Altra delibera della nuova giunta di centrodestra, altro staffista.... Manco a dirlo, è Renato Lavarini, 58 anni. Proprio quel Lavarini, sedicente “massone” su cui così tante cose s’erano dette tra le file delle opposizioni ai tempi in cui (non molto tempo fa) al governo della città sedeva una giunta di centrosinistra.
Con Della Pepa si occupava della gestione del progetto di candidatura di Ivrea “Città industriale del ventesimo secolo a patrimonio Unesco”. Fiato alle trombe e rullo di tamburi: continuerà ad occuparsene, senza soluzione di continuità, anche con Stefano Sertoli...
Insomma non si riesce a fare a meno di lui... E infatti Sertoli & C prendono atto e scrivono “nero su bianco” che lo vogliono in proroga almeno sino al 31 dicembre di quest’anno perchè “il prestigioso riconoscimento Unesco impone l’attuazione del piano di gestione ma anche di mantenere attivi i canali di comunicazione tra le amministrazioni e gli altri Enti aderenti al Tavolo della candidatura e ovviamente con la stampa nazionale ed internazionale...”
In un cassetto tutte le polemiche che quasi stavano per mandare a casa l’ex sindaco Della Pepa (qualcuno se le ricorda ancora?), firmate congiuntamene da una buona parte dell’allora Pd, in testa Elisabetta Ballurio, passando dai consiglieri Alberto Tognoli, Francesco Comotto e tutto il centrodestra. Tutti quanti con il dito puntato su quei 60 mila euro scuciti nell’aprile del 2015, senza alcun bando, dalla Fondazione Guelpa al “Consorzio per gli Insediamenti produttivi” per il piano di gestione del sito Unesco. E si scriveva “Consorzio…” ma si leggeva e ancora si legge “Alberta Pasquero”, ex membro del direttivo Pd. Peccao che quel lavoro avrebbe dovuto farlo Lavarini e così c’era scritto (toh guarda) nel supercontratto siglato, sempre con Guelpa, nell’ottobre del 2013 (circa 4.000 euro al mese).
“Vogliamo sapere come mai si è pagata due volte la stessa cosa…” avevano chiesto in coro Ballurio, Tognoli, Comotto, Gilardini e pure Borla, senza mai ottenere (e ancora la stanno aspettando) una risposta.... Tant’è! Prendere o lasciare...
Finito un incarico ne era seguito un secondo, di 16 mesi e per un compenso di circa 20 mila euro, assegnato attraverso un bando in cui il Comune si diceva alla ricerca di una figura professionale idonea ad accompagnare e organizzare il processo di verifica dell’Unesco. Di persone se ne presentarono cinque. Oltre a Renato Lavarini (punteggio ottenuto: 88), anche Antonio Scuderi (86), Sabino Maria Frassà (80), Sara Lyla Mantica (72), Bianca Maria Seardo (72).
Non c’è i due senza il tre, Lavarini si porterà a casa altri 5 mila euro, felice come una Pasqua, c’è da giurarci, di essersi preso una bella rivincita sui suoi passati “persecutori”....
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