Cerca

Attualità

Riccardo Muti torna al Regio con Macbeth: cinquant’anni di studio e una nuova lettura firmata da Chiara Muti

Dal 24 febbraio al 7 marzo l’opera verdiana rilegge Shakespeare tra rigore musicale, potenza tragica e un allestimento inedito

Riccardo Muti torna al Regio con Macbeth: cinquant’anni di studio e una nuova lettura firmata da Chiara Muti

Riccardo Muti torna al Regio con Macbeth: cinquant’anni di studio e una nuova lettura firmata da Chiara Muti

Il Teatro Regio di Torino si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più attesi della stagione lirica: il ritorno di Riccardo Muti sul podio con Macbeth di Giuseppe Verdi, in un nuovo allestimento ideato e firmato da Chiara Muti. La prima rappresentazione è in programma martedì 24 febbraio alle 19, seguita da altre cinque recite fino a sabato 7 marzo. Per il maestro napoletano si tratta del quarto ritorno al Regio in cinque anni, dopo Un ballo in maschera diretto nel 2024, a conferma di un legame sempre più saldo con il teatro torinese.

Composto nel 1847, Macbeth rappresenta uno dei punti di svolta del percorso verdiano: un’opera in cui il compositore affronta Shakespeare senza mediazioni, trasformando la tragedia originale in una partitura di cupa e incalzante potenza teatrale. Un titolo che Riccardo Muti dirige da oltre cinquant’anni, scavandone progressivamente i dettagli musicali, il rapporto tra parola e suono, l’equilibrio tra orchestra, voci e coro. Un lavoro di affinamento continuo che lo ha reso, nel tempo, uno dei massimi interpreti viventi di questo capolavoro.

Al centro della nuova produzione c’è una lettura che punta sull’essenzialità e sulla tensione drammatica. Chiara Muti, già nota per il suo lavoro di regista e interprete tra prosa e musica, firma un allestimento che si annuncia rigoroso e visionario, capace di dialogare con la tradizione senza rinunciare a una forte impronta personale. Il progetto nasce da un confronto profondo con il testo shakespeariano e con la scrittura verdiana, mettendo al centro i temi del potere, della colpa e della dissoluzione morale.

Riccardo Muti

Nel ruolo del protagonista è impegnato Luca Micheletti, baritono e attore di grande intensità scenica, sempre più presente nel repertorio verdiano. Il suo Macbeth si muove sul crinale tra ambizione e fragilità, in una costruzione drammaturgica che punta tanto sulla parola quanto sul gesto. Accanto a lui, Lidia Fridman interpreta Lady Macbeth, personaggio chiave dell’opera, affidato a una voce di forte incisività e a un temperamento scenico magnetico, come richiesto dallo stesso Verdi, che pretendeva per questo ruolo non bellezza vocale ma verità drammatica.

Il cast si completa con Maharram Huseynov nel ruolo di Banco, figura tragica e speculare al protagonista, e Giovanni Sala nei panni di Macduff, personaggio della giustizia e della rivalsa. Le scene sono firmate da Alessandro Camera, i costumi da Ursula Patzak, la coreografia da Simone Valastro, mentre le luci portano la firma di Vincent Longuemare. Il Coro del Teatro Regio è preparato da Piero Monti, elemento centrale in Macbeth, dove la dimensione collettiva assume un peso drammaturgico determinante.

La produzione è resa possibile grazie al contributo di Reale Mutua, che sostiene uno dei progetti di punta della stagione. Accanto alle recite dell’opera, il Regio propone anche un momento di approfondimento e riflessione: martedì 3 febbraio alle 21 va in scena Anatomia di un assassinio. Shakespeare incontra Verdi, spettacolo ideato ed elaborato da Chiara Muti, con Luca Micheletti e la stessa Chiara Muti in scena e ideazione sonora di Raffaele Bassetti. La produzione è firmata da Tpe – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con il Teatro Regio Torino.

Il ritorno di Riccardo Muti con Macbeth non è soltanto un evento musicale, ma un passaggio significativo nella vita culturale della città. Un incontro tra esperienza e visione, tra una direzione che porta con sé mezzo secolo di studio e un allestimento che prova a interrogare il presente senza tradire la partitura. Al Regio, Verdi e Shakespeare tornano a parlare con una voce che promette rigore, intensità e una rinnovata urgenza teatrale.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori