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04 Febbraio 2026 - 21:53
Day Hospital di Biella, la cura oncoematologica diventa digitale e segue oltre mille pazienti in un anno (foto di repertorio)
C’è un reparto che, in silenzio, sta cambiando il modo di gestire le terapie oncoematologiche in Italia. È il Day Hospital Centralizzato dell’Ospedale di Biella, indicato dall’Asl di Biella come un modello nazionale per l’organizzazione e la sicurezza dei trattamenti farmacologici complessi, grazie a un progetto di oncologia digitale avviato un anno fa e ormai entrato a pieno regime.
I numeri raccontano la portata del cambiamento. Nel 2025 sono stati 1.038 i pazienti seguiti nel Day Hospital Centralizzato attraverso questo nuovo sistema, che consente di monitorare l’intero percorso terapeutico in modo digitale, dalla prescrizione alla somministrazione. Si tratta di persone sottoposte a trattamenti farmacologici tramite pompe infusionali, collegate direttamente all’applicativo informatico che gestisce ogni prescrizione personalizzata, riducendo al minimo il margine di errore.
Nel nuovo Ospedale di Biella, il modello di cura oncologica è stato progressivamente ripensato attorno all’integrazione di sistemi informatici dedicati. La digitalizzazione coinvolge la prescrizione elettronica oncologica, la preparazione farmacologica informatizzata e l’utilizzo di sistemi di identificazione a barcode per paziente, farmaco e operatore. Un insieme di strumenti che consente di seguire ogni fase del trattamento in modo tracciabile e coerente, garantendo continuità anche in presenza di turnazioni del personale.
Secondo quanto spiegano dall’azienda sanitaria, l’innovazione non si limita all’aspetto organizzativo. I sistemi digitali permettono di incorporare protocolli terapeutici standardizzati, effettuare calcoli automatici dei dosaggi sulla base di parametri clinici costantemente aggiornati e attivare sistemi di allerta in caso di interazioni farmacologiche, sovradosaggi o superamento delle dosi cumulative. In questo modo, le raccomandazioni di sicurezza diventano barriere attive lungo tutto il percorso assistenziale, a tutela sia dei pazienti sia degli operatori sanitari.
A spiegare nel dettaglio il funzionamento del sistema è il direttore dell’Oncologia, Francesco Leone, che sottolinea come la tecnologia abbia inciso anche sulla gestione delle terapie nel tempo. «Il sistema permette anche di replicare più e più volte il processo di prescrizione, di allestimento e di somministrazione della terapia, utilizzando i dati che sono già stati immessi nel sistema», spiega. «Se un paziente ha delle problematiche di allergia ad alcuni farmaci, vengono segnalate o, se ha bisogno di somministrazioni a velocità e a dosaggi modificati, il sistema li memorizza per replicarli nella somministrazione successiva, anche qualora cambiassero alcuni degli operatori, dal prescrittore al farmacista, agli infermieri stessi».
Un aspetto tutt’altro che secondario, soprattutto in un ambito in cui la precisione è fondamentale. «Questo ovviamente dà molta sicurezza agli operatori e permette al paziente di essere sottoposto a dei trattamenti che possono avere un rischio, senza incorrere in effetti collaterali o tossicità importanti», aggiunge Leone, evidenziando come la digitalizzazione non sostituisca la competenza clinica, ma la rafforzi.
Il progetto di oncologia digitale del Day Hospital Centralizzato di Biella si inserisce in un più ampio percorso di innovazione della sanità pubblica, in cui la tecnologia diventa uno strumento per migliorare sicurezza, continuità delle cure e qualità dell’assistenza. Un modello che, dati alla mano, sta già producendo risultati concreti e che ora viene guardato con interesse anche fuori dal territorio biellese.
In un sistema sanitario spesso sotto pressione, l’esperienza di Biella dimostra come l’organizzazione e l’uso intelligente degli strumenti digitali possano incidere in modo diretto sulla vita quotidiana dei pazienti, trasformando processi complessi in percorsi più sicuri, personalizzati e sostenibili.

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