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Rischio idrogeologico a Montanaro, il Comitato rilancia l’allarme: "Serve una strategia vera, non interventi isolati"

Dalla contrarietà al bacino di laminazione alla richiesta di manutenzione costante, il documento che riapre il confronto sul futuro del territorio

Rischio idrogeologico

Rischio idrogeologico a Montanaro, il Comitato rilancia l’allarme: «Serve una strategia vera, non interventi isolati»

Il rischio idrogeologico resta una ferita aperta per Montanaro e torna al centro del dibattito pubblico dopo la diffusione di alcuni articoli e contenuti sui social che hanno riacceso l’attenzione su opere, responsabilità e strategie di prevenzione. A intervenire con una presa di posizione articolata è il Comitato di Difesa Ambientale di Montanaro, che in un comunicato diffuso il 17 gennaio 2026 ribadisce con forza una linea portata avanti da oltre trent’anni: la sicurezza del territorio non può essere affidata a soluzioni parziali o potenzialmente rischiose per l’ambiente e la salute.

Il Comitato ricorda innanzitutto la propria storia, che affonda le radici nel 1991, quando nacque per fronteggiare minacce concrete come discariche, cave, alluvioni e forme diverse di inquinamento. Da allora, l’attività non si è mai interrotta e ha sempre avuto un obiettivo chiaro: difendere il paese da scelte che potrebbero comprometterne l’equilibrio ambientale e la sicurezza delle abitazioni.

Nel documento, l’attenzione si concentra in modo particolare sul progetto del bacino di laminazione a monte dell’acquedotto, rispetto al quale il Comitato conferma la propria contrarietà. La motivazione principale riguarda il rischio di compromissione della falda acquifera, un elemento ritenuto critico e supportato, viene ricordato, anche da una relazione tecnica redatta da un geologo professionista incaricato dallo stesso Comitato. Una posizione netta, che non nasce da pregiudizi ideologici ma da valutazioni tecniche e da una visione di lungo periodo.

Allo stesso tempo, il Comitato chiarisce di non essere contrario per principio a ogni intervento, ma di sostenere con decisione una serie di azioni considerate urgenti e condivise. Tra queste, emerge la necessità di una pulizia sistematica e costante di rogge, rii e fossi irrigui, ritenuta una delle misure più efficaci per ridurre il rischio di esondazioni e allagamenti diffusi. Su questo punto viene ribadita una unità di intenti con altri soggetti del territorio, in particolare con il Comitato Pro-Alluvionati di Montanaro, con cui da tempo esiste un confronto operativo.

Il documento sottolinea inoltre la disponibilità a una collaborazione diretta con il Comune, che ha il ruolo di supervisione e coordinamento delle attività lungo le strade campestri. In questo contesto viene annunciata la previsione di interventi concreti tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, da realizzarsi con l’impiego di mezzi e macchinari adeguati, per rendere realmente efficace l’azione di manutenzione dei fossi di irrigazione.

Un altro punto centrale riguarda il Rio Baina, per il quale il Comitato concorda sulla necessità di interventi di pulizia non limitati a singoli tratti, ma estesi sia a monte sia a valle del concentrico, superando una logica frammentata che rischia di lasciare irrisolti i problemi strutturali del corso d’acqua. Analoga attenzione viene richiesta per il canale scolmatore, soprattutto nella porzione rivolta verso l’argine maestro, considerata strategica in caso di eventi meteorologici intensi.

Nel comunicato trova spazio anche una problematica più ampia, che coinvolge territori limitrofi. Viene infatti annunciata l’intenzione di portare nei tavoli istituzionali competenti la questione della presa di alimentazione della roggia Campagna e della roggia Reirola, situata sul torrente Orco nel territorio di Foglizzo. Un tema che evidenzia come il rischio idrogeologico non conosca confini amministrativi e richieda una visione coordinata a scala sovracomunale.

Il Comitato richiama infine tutti gli enti interessati alla responsabilità di portare a compimento le opere complementari necessarie alla reale messa in sicurezza del territorio. Viene sottolineato come sia noto da anni che singoli interventi, siano essi bacini di laminazione, lotti del canale scolmatore o altre opere isolate, non siano sufficienti da soli a garantire una protezione efficace. Serve, secondo il Comitato, una strategia integrata, capace di tenere insieme manutenzione ordinaria, opere strutturali e tutela delle risorse ambientali.

Il senso complessivo del documento è chiaro: la difesa di Montanaro passa da scelte ponderate, condivise e tecnicamente fondate. La priorità resta la protezione delle case, la sicurezza dei cittadini e la salvaguardia dell’ambiente e della salute, senza scorciatoie né soluzioni che rischino di spostare il problema anziché risolverlo.

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