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Dieci mesi senza una strada: a San Raffaele Cimena continua la rabbia dei cittadini

Via Pertengo resta in parte inaccessibile a quasi un anno dall'alluvione della primavera 2025. Il vicesindaco Demasi ha illustrato la complessità dell'intervento, le cifre e le tempistiche

Dieci mesi senza una strada: a San Raffaele Cimena continua la rabbia dei cittadini

Dieci mesi senza una strada: a San Raffaele Cimena continua la rabbia dei cittadini

A quasi un anno dall’alluvione del 17 aprile 2025, la ferita resta aperta in collina. A San Raffaele Alto, una parte della viabilità collinare è ancora interdetta al traffico e la pazienza dei residenti è arrivata al limite. A riaccendere il dibattito, negli ultimi giorni, è stato lo sfogo pubblico di un cittadino, condiviso online, che fotografa una situazione percepita come immobile. «San Raffaele Alto: via San Rocco, dopo quasi 1 anno dall'alluvione del 17 Aprile 2025 la situazione è ancora questa?! È una vergogna!», ha scritto, dando voce a un malessere diffuso tra chi vive quotidianamente i disagi legati alla strada chiusa.

La rabbia nasce da un fatto concreto: la chiusura di via Pertengo, uno degli assi fondamentali della viabilità collinare, che da mesi costringe residenti e mezzi a deviazioni, limitazioni e percorsi più lunghi. Per chi abita nella zona, il tempo trascorso dall’evento alluvionale rende sempre più difficile accettare che il ripristino non sia ancora arrivato. Da qui il senso di abbandono che emerge nei commenti e nei messaggi circolati sui social.

Alla protesta ha risposto il vicesindaco Enzo Demasi, con un intervento lungo e articolato, che prova a riportare la questione su un piano tecnico e amministrativo: «Comprendendo il disagio e le preoccupazioni espresse, si ritiene tuttavia necessario richiamare l’attenzione sulla portata tecnica dell’evento occorso», ha spiegato, chiarendo che non si tratta di una semplice frana o di un cedimento superficiale. Secondo quanto illustrato, «un intero tornante di via Pertengo, di lunghezza pari a circa 30 metri, è collassato sprofondando con un dislivello superiore ai 20 metri».

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Enzo Demasi, vicesindaco di San Raffaele Cimena

Un danno di dimensioni eccezionali, che rende il tratto ancora oggi impraticabile. Demasi ha sottolineato che «si tratta dell’unico tratto della collina che, ad oggi, a differenza delle altre criticità prontamente messe in sicurezza, rende tuttora indispensabile la chiusura della strada». Il nodo, dunque, non riguarda l’assenza di interventi complessivi sul territorio, ma la complessità specifica di quel punto. «Il quadro economico complessivo – ha proseguito – solo per questo intervento supera i 350.000 euro», evidenziando come per un Comune di piccole dimensioni un evento simile rappresenti «una criticità eccezionale, non risolvibile con interventi ordinari né in tempi brevi».

L’amministrazione, ha spiegato il vicesindaco, ha tentato di attivare tutti i canali disponibili: «Abbiamo partecipato a un bando regionale finalizzato al ripristino del tratto in oggetto, predisponendo con estrema urgenza il progetto di fattibilità tecnico-economica». L’esito, sul piano formale, è stato positivo: «L’istanza ha avuto esito positivo, consentendo l’assegnazione di un contributo pari a 250.000 euro, cui si aggiungeranno ulteriori 100.000 euro». Resta però il problema dei tempi: «Ad oggi, tuttavia, non sono ancora note le tempistiche di erogazione dei relativi fondi».

Nel suo intervento, il vicesindaco ha allargato lo sguardo all’intero territorio comunale, ricordando come l’alluvione del 17 aprile 2025 non abbia colpito un solo punto: «A seguito dell’alluvione del 17 aprile 2025, si sono verificate innumerevoli frane di porzioni significative del versante collinare tutto questo per un ammontare circa di un milione di euro di danni». Una situazione che ha richiesto risposte immediate, anche a costo di anticipare risorse proprie: «L’amministrazione comunale è intervenuta con immediatezza, procedendo all’attivazione di lavori di somma urgenza per un importo complessivo superiore a 400.000 euro, risorse anticipate dal bilancio comunale per garantire la messa in sicurezza dell’area e la riapertura parziale di via Pertengo».

A fronte di questi interventi, il Comune è riuscito a ottenere un ristoro regionale. Nel frattempo, sono previste ulteriori opere temporanee: «Nel breve periodo – ha ricordato Demasi è previsto l’avvio di opere provvisionali per la messa in sicurezza della parte alta del versante, mediante la posa di gabbioni e opere di consolidamento».

Sul medio-lungo periodo, l’amministrazione rivendica un risultato importante sul fronte dei finanziamenti statali: «Contestualmente, il Comune ha partecipato con esito positivo alla procedura ReNDiS (Repertorio Nazionale degli interventi per la Difesa del Suolo), ottenendo un finanziamento pari a circa 960.000 euro, destinato alla mitigazione del rischio idrogeologico nell’area maggiormente vulnerabile del nostro territorio comunale». Anche in questo caso, però, resta l’incognita dei tempi: «I tempi di erogazione delle risorse ministeriali non sono nella disponibilità dell’Ente e risultano subordinati a procedure tecnico-amministrative complesse».

La replica del vicesindaco si chiude con una precisazione che risponde direttamente alle accuse di inerzia: «Non si tratta di immobilismo, ma del necessario rispetto delle norme che regolano interventi strutturali e risorse pubbliche», ha concluso.

Resta però il divario tra due piani che faticano a incontrarsi. Da un lato, i tempi tecnici, fatti di progetti, bandi, finanziamenti assegnati ma non ancora erogati. Dall’altro, i tempi della vita quotidiana, di chi vede una strada chiusa da 10 mesi e misura il disagio giorno dopo giorno. Via Pertengo, a San Raffaele Cimena, è diventata il simbolo di questa distanza: un punto preciso della mappa in cui la fragilità del territorio e la lentezza delle procedure continuano a pesare sulle spalle dei cittadini.

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