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02 Febbraio 2026 - 17:09
Rivalba si trasforma in un set: il cinema d’autore sceglie la collina torinese per “I figli della scimmia” (immagine di repertorio)
Il cinema torna a cercare storie nei luoghi della provincia torinese e lo fa partendo anche da Rivalba, che negli ultimi giorni si è trasformata in uno dei set del nuovo lungometraggio “I figli della scimmia”, diretto da Tommaso Landucci, al suo nuovo progetto dopo un lungo percorso di sviluppo e riconoscimenti internazionali.
Le riprese, iniziate a Torino, proseguiranno per circa cinque settimane coinvolgendo diverse location del centro cittadino e vari comuni dell’area metropolitana e collinare, tra cui Giaveno, Moncalieri, Pianezza, Rivalba e Rubiana, grazie al coordinamento della Film Commission Torino Piemonte.
La scelta di Rivalba è significativa. Il piccolo comune collinare, con i suoi scorci naturali e il tessuto architettonico discreto, si inserisce in quella ricerca di autenticità che da alcuni anni caratterizza il cinema italiano più attento ai contesti reali. Paesaggi che non fanno da semplice sfondo, ma diventano parte della narrazione, capaci di accompagnare storie intime e complesse senza bisogno di artifici.
“I figli della scimmia” è scritto dallo stesso Landucci insieme a Damiano Femfert ed è una produzione Lungta Film, Mosaicon Film e Lebowski, in collaborazione con Rai Cinema. Il progetto è sostenuto dal Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo, dal FESR Piemonte 2021–2027 attraverso il bando Piemonte Film TV Fund, e dalla Film Commission Torino Piemonte, confermando ancora una volta il ruolo centrale del Piemonte come territorio di produzione cinematografica.
Il film arriva sul set forte di un percorso già significativo: ha vinto il Premio Franco Solinas 2021 per la miglior sceneggiatura, è stato selezionato all’Alpi Film Lab del TorinoFilmLab – Museo Nazionale del Cinema, al MIA – CoProduction & Pitching Forum 2023 e ha ottenuto il Grand Prize al Jerusalem Sam Spiegel Film Lab nel 2023. Un curriculum che colloca l’opera in una dimensione autoriale solida, capace di dialogare con circuiti internazionali.
Il cast riunisce interpreti di primo piano del cinema italiano contemporaneo: Riccardo Scamarcio, Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Andrea Aggio, Tancredi Naldini, Cristina Odasso e Luigi Diberti. Un ensemble eterogeneo, chiamato a dare corpo a una storia che ruota attorno a dinamiche familiari profonde e spesso taciute.
Al centro del racconto c’è Dario, padre di un bambino disabile, che dedica al figlio ogni energia e attenzione. Nel rapporto sempre più intenso con il nipote adolescente, figlio di suo fratello, Dario proietta però il figlio che avrebbe voluto avere, assumendo un ruolo che non gli appartiene fino in fondo. Un gioco sottile di desideri inespressi, responsabilità e fragilità che finisce per mettere in crisi l’equilibrio dell’intera famiglia. La paternità, in tutte le sue ambiguità, diventa così il crinale emotivo su cui si muove il film.
Le colline torinesi, e Rivalba in particolare, accompagnano questo racconto con una presenza silenziosa ma determinante, restituendo una dimensione visiva coerente con il tono del film. Ancora una volta il territorio si conferma non solo luogo di passaggio, ma spazio narrativo capace di attrarre produzioni che cercano verità e profondità.
Con un progetto che unisce scrittura premiata, un cast di alto profilo e un forte radicamento nei luoghi, “I figli della scimmia” si candida a essere uno dei titoli italiani più attesi della prossima stagione, confermando come anche i piccoli comuni della collina torinese possano diventare protagonisti del cinema contemporaneo.

Il regista Tommaso Landucci
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