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Economia
02 Febbraio 2026 - 19:50
Elettriche in boom e lo scontro sugli investimenti fuori dall’Italia
Il mercato automobilistico italiano apre il 2026 con un segnale positivo dopo un anno difficile. A gennaio, secondo i dati del ministero dei Trasporti, sono state immatricolate 141.980 auto, con una crescita del 6,18% rispetto allo stesso mese del 2025. Un risultato che viene superato nettamente da Stellantis, che corre quasi al doppio del mercato e registra un aumento dell’11,8%, portando la propria quota dal 31,1% al 32,6%.
Il gruppo italofrancese domina anche la classifica dei modelli più venduti: al primo posto la Fiat Pandina con 13.394 immatricolazioni, seguita da Jeep Avenger (5.133), Citroën C3 (3.576) e Fiat Grande Panda (3.299). Un risultato che conferma il peso centrale del gruppo sul mercato nazionale. «Tutti i brand che abbiamo sono centrali nella nostra strategia», ribadisce l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, assicurando nuovi investimenti per l’Italia.

ANTONIO FILOSA, AD STELLANTIS
Proprio a Torino, però, la strategia industriale del gruppo accende il confronto. Stellantis ha incontrato un centinaio di aziende della componentistica auto per illustrare le opportunità di investimento in Algeria, dove dal 2023 è attivo uno stabilimento che nel 2026 punta a produrre 90 mila unità complessive. All’esterno dell’Unione Industriali, i sindacati hanno protestato, ribadendo le proprie preoccupazioni in una lettera aperta ai fornitori, nella quale ricordano che «a Torino ci sono le competenze e la storia per guidare la transizione dell’automotive, ma servono investimenti locali, non inviti a produrre altrove».
Il mese di gennaio segna anche un forte balzo delle auto elettriche. In Italia sono state immatricolate 9.321 vetture full electric, in crescita del 39,3% rispetto a gennaio 2025. Un risultato legato in larga parte, spiega Motus-E, alle consegne dei veicoli acquistati con gli incentivi, andati esauriti in appena due giorni lo scorso ottobre. La quota di mercato dell’elettrico puro sale così al 6,6%, dal 5% di un anno fa. Al 31 gennaio 2026, il parco circolante elettrico in Italia ha raggiunto 373.683 unità.
Dietro il segno più, però, restano diverse ombre. Il Centro Studi Promotor sottolinea che la crescita di gennaio è dovuta al contributo degli incentivi, ma avverte che «il loro apporto è modesto e, se riuscissimo a mantenere il tasso di crescita di gennaio (+6,2%) per tutto l’anno, arriveremmo a un volume nell’intero 2026 a 1.620.000 unità. Un livello infimo». Sul fronte delle misure di sostegno interviene anche l’Unrae, che chiede di «accelerare i rimborsi degli incentivi», ricordando che oltre 300 milioni di euro sono stati anticipati dai concessionari.
Più cauta ma fiduciosa la posizione dell’Anfia, secondo cui «dopo le difficoltà del 2025, questo primo risultato positivo alimenta la speranza che l’anno in corso possa mostrare un primo, graduale ma significativo, recupero del mercato, anche grazie all’atteso lancio di nuovi modelli in produzione nel nostro Paese e all’implementazione delle misure di sostegno previste dal Fondo automotive del Mimit». Di segno opposto la lettura di Federauto, che mette in guardia: «i dati positivi del mercato sono ingannevoli perché il canale principale, quello dei dealer, è in crisi e non sembra che in tempi brevi possa avviare un recupero».
Infine, Federcarrozzieri richiama l’attenzione sul nodo dei prezzi. Secondo l’associazione delle autocarrozzerie italiane, le auto elettriche restano troppo costose e senza aiuti statali risultano inaccessibili a una larga fascia di popolazione. Da qui l’appello al governo a varare nuovi bonus, perché «il parco auto italiano è troppo vecchio e insicuro».
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