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Ritorna la discarica abusiva a San Mauro Torinese, ma la Lista Guazzora si dimentica chi governa la città

Lamentele sui social da parte della lista civica della sindaca: "Confidiamo nelle fototrappole". Ma a governare la città è la stessa lista

Ritorna la discarica abusiva a San Mauro Torinese, ma la Lista Guazzora si dimentica chi governa la città

Ritorna la discarica abusiva a San Mauro Torinese, ma la Lista Guazzora si dimentica chi governa la città (a destra: Giulia Guazzora)

Due buone notizie e una cattiva. Anzi, due cattive al prezzo di una. La Lista Guazzora Sindaca, a San Mauro Torinese, ha condiviso sui suoi canali social il 15 gennaio due immagini destinate a far discutere. Da una parte, le buone notizie: nel bacino di laminazione di via Domodossola, il privato cittadino proprietario del terreno ha deciso di ripiantare i pioppi; l'ecocentro sanmaurese, invece, dovrebbe riaprire il mese prossimo.

Dall'altra, le cattive notizie. La prima: la discarica abusiva di via Pescarito è tornata, nonostante la bonifica del 2025.

La seconda novità negativa, non dichiarata esplicitamente, è però sotto gli occhi di tutti: la Lista Guazzora, che governa San Mauro insieme al PD e ad altre liste civiche di centrosinistra, si è dimenticata chi è che governa San Mauro. Già, perché non basta fare un post sui social o "confidare nelle fototrappole". Bisogna agire, sopratutto se si siede in maggioranza nel Palazzo Civico.

Il tema non è se le fototrappole servano o meno — strumento utile, per carità — ma cosa accade prima e dopo. Chi controlla? Chi interviene? Chi sanziona? E soprattutto: perché quelle aree continuano a essere punti “comodi” per l’abbandono illecito?

Il nodo è politico, prima ancora che ambientale. A governare San Mauro non è un’amministrazione commissariata o in fase di avvio, ma una maggioranza che guida la città da quasi 5 anni. Lista Guazzora, PD e civiche di centrosinistra hanno avuto tempo, strumenti e responsabilità per costruire una strategia efficace contro l’abbandono dei rifiuti. E invece il problema si ripresenta ciclicamente, con le stesse dinamiche, negli stessi luoghi.

La zona di via Pescarito è diventata un caso simbolo. Non solo per le discariche abusive, ma anche per il dibattito urbanistico, ambientale e infrastrutturale che la riguarda. È un’area spesso dimenticata. Bonificare una volta non basta, se poi manca una presenza costante, controlli sistematici, azioni visibili e — quando serve — anche scelte scomode.

Il paradosso è che lo stesso post della Lista Guazzora segnala, poco più in là, l’ecocentro di via Domodossola, dove i lavori di ammodernamento proseguono e la riapertura è annunciata per febbraio. Una buona notizia, senza dubbio. Ma che non cancella il disagio vissuto dai cittadini in questi mesi, costretti a spostarsi nei Comuni vicini per conferire ingombranti, inerti e materiali particolari. Un disagio che, volenti o nolenti, ha creato terreno fertile per comportamenti scorretti.

Non si tratta di giustificare chi abbandona rifiuti — gesto incivile e sanzionabile — ma di riconoscere che le politiche pubbliche hanno conseguenze concrete. Chiudere un ecocentro, anche per ragioni tecniche, senza un sistema di compensazione efficace sul territorio, significa aumentare il rischio di abbandoni. Ed è esattamente quello che molti cittadini segnalano da mesi.

A questo si aggiunge un altro elemento: San Mauro non ha ancora introdotto la TARIP, la tariffa puntuale sui rifiuti, già avviata o in fase di avvio in Comuni limitrofi come Castiglione Torinese e Gassino. Una scelta che avrebbe potuto incentivare comportamenti virtuosi e responsabilizzare maggiormente utenze domestiche e non domestiche. Anche su questo fronte, però, la città è rimasta indietro, rinviando ancora una volta una decisione strutturale.

I dati sulla raccolta differenziata, pur in crescita, raccontano solo una parte della storia. Superare il 70% è un risultato positivo, ma non basta se l’indifferenziato pro capite resta lontano dalle soglie regionali da raggiungere entro il 2030. E soprattutto se il territorio continua a essere costellato di micro (o macro) discariche, che peggiorano il decoro urbano e alimentano un senso diffuso di abbandono.

In questo quadro, limitarsi a “confidare nelle fototrappole” appare insufficiente. Le fototrappole non governano una città, non costruiscono una cultura ambientale, non sostituiscono una presenza politica e amministrativa costante. Servono azioni coordinate, controlli seri, sanzioni applicate davvero, e una comunicazione che non si esaurisca in un post indignato.

Perché qui non si tratta di un problema improvviso o imprevedibile. È un fenomeno noto, reiterato, già affrontato — ed evidentemente non risolto — dalla stessa maggioranza che oggi lo denuncia sui social. Ed è proprio questo il punto che non può essere eluso: chi governa San Mauro non può limitarsi a segnalare i problemi. Deve risolverli.

Le immagini della discarica abusiva al Pescarito non sono solo una brutta cartolina. Sono il segno di una gestione che, su questo fronte, continua a inseguire gli eventi invece di prevenirli. E finché la risposta resterà affidata a una speranza — quella che una fototrappola inquadri il colpevole — il rischio è che tra via Domodossola e via Pescarito, le “notizie negative” continuino a tornare. Sempre uguali. Sempre negli stessi posti.

L'immagine condivisa dalla Lista Guazzora

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