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Il ladro di comete a San Giorgio Canavese: una luminaria sparisce, il paese si interroga

Rubata una luminaria a San Giorgio Canavese: indignazione social, appello del vice sindaco, si spera nel ritorno entro l’Epifania

Il ladro di comete a San Giorgio Canavese: una luminaria sparisce, il paese si interroga

Il ladro di comete a San Giorgio Canavese: una luminaria sparisce, il paese si interroga

C’è chi a Natale scarta regali e chi, più semplicemente, decide di rubare una cometa. Succede a San Giorgio Canavese, dove nei giorni scorsi è sparita un’installazione natalizia realizzata e posizionata da alcuni pensionati del gruppo di cammino lungo il ponticello sul corso del canale di Caluso, proprio nel cuore del paese. Una di quelle iniziative semplici, senza sponsor e senza proclami, fatte solo per rendere un po’ più accogliente un angolo del paese durante le feste.

La cometa, sistemata con cura e spirito comunitario, è stata portata via. Difficile pensare a un furto “utile”: più probabile un gesto vandalico, uno di quelli che non producono alcun guadagno ma lasciano dietro di sé solo amarezza. E infatti la reazione non tarda ad arrivare, soprattutto sui social, dove in molti esprimono dispiacere e condanna per quanto accaduto, affidando alle parole riflessioni amare sul senso – o sull’assenza di senso – di certi gesti.

C’è chi invita semplicemente a restituire l’installazione e chi, con maggiore pragmatismo, suggerisce di verificare le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in paese per capire chi possa essere stato. In mezzo, un sentimento diffuso di disappunto: non tanto per il valore materiale della cometa, quanto per ciò che rappresentava. Un segno di attenzione, di cura dello spazio pubblico, di partecipazione silenziosa ma concreta alla vita del paese.

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A esprimere rammarico per l’accaduto è anche l'Amministrazione comunale che sottolinea come i pensionati del gruppo di cammino siano persone particolarmente sensibili ai temi dell’ambiente e del vivere comune.

Durante le loro passeggiate, si racconta, non è raro che lascino poesie appese ai rami degli alberi lungo il percorso: piccoli gesti, discreti, che parlano di un modo diverso di abitare il territorio.

L’auspicio, condiviso da molti, è che la cometa possa tornare al suo posto prima dell’Epifania, restituendo al paese un simbolo che non aveva nulla di pretenzioso ma molto di umano.

Non sarebbe neppure la prima volta che una storia simile trova un epilogo diverso. Solo un paio di settimane fa, a Sparone, alcune decorazioni natalizie realizzate dai bambini delle scuole erano state portate via. Anche lì, dopo un momento di riflessione, gli autori del gesto avevano fatto un passo indietro: scuse, restituzione delle decorazioni e una lezione imparata, almeno si spera.

Insomma, a volte basta poco per rimediare a un brutto gesto. Una cometa restituita non cambia il mondo, ma può rimettere a posto qualcosa: non solo su un ponticello di San Giorgio Canavese, ma anche – magari – nella testa di chi ha deciso che portarla via fosse una buona idea.

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