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IVREA. Dopo Ballurio, anche la testa di Gillardi? E Malpede di "Insieme Ballurio?"

IVREA. Dopo Ballurio, anche la testa di Gillardi? E Malpede di "Insieme Ballurio?"

Elisabetta Ballurio

Il sindaco ha tolto le deleghe a Ballurio. "Buongiorno a tutti. Il sindaco mi ha appena informato che mi toglie le deleghe da assessore. In questo momento sono piuttosto scossa e quindi preferisco non dire nulla. E’ stato comunque un piacere e un onore lavorare con voi....". Così l'ormai ex vicesindaco Elisabetta Ballurio intorno alle 18 sul gruppo di whatsapp della maggioranza. Non una parola di più, né una di meno. Una sorta di "mutismo rassegnato" verrebbe da dire, considerando che le parole non le sono mai mancate. Comprensibile che non le siano venute a pochi minuti dalla notizia comunicatale peraltro dal sindaco mentre era in corso una riunione di giunta alla quale le è stato fin da subito negato l'accesso. Di certo c'è che tutti, in quella giunta, sapevano che cosa sarebbe successo (una  e in un modo o nell'altro lo avevano già avallato. Lo sapevano loro e non c'è dubbio che lo sapessero pure i due parlamentari di riferimento. La senatrice "azzurra" Virginia  Tiraboschi a cui fanno riferimento Elisabetta Piccoli, Michele Cafarelli e pure il sindaco, ma anche il deputato leghista Alessandro Giglio Vigna, o Vinia come lo chiama il nostro Kappa. Ufficialmente il sindaco le avrebbe tolto le deleghe per le dichiarazioni rilasciate a La Sentinella del Canavese (vatti a fidare dei giornali..... shigh!!!) sulla sua discesa in piazza lunedì scorso durante un corteo vietato da una sua stessa ordinanza. Politicamente ci sta! Essendo un tecnico e non un consigliere comunale, Ballurio avrebbe dovuto starsene con la bocca cucita e al massimo far parlare Donato Malpede. S'aggiunge che a detta del sindaco, da quando Ballurio ha trovato lavoro in quel di Biella, il tempo dedicato al Comune sarebbe diminuito notevolmente e questo a discapito dei rapporti con i commercianti, delle manutenzioni e delle manifestazioni nel loro insieme. In verità, in maggioranza, con i numeri, calcolatrice alla mano, le cose si stavano mettendo davvero molto male. Dopo mesi di critiche al lavoro della maggioranza i cosiddetti "Arrabbiati", cioè Marco Neri, Maria Piras e Costanza Casali avrebbero potuto, tutti e tre, costituire in consiglio un nuovo gruppo (il gruppo Misto) che ci sarà comunque ma, per il momento, si fermerà a due con Maria Piras e Marco Neri, entrambi in fuga, a gambe levate, dalla Lega. Senza Costanza Casali, non foss'altro che sarà proprio lei a sostituire, ma con la delega al turismo, alla cultura e alle manifestazioni, il posto lasciato libero da Elisabetta Ballurio. Insomma una specie di rimpastino con "promozione" sul campo di Elisabetta Piccoli a vicesindaco. A guardarla da fuori un'operazione ben infiocchettata, talmente fatta bene, che ci vien difficile pensare sia stata partorita da Sertoli, senza offesa, un "minus habens" politico. Più facile vederci la firma, per esempio, di Renato Lavarini, che farà anche solo il portaborse o il segretario di gabinetto, ma tutti sanno che praticamente gli manca solo la fascia.
Lodesani Pierfranco Lodesani Pierfranco
Chi entra al posto di Costanza Casali in consiglio? In consiglio entra Pierfraco Lodesani della lista "Cambiamo Insieme" con la quale aveva corso Costanza Casali. Lodesani, che ne 2018 aveva preso 25 preferenze, farà gruppo con Antonio Cuomo. Se dovesse rinunciare subentrerebbe Elisabetta Romano E Donato Malpede? Per la legge di Murphy, cosa c'è che fa più ridere di un sindaco che ritira le deleghe a Elisabetta Ballurio e in consiglio comunale potrebbe continuare a chiedere l'appoggio a Donato Malpede del gruppo "Insieme per Ivrea, Ballurio..."? Roba da tenersi la pancia in mano dal ridere. Esistesse la politica (e a Ivrea non c'è) delle due l'una: o Donato Malpede da domani passa in minoranza o va con Marco Neri e con Piras a rinforzare il gruppo Misto. Più facile, a naso, la seconda, considerando che Malpede, aldilà di qualche scivolone grammaticale, fino ad oggi non ha dato grosse preoccupazioni. Peraltro non fosse stato per lui che quest'estate troncava le ferie a metà per essere presente ad un consiglio comunale senza numeri per approvare alcunché, la maggioranza già non ci sarebbe più. Cadono le teste... E adesso che succederà a tutti i "Ballurio men". Che sia questo il preambolo di una mattanza? Di certo, ma questo si vociferava anche prima c'è chi da già per certa la "cacciata" di Piero Gillardi dalla Fondazione dello storico carnevale. Troppi casini. Troppe polemiche. Troppi amici di Ballurio tutt'intorno. Peraltro quel che proprio non è piaciuto è stata la gestione del caso legato alle molestie nei confronti dell'ex Vivandiera Federica Di Matteo. Un'altra testa che potrebbe cadere è quella di Elvio Gambone a cui Ballurio aveva affidato la passata gestione della patronale di San Savino. Al suo posto un po' tutti vorrebbero rivedere al lavoro l'associazione presieduta da Renzo Galletto che però, come preannunciato in una lettera inviata al sindaco e a tutti i consiglieri comunali, vuole carta bianca. Il sindaco ha tolto le deleghe a Ballurio.
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