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Sanremo entra nella storia: il Festival sale al Quirinale con Carlo Conti, Pausini e i Big

Per la prima volta in 76 anni i cantanti in gara ricevuti dal Presidente Mattarella nel pieno della manifestazione

Carlo Conti

Carlo Conti

Sanremo varca una soglia simbolica mai oltrepassata prima. Per la prima volta nella storia del Festival, i protagonisti della kermesse saranno ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica mentre la gara è ancora in corso. L’appuntamento è fissato per venerdì 13 febbraio, quando Carlo Conti, Laura Pausini e tutti i Big in gara lasceranno temporaneamente il palco dell’Ariston per essere accolti dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

L’annuncio è arrivato direttamente dai social, con un video semplice e carico di emozione pubblicato da Carlo Conti sul suo profilo Instagram. È lui stesso a dare la notizia, senza enfasi costruita, lasciando che siano le parole a raccontare la portata del momento: «Oggi c’è una grandissima notizia che riguarda il Festival di Sanremo. Dopo 76 edizioni, per la prima volta, i protagonisti del Festival saranno ricevuti dal Presidente della Repubblica». Poi l’invito ufficiale: «Venerdì 13 febbraio io, Laura Pausini e i Big in gara saremo ricevuti dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale».

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Nel messaggio, Conti non nasconde ciò che questa visita rappresenta per lui e per tutta la squadra del Festival: «È una gioia immensa, un grande onore e una grande emozione». Parole che restituiscono il senso di un passaggio storico, non solo istituzionale ma anche culturale.

La delegazione che salirà al Colle sarà guidata proprio da Carlo Conti e Laura Pausini, affiancati da tutti gli artisti in gara. Un gesto tutt’altro che rituale: i cantanti lasceranno Sanremo nel momento più delicato della competizione, quando la tensione è massima e ogni dettaglio può fare la differenza. Non si tratta di una visita isolata o celebrativa a giochi conclusi, ma di un incontro che avviene nel vivo della manifestazione, mentre il Festival è ancora racconto quotidiano, emozione condivisa, rito collettivo.

Il legame tra il Quirinale e Sanremo non nasce oggi. Due anni fa Sergio Mattarella aveva già sorpreso tutti scegliendo di sedersi in platea all’Ariston per la prima serata del Festival. Questa volta, però, il gesto è ancora più forte: è il Presidente ad aprire le porte della sua casa istituzionale alla musica popolare italiana, riconoscendole un valore che va oltre l’intrattenimento.

L’invito cambia la percezione stessa del Festival. Portare i cantanti davanti al Capo dello Stato significa collocare la musica leggera nello stesso spazio simbolico riservato agli atleti olimpici, ai grandi protagonisti della vita pubblica, alle eccellenze che rappresentano il Paese. È un riconoscimento che parla di identità, di memoria condivisa, di canzoni che accompagnano generazioni e diventano colonna sonora della vita quotidiana degli italiani.

Sanremo, in questo gesto, smette di essere soltanto un evento televisivo e si conferma come fenomeno culturale nazionale, capace di dialogare con le istituzioni più alte dello Stato. E lo fa nel momento di massima esposizione, quando il Festival è osservato, discusso, amato e criticato ogni giorno.

La salita al Quirinale, nel cuore della settimana sanremese, suggella un’edizione che entra già nella storia prima ancora di proclamare il vincitore. Un passaggio che resterà come immagine simbolica: la musica che attraversa il portone del Colle e diventa, ufficialmente, parte del racconto istituzionale del Paese.

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