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04 Febbraio 2026 - 11:34
A Pinerolo gli assorbenti entrano nelle scuole medie
Il ciclo mestruale non è un’emergenza, non è un imprevisto e non è una scelta. Accade ogni mese, per anni, a metà della popolazione. Eppure, ancora oggi, l’accesso ai prodotti mestruali non è scontato, soprattutto per le più giovani. Da questa consapevolezza nasce l’iniziativa del Comune di Pinerolo, che ha deciso di installare dispenser di assorbenti gratuiti all’interno delle scuole secondarie di primo grado, un intervento che va ben oltre la fornitura di un prodotto e che tocca temi culturali, sociali e sanitari.
La decisione, annunciata il 3 febbraio 2026, colloca Pinerolo all’interno di un percorso già intrapreso da altre realtà italiane, ma ancora tutt’altro che diffuso. L’obiettivo dichiarato è chiaro: garantire equità di accesso, contrastare il disagio legato al ciclo mestruale e contribuire a normalizzare un tema che, soprattutto nelle scuole, è stato a lungo confinato al silenzio o alla sfera privata.
L’introduzione dei dispenser nelle scuole medie intercetta un momento delicato della crescita. È proprio in questa fascia d’età, tra gli 11 e i 14 anni, che per molte ragazze inizia il ciclo mestruale. Un evento fisiologico che, in assenza di strumenti adeguati, può trasformarsi in fonte di ansia, imbarazzo, assenze scolastiche o isolamento. Non avere un assorbente a disposizione durante l’orario scolastico significa, spesso, dover chiedere aiuto, tornare a casa o restare in classe in una condizione di disagio evidente.
Il progetto pinerolese mira a spezzare questo meccanismo. Rendere gli assorbenti disponibili gratuitamente e in modo discreto all’interno delle scuole significa riconoscere che la salute mestruale fa parte del benessere collettivo e non è un problema individuale da risolvere in silenzio. È un messaggio che riguarda non solo le studentesse, ma l’intera comunità scolastica.

A sottolinearlo è l’assessora all’Istruzione e alle Pari Opportunità Lia Bianco, che ha evidenziato il valore educativo dell’iniziativa: «L’iniziativa sensibilizza chi frequenta le scuole medie: dalle ragazze, nel momento in cui in genere inizia il ciclo mestruale, agli insegnanti, al personale scolastico e anche ai ragazzi, per far comprendere a tutti che il tema centrale è l’equità: gli assorbenti sono una spesa che riguarda solo le donne, e la salute mestruale è un diritto.» Una dichiarazione che mette al centro non solo la dimensione sanitaria, ma anche quella sociale e di genere.
Il tema non è nuovo, ma negli ultimi anni ha iniziato a trovare spazio nel dibattito pubblico italiano. In diverse città, soprattutto a partire dal 2021, sono state avviate sperimentazioni simili: dispenser di assorbenti gratuiti in università, scuole superiori, biblioteche, municipi e luoghi di lavoro pubblici. Milano, Bologna, Firenze, Torino, ma anche piccoli comuni, hanno avviato progetti pilota per contrastare quella che viene definita povertà mestruale, una condizione che non riguarda solo le fasce economicamente più fragili, ma anche chi si trova temporaneamente senza accesso ai prodotti necessari.
In Italia, a differenza di altri Paesi europei, gli assorbenti restano beni soggetti a IVA, seppur ridotta rispetto al passato, e non sono considerati prodotti essenziali al pari di farmaci o beni sanitari di prima necessità. Questo elemento rende ancora più significativo l’intervento degli enti locali, che colmano un vuoto normativo con politiche concrete.
Nel caso di Pinerolo, l’iniziativa assume un valore aggiunto anche sul piano ambientale. I dispenser installati, realizzati dall’azienda This Unique, offrono assorbenti compostabili, in cotone organico certificato, privi di plastica, profumi e sostanze potenzialmente irritanti. Una scelta che tiene insieme il tema della salute con quello della sostenibilità, riducendo l’impatto ambientale dei prodotti monouso e promuovendo una maggiore consapevolezza anche tra le più giovani.
Il progetto non si limita alla distribuzione. È previsto un sistema di monitoraggio dei consumi e una reportistica periodica, strumenti che permetteranno al Comune di valutare l’utilizzo reale del servizio e di orientare eventuali ampliamenti futuri su basi oggettive. Un approccio che introduce una dimensione di programmazione e valutazione, evitando che l’iniziativa resti confinata a un gesto simbolico.
This Unique, la realtà che ha sviluppato i dispenser, opera già in diversi contesti pubblici e privati italiani, proponendo soluzioni che integrano benessere, inclusione e responsabilità sociale. La collaborazione con il Comune di Pinerolo si inserisce in questa visione, dove la salute mestruale viene trattata come parte integrante delle politiche di welfare.
Dal punto di vista culturale, l’iniziativa contribuisce a scardinare un tabù che nelle scuole è ancora forte. Parlare di mestruazioni in modo aperto, accessibile e non giudicante significa educare anche i ragazzi, gli insegnanti e il personale scolastico a considerare il ciclo come un fatto naturale, non come qualcosa da nascondere o ridicolizzare. Un passaggio fondamentale per costruire ambienti educativi più inclusivi.
La scelta di partire dalle scuole medie non è casuale. È lì che si formano le prime rappresentazioni sociali del corpo, della differenza di genere e del rispetto reciproco. Intervenire in questa fase significa investire sul lungo periodo, incidendo su comportamenti e percezioni che accompagneranno gli studenti anche da adulti.
Con questo progetto, la Città di Pinerolo dichiara l’intenzione di compiere un primo passo. Non una soluzione definitiva, ma un segnale politico e culturale chiaro: l’accesso ai prodotti mestruali deve essere semplice, dignitoso e sostenibile, e le mestruazioni non possono più essere relegate a un problema individuale da gestire in silenzio.
In un contesto nazionale in cui il tema è ancora oggetto di discussione e spesso di polemica, l’iniziativa pinerolese si inserisce come un esempio concreto di come le politiche locali possano incidere sulla vita quotidiana delle persone, partendo dai bisogni reali e riconoscendo che anche ciò che per decenni è stato considerato “privato” è, in realtà, profondamente pubblico.

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