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CORONAVIRUS. Tra Ciriè e Lanzo i positivi sono 10

È il 26 febbraio. Nel primo pomeriggio comincia a circolare la voce di un caso sospetto di Coronavirus a Ciriè. Un uomo di 63 anni, presentatosi in pronto soccorso la sera prima con tosse e febbre persistente,  informa il personale sanitario di essere entrato in contatto circa un mese prima con un nipote tornato dalla Cina. Si scatena il panico. Il Dea viene subito chiuso e con lui vengono messi in isolamento gli altri pazienti al momento in pronto soccorso e tre infermieri. Alle 20 dall’Amedeo di Savoia arrivano quelle quattro parole che tutti speravano di sentire: il tampone è negativo.

Sono passate appena due settimane da quel caotico 26 febbraio ma sembrano passati due mesi. I casi sospetti di Coronavirus ci impressionano meno, perché non riusciamo neanche più a contarli: sono troppi. Ora contiamo i casi positivi.

Il primo è quello di una donna di circa 70 anni delle Valli di Lanzo. Tre giorni prima si era presentata al pronto soccorso di Lanzo con sintomi influenzali. Non essendo passata dal pre-triage, il pronto soccorso è stato chiuso per la sanificazione. Nel mentre è stata trasferita a Ciriè.

Il secondo positivo arriva da Nole, un uomo di 66 anni. Lo annuncia ufficialmente il sindaco Luca Bertino dalla sua pagina Facebook.

Domenica si arriva ad otto, con sei nuovi positivi al Coronavirus. Tre sono residenti a Robassomero, gli altri arrivano da Ciriè e Borgaro. Tra loro c’è una ragazza di 17 anni. Ieri altri due contagi in zona. In totale siamo arrivati a 10.

Il numero dei positivi al Coronavirus tra Ciriè e Valli, purtroppo, è destinato ad aumentare nei prossimi giorni.

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