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Un anno difficile, un anno bellissimo: il bilancio della sindaca Devietti sul 2025 appena concluso

Tra lutti privati, orgoglio civico e l’ultimo tratto di mandato, Ciriè resta al centro del racconto di una sindaca appassionata della sua città

Un anno difficile, un anno bellissimo: il bilancio della sindaca Devietti sul 2025 appena concluso

Il 2025 si è chiuso in silenzio, come fanno gli anni che pesano davvero. Non con i fuochi d’artificio delle celebrazioni, ma con quel tipo di sedimentazione che resta addosso e costringe a fermarsi, guardare indietro, fare i conti. È da qui che prende forma la riflessione della sindaca di Ciriè, Loredana Devietti, che affida alle immagini e alle parole un bilancio insieme personale e politico, senza enfasi e senza scorciatoie.

È stato, come lei stessa ha scritto, “dal punto di vista internazionale un anno a dir poco difficile”, segnato da conflitti ancora aperti e da un quadro globale che continua a restare instabile. Ma il peso più grande è arrivato sul piano personale. Il 2025 è stato infatti “un anno pesante, segnato da una perdita dolorosa”: la scomparsa prematura del cognato, fratello di suo marito, avvenuta alcuni mesi fa. Un lutto che ha inciso profondamente sul suo vissuto, accompagnando il lavoro quotidiano con un dolore silenzioso ma costante.

Accanto a questo, però, non sono mancati momenti capaci di restare. “C’è stato anche il mio compleanno a cifra tonda, che è sempre da festeggiare, e momenti famigliari da conservare tra i ricordi belli”, scrive la sindaca, richiamando quella dimensione privata che spesso resta sullo sfondo ma che, nei bilanci sinceri, torna inevitabilmente al centro.

Quando lo sguardo si sposta su Ciriè, il racconto cambia passo. Riguardando, a fine anno, le fotografie accumulate sul cellulare, Devietti racconta di non aver potuto fare a meno di provare “un moto di orgoglio”. Non perché tutto sia stato semplice o privo di criticità – “neanche da noi è tutto rose e fiori, nessuno lo mette in dubbio” – ma perché in dodici mesi la città ha visto opere avviate o concluse, progetti prendere forma, iniziative crescere. “In questi ultimi 365 giorni abbiamo fatto così tanto per la nostra città”, scrive, spiegando come quegli scatti l’abbiano portata “a sorridere e un po’ a commuovermi quasi ad ogni scatto”.

Il 2025 è stato anche l’anno delle celebrazioni per il 120° anniversario di Ciriè città, vissuto come un lungo racconto collettivo. L’8 giugno con “tanti ospiti importanti e i nostri neo diciottenni e la capsula del tempo”, le quattro mostre a Palazzo D’Oria – con Regine ancora in corso – gli spettacoli di Arturo Brachetti e Bandakadabra, il flash mob, gli incontri dedicati alla storia cittadina, i tour con Somewhere e molto altro ancora. Un calendario fitto, che ha trasformato una ricorrenza istituzionale in un’esperienza condivisa.

Non è l’elenco degli eventi, però, il cuore della riflessione. “Ci sarebbero mille altre cose da ricordare, ma non è questo il punto”, osserva la sindaca, sottolineando come chi segue l’attività amministrativa sappia già “cosa abbiamo fatto e dove stiamo andando”. A colpire davvero, riguardando quelle immagini, sono piuttosto i dettagli umani: “le risate, gli abbracci, le tantissime iniziative delle nostre realtà cittadine”, gli intoppi dell’ultimo minuto risolti grazie al contributo di tutti e a “quel pizzico di fantasia che aiuta sempre un po’”. Ci sono anche i gesti che restano impressi, come “un grazie inaspettato” o “una stretta di mano che mi ricorderò per tanto ancora”.

Da qui nasce la scelta di condividere il proprio #cirié120, affidandosi a immagini “a volte poco istituzionali ma che trovo bellissime o che mi hanno scaldato il cuore”. Una carrellata che accompagna l’augurio rivolto alla città e ai cittadini: “che il 2026 ci porti soprattutto pace e serenità e bei momenti, in famiglia o con chi amiamo, ma soprattutto salute, perché veramente non è mai da dare per scontata”.

Nel congedarsi dall’anno appena concluso, Devietti rivolge a Ciriè parole che sono insieme dichiarazione e promessa. Dopo nove anni da sindaca, si concede di chiamarla “mia”, spiegando: “consentitemi di usare questo termine, perché veramente me la sento scorrere dentro”. L’augurio è quello di una città capace di “svegliarsi ogni giorno sempre più consapevole delle proprie possibilità, aperta al futuro e al nuovo, alla crescita e al rinnovamento”.

Per sé, infine, la consapevolezza di essere entrata nell’ultimo anno pieno di mandato con lo stesso spirito di sempre. “Io, per un anno pieno ancora, starò al suo fianco con tutta la passione, l’orgoglio e la voglia di fare”, scrive, ringraziando apertamente la Giunta “per l’aiuto e il sostegno” che hanno accompagnato questo lungo percorso amministrativo.

Non è stato un semplice messaggio di fine anno. È stato un bilancio autentico. E come tutti i bilanci onesti non cancella le ombre, ma spiega perché, nonostante tutto, il 2025 possa essere ricordato come un anno bellissimo.

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