa azienda. Uomo di Settimo Torinese trovato con più di 25mila euro di merce (immagine di archivio)
Tassellatori, avvitatori, martelli pneumatici, tubi e altro materiale edile. Un valore totale di più di 25mila euro di merce sottratta alla sua azienda, tanta da poter riempire due camion.
È stato fermato sabato scorso dai Carabinieri di Settimo Torinese un dipendente di un'azienda cittadina di rientro da Milano, che già da tempo aveva attirato su di sé i sospetti del suo datore di lavoro. Nei giorni precedenti, infatti, la società aveva già sporto denuncia per furto dal magazzino di Settimo e da altri cantieri sparsi in tutto il Nord-Italia.
A mancare erano numerosi utensili di lavoro e materiali, per un valore complessivo di almeno 20mila euro. Questo era quanto emerso dall'ultimo inventario aziendale.
La svolta nelle indagini è arrivata però sabato, quando l'uomo – di rientro dal cantiere milanese – è stato fermato dai Carabinieri della Tenenza di Settimo, avvertiti dall'amministratore delegato dell'azienda: è stato trovato in possesso di diversi materiali edili rubati, confermando i sospetti su di lui.
È scattata così una perquisizione più approfondita nei suoi confronti. Dopo aver esaminato il suo furgone, la sua casa e un altro magazzino privato, i militari lo hanno trovato in possesso di oltre 25mila euro di materiali e utensili sottratti alla ditta.
Il dipendente è stato denunciato per furto aggravato e ricettazione dopo essere stato colto in flagrante. Le indagini mireranno ora a verificare che l'uomo non rubasse i materiali per effettuare altri lavori al di fuori dell'azienda. In quel caso, si configurerebbe anche il reato di autoriciclaggio.
Sia a Settimo Torinese che in tutto il Nord, l'allerta rimane alta. Il caso ha riacceso l'attenzione sui furti nelle aziende da parte dei dipendenti, un fenomeno non nuovo ma che in questo caso ha assunto una portata economica notevole. Sul piano delle conseguenze, per i casi più gravi non si parla solo di sanzioni disciplinari o di licenziamento, ma di azioni penali che possono portare a fino a 8 anni di reclusione, anche per il solo reato di ricettazione.

Immagine di repertorio
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