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16 Febbraio 2026 - 19:34
È domenica 15 febbraio al Carnevale di Ivrea. Ci fermiamo sul Ponte Vecchio, osservando la riva destra della Dora Baltea. Quel quartiere è il Borghetto, la loro casa, la loro storia.
Appena si attraversa il ponte, i colori ci avvolgono: bandiere verdi e rosse ovunque, appese agli edifici, sventolanti sulle rocce del fiume, sui balconi. Il verde predomina, ma il rosso taglia l’aria con energia, e ogni segnale parla di loro: i Tuchini del Borghetto.
Li incontriamo nel bel mezzo della battaglia delle arance. I kilt svolazzano, qualcuno ha in mano una birra, e subito la festa esplode. Si saltella, si canta, si battono tamburi e mani. È impossibile non unirsi al coro: "In mezzo passa il fiume,
il resto conta zero, io sono e sarò sempre un Corvo Nero!”
I loro sorrisi e i capelli pieni di arance raccontano ferite di guerra e vittorie condivise. Centinaia di casacche rossoverdi, tutte diverse e tutte uguali: un unico modo di essere corvi neri.
Il Borghetto è volutamente una cornice storica, con il Ponte Vecchio a ricordare l’origine romana e l’agglomerato medievale di edifici che abbraccia la Dora. Qui i Tuchini hanno radici profonde: fondati nel 1964, sono gli unici aranceri su questa sponda del fiume, un vero e proprio simbolo del quartiere.

I Tuchini del Borghetto
Il loro simbolo, il corvo nero, non è casuale. Richiama i corvi che dominano i cieli della Dora e il legame con la storia locale del tuchinaggio: rivolte popolari contro i signori feudali tra Trecento e Quattrocento, quando la comunità di Ivrea si affermava come Comune. Come allora, oggi i Tuchini difendono il loro territorio ma lo fanno con cori, tamburi e arance.
Le casacche verdi, i pantaloni rossi e i foulard rossi formano una marea che invade il Borghetto e che trasforma ogni battaglia in un’esperienza collettiva di energia e allegria.
E così, tra spruzzi d’arance e cori potenti, la squadra si muove compatta verso il cuore del Carnevale. Il fiume scorre e le bandiere sventolano.
“Saranno giorni di battaglia senza tregua - questo il loro augurio di Carnevale -saranno canzoni ed eccessi, saranno carri e sarà Borghetto, saremo noi Tuchini nella nostra casa, sarà Carnevale e sarà bellissimo. E durerà per sempre! In mezzo passa il fiume!”
Il Borghetto respira attraverso i Tuchini, e il Carnevale di Ivrea non sarebbe lo stesso senza il loro verde e rosso che illumina la città.
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