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Quando le Olimpiadi passano anche dai banchi di scuola: 39 studenti del Canavese entrano in scena a Milano Cortina 2026

Dalle aule di Caluso e Chivasso alla Lounge dell’Ice Hockey Arena di Rho, la formazione diventa lavoro sotto gli occhi del mondo

Quando le Olimpiadi passano anche dai banchi

Quando le Olimpiadi passano anche dai banchi di scuola, 39 studenti del Canavese entrano in scena a Milano Cortina 2026

Non tutti arrivano alle Olimpiadi con una medaglia al collo. C’è chi ci arriva con una divisa di servizio, un badge al collo e la responsabilità di accogliere ospiti da ogni parte del mondo. È il caso dei 39 studenti dell’IIS “Carlo Ubertini” di Caluso e Chivasso, indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera, che da oggi entrano a pieno titolo nella macchina organizzativa dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Non come spettatori, ma come parte attiva di uno degli eventi più complessi e osservati a livello globale.

Per loro le Olimpiadi non sono un concetto astratto, né un appuntamento lontano raccontato in televisione. Sono turni, orari, contatto diretto con il pubblico internazionale, gestione dell’accoglienza e capacità di muoversi in un contesto ad altissima pressione. Dal 4 al 21 febbraio, questi studenti del quarto anno saranno impegnati nelle attività di Formazione Scuola Lavoro, operando nella Lounge dell’Ice Hockey Arena di Rho, uno degli snodi strategici degli eventi collaterali legati all’Olimpiade, in particolare quelli di carattere enogastronomico e istituzionale.

Un’esperienza che rappresenta molto più di uno stage. È un banco di prova reale, dove le competenze apprese tra i banchi di scuola vengono messe alla prova in un contesto internazionale, con standard elevatissimi e un pubblico che arriva da ogni continente. Qui l’ospitalità non è teoria, ma pratica quotidiana. Conta il modo di porsi, la precisione, la capacità di gestire imprevisti, il rispetto dei protocolli e, soprattutto, l’immagine che si restituisce del Paese.

Gli studenti saranno seguiti passo dopo passo da sei docenti tutor, presenti sul campo per accompagnarli in questo percorso delicato e formativo. Una supervisione costante che garantisce supporto, ma che lascia anche spazio all’autonomia e alla responsabilizzazione. Per molti di loro è la prima vera esperienza lavorativa in un contesto di questa portata, un’occasione che difficilmente potrà essere replicata in futuro con la stessa intensità.

Nei giorni scorsi le classi 4D, 4G e 4M hanno già compiuto un passaggio simbolico e concreto allo stesso tempo: il ritiro degli accrediti ufficiali presso l’Accreditation and Uniform Distribution di Milano. Un momento vissuto insieme ai docenti tutor e alla Dirigente scolastica, la professoressa Concetta Eleonora Buscemi, che segna l’ingresso formale degli studenti all’interno dell’organizzazione olimpica. Da quel momento, non sono più solo ragazzi in formazione, ma figure riconosciute all’interno di un evento mondiale.

L’orgoglio dell’istituto è palpabile e non è difficile capirne il motivo. L’IIS Carlo Ubertini di Caluso e Chivasso è infatti una delle sole tre scuole italiane a indirizzo Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera selezionate per essere protagoniste operative dell’evento olimpico. Un dato che colloca la scuola in una posizione di assoluto rilievo a livello nazionale e che conferma la qualità del percorso formativo costruito negli anni.

Ma al di là dei numeri e delle statistiche, questa esperienza racconta qualcosa di più profondo. Racconta una scuola che esce dalle mura dell’aula e si misura con il mondo reale, una formazione che non resta sulla carta ma diventa lavoro, relazione, confronto. Racconta studenti che, invece di osservare da lontano un grande evento, ne diventano parte integrante, contribuendo con il proprio impegno al funzionamento di una macchina complessa.

All’Ice Hockey Arena di Rho, dove si concentreranno eventi e appuntamenti legati all’accoglienza olimpica, questi ragazzi si troveranno a interagire con delegazioni, ospiti istituzionali, addetti ai lavori e visitatori internazionali. Un crocevia di lingue, culture ed esigenze diverse, che richiede flessibilità, preparazione e capacità di adattamento. Qualità che rappresentano il cuore stesso dell’ospitalità professionale.

La dirigenza e il corpo docente dell’istituto guardano a questa esperienza con soddisfazione e fiducia, certi che gli studenti sapranno affrontarla con professionalità, entusiasmo e senso di responsabilità. Valori che non si improvvisano e che trovano qui un’occasione concreta per essere messi in pratica. Per molti di questi ragazzi, i giorni passati a Rho potrebbero rappresentare una svolta, un primo contatto diretto con il mondo del lavoro che apre prospettive future nel settore dell’accoglienza, della ristorazione e del turismo internazionale.

In un Paese che spesso fatica a valorizzare la formazione tecnica e professionale, questa storia dimostra come la scuola possa diventare porta d’accesso a eventi globali, quando riesce a costruire percorsi solidi e credibili. Milano Cortina 2026, per questi 39 studenti, non sarà solo un capitolo di storia sportiva, ma un’esperienza che lascerà un segno profondo nel loro percorso umano e professionale.

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