AGGIORNAMENTI
Cerca
Esteri
05 Febbraio 2026 - 08:29
La Germania schiera 5 mila uomini al confine orientale. Non succedeva dalla Seconda guerra mondiale
Una striscia di sabbia chiara ha attraversato la foresta di Rūdninkai mentre i mezzi da cantiere hanno iniziato a modellare il terreno. Poco distante, nel comando di Nemenčinė, sulla manica di un ufficiale tedesco è comparso un distintivo con la torre di Gediminas, simbolo di Vilnius. Non è un dettaglio folcloristico: segna l’avvio concreto della Brigata corazzata 45 “Lituania”, la prima unità di livello brigata che la Germania ha deciso di schierare in modo permanente all’estero dalla fine della Seconda guerra mondiale. Entro la fine del 2027 dovranno essere operativi 4.800 militari e 200 dipendenti civili della Bundeswehr, con basi principali a Rūdninkai, vicino al confine con la Bielorussia, e a Rukla, nei pressi di Kaunas. Il piano è uscito dai documenti ufficiali ed è entrato nella realtà: stanno arrivando uomini, mezzi, famiglie e infrastrutture. Con loro sta cambiando il modo in cui l’Europa pensa la propria deterrenza.
La presenza tedesca in Lituania è permanente e non rotazionale. La Bundeswehr ha attivato formalmente la brigata il 1° aprile 2025 e ha fissato il raggiungimento della piena capacità operativa entro il 2027. È una scelta che rompe con decenni di cautela tedesca sul dispiegamento estero e che si inserisce in un contesto trasformato dalla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. Per la NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) e per l’Unione europea, una brigata pesante tedesca stabilmente nel Baltico rappresenta un salto di qualità nella postura difensiva del fianco nord-orientale. Qui si colloca il corridoio di Suwałki, stretto passaggio terrestre tra Polonia e Lituania, compreso tra la Bielorussia e l’exclave russa di Kaliningrad. La sua tenuta garantisce il collegamento dei Paesi baltici con il resto dell’Alleanza.
Durante la cerimonia di inaugurazione a Vilnius, nel maggio 2025, il cancelliere Friedrich Merz ha parlato di una nuova fase per le forze armate tedesche e ha ribadito l’impegno a difendere ogni centimetro del territorio alleato. È stato un messaggio rivolto agli alleati, ma anche a Mosca, che ha chiarito l’intenzione di ridurre i tempi di reazione schierando forze già sul posto. La brigata è stata inquadrata nella 10ª Divisione corazzata dell’Esercito tedesco ed è strutturata come unità pesante completa, con capacità di manovra, supporto e logistica.
Il baricentro operativo sarà Rūdninkai, area addestrativa riaperta nel 2022 dopo bonifiche da ordigni inesplosi. Qui sono previsti alloggi, depositi, officine, strutture sanitarie, scuole e servizi per le famiglie. I lavori sono iniziati sulla base di una tempistica concordata tra Berlino e Vilnius. Sul piano finanziario, la Lituania si è assunta la realizzazione delle infrastrutture, mentre la Germania ha fornito i mezzi e sostenuto i costi del dispiegamento e dell’addestramento. Nel giugno 2025 la Banca europea per gli investimenti (BEI) ha approvato un prestito di 540 milioni di euro per l’insediamento di Rūdninkai, inserito in un pacchetto più ampio di sostegno alla sicurezza europea. Altri strumenti finanziari hanno portato il supporto complessivo della BEI alla Lituania oltre il miliardo di euro nello stesso anno. Secondo stime governative e analisi di settore, l’impegno tedesco ha comportato investimenti iniziali tra 6 e 9 miliardi di euro, con spese operative annue comprese tra 800 milioni e 1 miliardo.
La Brigata 45 “Lituania” ha incluso come elementi principali il Panzerbataillon 203, equipaggiato con carri Leopard 2 nelle versioni A6 e A7, e il Panzergrenadierbataillon 122, dotato di veicoli da combattimento Puma. Nel gennaio 2026 questi due battaglioni sono passati formalmente sotto il comando della brigata. A febbraio 2026 è stato previsto l’inserimento del battlegroup multinazionale della NATO di Rukla come terzo elemento di manovra. L’emblema della brigata, che integra un simbolo di Vilnius, ha segnalato un radicamento che non è solo operativo ma anche politico: la Germania si è assunta una responsabilità di lungo periodo per la sicurezza lituana e per la credibilità dell’Alleanza nel Baltico.
Il percorso è stato scandito da tappe precise. Il 18 dicembre 2023 i ministri della Difesa Boris Pistorius e Arvydas Anušauskas hanno firmato a Vilnius una roadmap che ha definito fasi e responsabilità. Nel novembre 2025 il comando di brigata ha concluso un ciclo di addestramento al posto comando, necessario per testare la catena di comando e controllo (C2, Command and Control). All’inizio del 2026 la presenza tedesca in Lituania è salita progressivamente da circa 500 a 1.800 militari, con ulteriori incrementi programmati.
