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Canone Rai, oggi è l’ultimo giorno per non pagarlo: scade il termine per chiedere l’esenzione

Il tributo televisivo resta in bolletta anche nel 2026, ma non per tutti: requisiti, casi di esclusione e come presentare la domanda entro il 2 febbraio

Canone Rai

Canone Rai, oggi è l’ultimo giorno per non pagarlo: scade il termine per chiedere l’esenzione

Il canone Rai è una delle voci più discusse della bolletta elettrica, ma anche una delle meno comprese. Introdotto con il meccanismo dell’addebito automatico, viene riscosso a rate direttamente nella bolletta dell’energia elettrica, a condizione che un componente della famiglia anagrafica sia intestatario di un contratto di fornitura nell’abitazione di residenza e possegga un televisore o un apparecchio in grado di ricevere il segnale televisivo.

Il principio di base è semplice: il canone si paga una sola volta all’anno, indipendentemente dal numero di televisori presenti in casa. Che ce ne sia uno o cinque, l’importo resta lo stesso, perché il tributo è legato alla famiglia anagrafica e non al singolo apparecchio. Proprio per questo motivo, chi ha più utenze elettriche ma una sola residenza non deve pagare più canoni.

Nel 2026 il canone continua ad essere addebitato automaticamente, salvo i casi di esenzione, che esistono e sono più frequenti di quanto si pensi. Attenzione però alle scadenze: oggi, 2 febbraio, è l’ultimo giorno utile per presentare la richiesta di esenzione valida per l’intero anno 2026. Superato questo termine, l’addebito scatterà regolarmente in bolletta.

Ma chi ha davvero diritto a non pagare il canone Rai? Il primo caso riguarda chi non possiede alcun televisore né apparecchi assimilabili. In questa situazione è possibile presentare una dichiarazione sostitutiva di non detenzione, con cui si attesta sotto la propria responsabilità di non avere dispositivi in grado di ricevere il segnale televisivo. È importante chiarire che computer, tablet e smartphone non rientrano tra gli apparecchi che fanno scattare l’obbligo, a meno che non siano dotati di sintonizzatore TV.

Un secondo caso di esenzione riguarda gli anziani con almeno 75 anni di età, titolari di un reddito annuo complessivo non superiore a 8.000 euro, che non convivano con altri soggetti titolari di reddito proprio, fatta eccezione per colf e badanti. In presenza di tutti questi requisiti, il canone non è dovuto.

L’esenzione vale anche per diplomatici e militari stranieri in Italia, in base a specifiche convenzioni internazionali, ma si tratta di situazioni particolari e ben delimitate.

La domanda di esenzione non è automatica e va presentata ogni anno, salvo il caso degli over 75 con requisiti invariati. La richiesta deve essere inoltrata all’Agenzia delle Entrate, utilizzando l’apposito modulo di dichiarazione sostitutiva. La procedura può essere fatta online tramite i servizi telematici dell’Agenzia, attraverso un intermediario abilitato oppure inviando il modulo per posta, allegando una copia del documento di identità.

Il rispetto della scadenza è decisivo. Presentando la domanda entro il 2 febbraio, l’esenzione vale per tutto il 2026. In caso di invio tardivo, l’addebito non viene annullato e l’eventuale rimborso diventa più complesso e non sempre immediato.

Il canone Rai resta quindi un tributo obbligatorio per la maggior parte delle famiglie, ma non per tutte. Conoscere chi deve pagarlo, chi può evitarlo e come muoversi nei tempi giusti fa la differenza tra un addebito automatico e un’esenzione legittima. E oggi è l’ultimo giorno utile per agire.

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