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Askatasuna in consiglio regionale: manca il numero legale durante la discussione

Askatasuna in consiglio regionale: manca il numero legale durante la discussione

Consiglio regionale piemonte

Nell'Aula del Consiglio regionale del Piemonte questa sera è mancato il numero legale durante la discussione degli ordini del giorno sul corteo di Askatasuna.

Dura la reazione delle opposizioni: "cade così anche la maschera di un centrodestra che invece di discutere di sicurezza e tutela delle forze dell'ordine preferisce andare a cena e disertare la seduta a Palazzo Lascaris".
    "A Roma - affermano le capogruppo Gianna Pentenero (Pd), Alice Ravinale (Avs), Sarah Disabato (M5s) e Vittoria Nallo (Sue) - la destra chiede l'unità delle forze politiche su una risoluzione comune, e in Piemonte non è in grado di garantire nemmeno la prosecuzione del dibattito e il voto degli ordini del giorno".
    "E' un fatto grave - rimarcano le esponenti delle opposizioni - che non permette alla politica di esprimere una condanna per i fatti del 31 gennaio, sui quali peraltro le minoranze hanno presentato ben tre atti di indirizzo. Dovremo attendere una settimana per riprendere la discussione: questa è la serietà della maggioranza. Per chi governa il Piemonte, la sicurezza può aspettare".

I lavori sono stati sospesi e non sono più ripartiti dopo che la seduta era stata sospesa dopo che Carlo Riva Vercellotti, di Fratelli d'Italia, e altri consiglieri dello stesso gruppo hanno mostrato dei cartelli con la scritta "Ripetetelo insieme a noi: Askatasuna è un centro sociale abusivo violento".

Sulla locandina sono raffigurati i volti dei parlamentari di Avs Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Ilaria Cucchi e Marco Grimaldi. Dalle minoranze si sono levate voci di protesta.

Il consigliere Carlo Riva Vercellotti

I cartelli erano spuntati al termine dell'intervento di Riva Vercellotti per presentare un ordine del giorno relativo agli scontri di sabato. Un ordine del giorno per dire basta alle zone grigie:"Noi come Fratelli d'Italia non abbiamo esitazioni. Siamo dalla parte dello Stato, delle forze dell'ordine, dalla parte della stragrande maggioranza delle persone, dei cittadini di Torino che chiedono sicurezza, legalità e rispetto per una città che non merita quello che hanno visto sabato. Per questo abbiamo presentato questo ordine del giorno, per affermare una verità semplice: la violenza organizzata non è protesta, è eversione, e la tutela di chi garantisce sicurezza non è una scelta politica, è fondamento dello stato di diritto. Allora presidente concludo, chi siede nelle istituzioni deve scegliere da che parte stare, noi l'abbiamo fatto senza ambiguità, sempre, e vogliamo che quest'aula lo dica senza ambiguità alcuna. Askatasuna è un centro sociale abusivo e violento, la libertà non può fiorire dove l'illegalità affonda le sue radici". 

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