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Alberi sul terreno del bacino Careri, scontro totale a Montanaro: “Così si blocca l’opera contro le alluvioni”

L'opposizione accusa il sindaco e lancia l'allarme sulla sicurezza idraulica di Montanaro

Alberi sul terreno del bacino Careri

Alberi sul terreno del bacino Careri, scontro totale a Montanaro: “Così si blocca l’opera contro le alluvioni”

Non è solo una polemica politica, né una semplice disputa tecnica: a Montanaro si sta giocando una partita che riguarda direttamente la sicurezza del paese. Alberi piantati con fondi PNRR su un terreno destinato al bacino di laminazione Careri, un’opera pensata per difendere il territorio dalle alluvioni, rischiano ora di far saltare definitivamente il progetto. Una scelta che la minoranza definisce incomprensibile e gravissima, e che apre uno scontro durissimo con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Careri, accusata di aver prima sostenuto l’opera e poi, nei fatti, di averla messa in pericolo. In mezzo, non c’è solo uno scontro tra maggioranza e opposizione, ma il timore concreto che Montanaro possa restare esposta alla pressione idraulica, senza più difese.

La polemica sul bacino di laminazione Careri entra in una nuova fase e si arricchisce di un elemento visivo e politico destinato a far discutere a lungo. Dopo le accuse formali della lista civica Salviamo Montanaro!, arrivano anche le immagini e le parole pronunciate direttamente sul posto da Ponchia, esponente della minoranza, in un video pubblicato sui social che punta il dito contro la piantumazione di alberi finanziati dal PNRR proprio sull’area destinata all’opera idraulica.

Il luogo è quello del Monte dei Campi Sportivi, un’area che, secondo gli atti finora noti, sarebbe stata individuata per la realizzazione del bacino di laminazione, ritenuto strategico per la difesa del paese dalle alluvioni. È da lì che parte la denuncia: «Buonasera cittadini, siamo sul terreno che era destinato al bacino di laminazione del comune di Montanaro a Monte dei Campi Sportivi. Come potete vedere sono state piantumate una serie di alberi del bando forestazione PNRR con la Città Metropolitana di Torino e il Comune di Montanaro».

Non si tratta, secondo la minoranza, di un intervento marginale o facilmente reversibile. Al contrario, la piantumazione viene descritta come un atto che inficia completamente la realizzazione del bacino. «Purtroppo sono stati piantumati sul terreno sbagliato, su autorizzazione a quanto pare, ma andremo a verificarla fondamentalmente poi con la commissione speciale sul bacino di laminazione del Comune di Montanaro», afferma Ponchia, chiarendo che la questione non verrà lasciata cadere.

Il nodo centrale resta la compatibilità tra forestazione PNRR e progetto idraulico. Secondo la ricostruzione della lista civica, quei terreni sarebbero già vincolati sia da un partenariato pubblico-privato con Ares PA sia dalle misure di salvaguardia del Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE). Vincoli che, sempre secondo l’opposizione, renderebbero incomprensibile – se non deliberatamente ostativa – la scelta di autorizzare nuove piantumazioni.

Nel video, Ponchia non usa mezzi termini: «È una cosa particolarmente grave perché questo inficia completamente la realizzazione del bacino di laminazione. Quindi queste piante andrebbero spostate immediatamente in quanto gravano su un terreno già vincolato per un partenariato pubblico privato con l’Ares PA per il bacino di laminazione e anche vincolate dal piano regionale dell’attività estrattiva».

Dichiarazioni che si inseriscono in una polemica già accesa. La lista Salviamo Montanaro! parla apertamente di una premeditazione politica, collegando questa scelta alle precedenti denunce sulle presunte discariche, che – secondo la minoranza – sarebbero state utilizzate come strumento per rallentare o bloccare l’opera idraulica. Un copione che, sempre secondo l’opposizione, si starebbe ripetendo ora con la forestazione PNRR.

Il rischio, denunciano i consiglieri di minoranza, non è solo amministrativo o economico, ma strutturale e di sicurezza. «Questa è una questione che spero venga presto risolta per il bene del Comune di Montanaro, perché altrimenti il bacino di laminazione non si potrà realizzare e quindi Montanaro sarà completamente scoperta dal punto di vista della pressione idraulica», avverte Ponchia nel video, chiamando in causa uno scenario che va ben oltre lo scontro politico.

Il riferimento alla pressione idraulica non è casuale. Il bacino di laminazione Careri è stato concepito come un’opera fondamentale per la gestione delle piene e per la riduzione del rischio alluvionale. Bloccarne la realizzazione significherebbe, secondo la minoranza, lasciare il paese esposto a eventi estremi, in un contesto climatico che rende sempre più frequenti le precipitazioni intense.

Da qui l’appello diretto alla cittadinanza e ai soggetti attivi sul territorio. «Richiamo tutta l’attenzione dei cittadini, soprattutto del Comitato di Laminazione, su questa questione, perché dobbiamo farci sentire al Comune di Montanaro», conclude Ponchia, trasformando la denuncia in una chiamata alla mobilitazione civile.

Sul piano politico, la lista civica ha già annunciato una interrogazione consiliare urgente e non esclude passi ulteriori, fino alla richiesta di dimissioni per chi ha firmato l’autorizzazione alla piantumazione. La richiesta è netta: le piante devono essere spostate immediatamente, prima che la situazione diventi irreversibile e produca danni economici e legali, anche nei confronti dei proponenti del bacino.

Al momento, dall’amministrazione guidata dal sindaco Careri non sono arrivate risposte puntuali alle accuse. Resta però un dato difficilmente aggirabile: la presenza di alberi PNRR su un’area destinata a un’opera idraulica strategica solleva interrogativi pesanti sulla pianificazione, sulla coerenza degli atti e sulla reale volontà politica di portare a termine il bacino di laminazione.

La vicenda, ormai, ha superato la dimensione tecnica. È diventata uno scontro frontale sulla visione del futuro di Montanaro, tra chi ritiene prioritario procedere senza indugi con la messa in sicurezza idraulica e chi, secondo l’opposizione, starebbe di fatto ostacolando quell’obiettivo. Con gli alberi già piantati e le immagini che circolano, la partita è entrata nel vivo. E difficilmente potrà essere chiusa senza chiarimenti pubblici e decisioni rapide.

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