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24 Gennaio 2026 - 09:17
I trattori della collina tornano a sfilare: sant’Antonio Abate riunisce i Comuni agricoli a Cinzano
La pioggia non ha fermato una delle tradizioni più sentite del territorio collinare torinese. Domenica 18 gennaio, a Cinzano, si è rinnovata la festa di Sant’Antonio Abate, appuntamento che ogni anno riunisce agricoltori, amministrazioni locali e associazioni di categoria attorno a un rito che intreccia fede, lavoro e identità rurale. Un evento organizzato da Coldiretti e Cia, con il coinvolgimento dei Comuni di San Mauro Torinese, Castiglione Torinese, Gassino, San Raffaele Cimena, Sciolze e Rivalba, a conferma di una dimensione che va ben oltre i confini comunali.
Il programma si è aperto nelle prime ore del mattino con il raduno dei mezzi agricoli. Poco dopo le nove, il corteo dei trattori ha attraversato la zona di Bussolino a Gassino, per poi dirigersi verso Cinzano, dove i mezzi sono stati parcheggiati in attesa del momento più simbolico della giornata. Alle 10 è stata celebrata la Santa Messa, officiata dal parroco di Cinzano don Silvano Canta insieme a don Martino Ferraris, parroco di Castiglione e San Raffaele Cimena, alla presenza di numerosi agricoltori e cittadini.
A fare gli onori di casa il sindaco di Cinzano, Emilio Longo, affiancato da una rappresentanza istituzionale ampia, segno dell’attenzione che il mondo agricolo continua a suscitare anche a livello politico. Presenti l’assessore regionale Andrea Tronzano e le consigliere regionali Gianna Pentenero e Paola Antonetto, oltre a sindaci e amministratori dei Comuni della collina.
Al termine della funzione religiosa si è svolta la benedizione dei mezzi agricoli e degli animali, gesto antico che racchiude il senso profondo della festa: affidare il lavoro quotidiano nei campi, e chi lo svolge, a una protezione che va oltre la tecnica e l’economia. Non a caso Sant’Antonio Abate è da secoli considerato il protettore degli animali e del mondo agricolo, figura centrale nella cultura contadina. Monaco egiziano vissuto tra il III e il IV secolo, Sant’Antonio è legato simbolicamente al fuoco, alla terra e alla cura delle creature viventi: elementi che nel tempo lo hanno reso un punto di riferimento per chi lavora a stretto contatto con la natura e i suoi ritmi.
La festa, però, non è solo rito religioso. Come ha sottolineato Paola Antonetto, la giornata di Cinzano è stata soprattutto un momento di comunità, capace di riunire amministratori e agricoltori dei Comuni di Cinzano, Castiglione, Gassino, Rivalba, San Mauro Torinese, San Raffaele Cimena e Sciolze, insieme alle associazioni di categoria. Un’occasione per ribadire il legame profondo con la terra e il valore del lavoro agricolo, fatto di continuità, sacrificio e radicamento.
Sulla stessa linea anche la riflessione di Gianna Pentenero, che ha definito l’appuntamento come una giornata dedicata alle radici, al lavoro e alla comunità, capace di raccontare, attraverso gesti semplici come la benedizione dei mezzi, il rispetto per la terra e il ruolo centrale dell’agricoltura nella tenuta sociale dei piccoli Comuni collinari. Un ringraziamento è stato rivolto alle associazioni Coldiretti e Cia, ai Comuni partecipanti e alla Pro Loco di Cinzano, che ha curato il supporto organizzativo.
Anche San Mauro Torinese ha partecipato attivamente alla giornata, con la presenza della sindaca Giulia Guazzora, che ha portato i saluti della città e presentato il nuovo assessore all’agricoltura Parola, sottolineando l’importanza di mantenere vivo il dialogo tra amministrazioni e mondo agricolo. Un messaggio che si inserisce in un contesto più ampio, in cui la collina torinese continua a cercare un equilibrio tra tutela delle tradizioni, sostenibilità e futuro economico.
La giornata si è conclusa con l’incanto a favore delle opere parrocchiali, l’aperitivo in canonica e il pranzo conviviale al ristorante “Sette Colli” di Berzano San Pietro, molto partecipato. Momenti informali che completano il senso della festa: non solo celebrazione, ma anche occasione di incontro, scambio e riconoscimento reciproco.
In un tempo in cui il mondo agricolo è spesso schiacciato tra crisi economiche, cambiamenti climatici e trasformazioni del mercato, la festa di Sant’Antonio Abate continua a rappresentare un punto fermo. Non come semplice rievocazione del passato, ma come rito collettivo che tiene insieme fede, lavoro e comunità, ricordando che la terra resta, ancora oggi, uno dei pilastri identitari delle colline torinesi.


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