La scelta di Rūdninkai è stata dettata dalla vicinanza al confine bielorusso, dalla disponibilità di un’ampia area addestrativa certificata NATO e dalla possibilità di costruire infrastrutture moderne adatte a una presenza permanente. Rukla ha continuato a rappresentare il perno della presenza alleata nel Paese, ospitando il battlegroup multinazionale e fungendo da punto di raccordo logistico e addestrativo. Qui si è consolidata l’integrazione tra le forze già presenti e la nuova brigata.
Il 2026 è stato indicato come anno chiave per le esercitazioni, con particolare attenzione alla mobilità, al fuoco combinato, alla difesa antiaerea a corto raggio, al supporto medico e alla logistica di teatro. L’obiettivo è stato verificare procedure e interoperabilità con la NATO, in vista del raggiungimento della FOC (Full Operational Capability, piena capacità operativa) entro la fine del 2027. Parallelamente, il governo di Vilnius ha investito in servizi civili per rendere sostenibile la presenza nel tempo, consapevole che il trasferimento stabile di personale e famiglie è parte integrante della deterrenza.
Il messaggio politico è stato sintetizzato in una formula spesso ripetuta dai vertici tedeschi: proteggere Vilnius significa proteggere Berlino. È l’applicazione concreta della Zeitenwende, la svolta strategica annunciata dalla Germania nel 2022. Schierare una brigata a est ha ridotto i tempi di risposta e ha rafforzato la credibilità dell’Articolo 5 del Trattato NATO, che prevede la difesa collettiva.
Il dispiegamento ha richiesto una catena industriale e logistica robusta. Non si è trattato solo di rendere disponibili Leopard 2 e Puma, ma di garantirne la manutenzione nel clima baltico, insieme a scorte di munizioni e capacità di riparazione. La sostenibilità nel tempo è diventata il vero banco di prova. La BEI ha affiancato la Lituania anche con strumenti di consulenza per partenariati pubblico-privati, accelerando i cantieri e riducendo i rischi finanziari.
Sul piano nazionale, la Lituania ha innalzato l’obiettivo di spesa per la difesa, puntando a una quota tra il 5 e il 6 per cento del prodotto interno lordo nella seconda metà del decennio. Il Paese ha avviato programmi di fortificazione e ostacoli anticarro, noti come Baltic Defense Line, lungo i tratti più esposti. La linea politica dichiarata è stata quella di prepararsi in tempo di pace per prevenire il conflitto attraverso la deterrenza.
La presenza militare tedesca ha avuto anche una dimensione storica sensibile. Berlino e Vilnius hanno lavorato su un percorso trasparente, con cerimonie pubbliche e un forte riferimento alla cornice NATO. L’opinione pubblica lituana ha percepito la brigata come una garanzia di sicurezza, pur non mancando interrogativi sull’impatto ambientale dei cantieri di Rūdninkai e sulla convivenza con le comunità locali. La linea ufficiale ha insistito sul concetto di integrazione nella difesa collettiva.
L’integrazione del battlegroup NATO di Rukla nella brigata tedesca è diventata un test concreto di interoperabilità. Una volta completata, il comando tedesco ha assunto la responsabilità di coordinare unità multinazionali sotto la supervisione del Joint Force Command Brunssum, il comando alleato responsabile del nord-est europeo. È stato il passaggio da una presenza avanzata rafforzata e rotazionale a una difesa strutturale con catena di comando stabile.
Per la sicurezza del Baltico e dell’Europa, gli effetti sono stati evidenti: tempi di reazione ridotti, maggiore credibilità delle capacità pesanti e una presenza meno esposta ai cicli politici grazie all’insediamento stabile di personale e servizi. Allo stesso tempo, il dispiegamento ha richiesto attenzione alle minacce ibride, dalla disinformazione agli attacchi informatici, che hanno affiancato i rischi militari tradizionali.

Il calendario resta serrato. Il 2026 è stato dedicato all’addestramento intensivo e all’integrazione alleata. Entro la fine del 2027 è stato fissato il traguardo dei 4.800 militari e 200 civili pienamente operativi, con Rūdninkai completata e Rukla integrata. La scommessa tedesca va oltre la Lituania: si lega al dibattito europeo su spesa per la difesa, industria militare, munizioni e compatibilità tra standard NATO e Unione europea, oltre al rafforzamento del collegamento tra Scandinavia ed Europa centrale. La Brigata 45 “Lituania” è diventata un tassello visibile e impegnativo. Il suo successo dipenderà dalla capacità di mantenere nel tempo mezzi, persone e infrastrutture. La strada tracciata nella foresta di Rūdninkai non è solo un’opera di ingegneria militare: rappresenta un collegamento diretto tra sicurezza europea e presenza sul terreno.
Fonti: Bundeswehr, Ministero della Difesa tedesco, Ministero della Difesa lituano, NATO, Banca europea per gli investimenti, Joint Force Command Brunssum, dichiarazioni ufficiali del cancelliere Friedrich Merz, comunicati del governo della Lituania.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.