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02 Gennaio 2026 - 09:53
Fausto Francisca
Il silenzio che oggi avvolge Borgofranco d’Ivrea non è solo quello rispettoso delle grandi tragedie, ma è un silenzio carico di memoria e di legami. Perché Crans-Montana, località svizzera ferita nella notte da una devastante esplosione avvenuta in un bar durante i festeggiamenti di Capodanno, non è un nome lontano o anonimo. È un luogo che, un paio di anni fa, si è intrecciato alla storia e all’orgoglio di questo territorio attraverso lo sport, l’accoglienza e la condivisione.
A ricordarlo è il sindaco Fausto Francisca, che a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intera comunità borgofranchese ha voluto esprimere una dichiarazione di profonda vicinanza e cordoglio: «Gli amministratori di Borgofranco, con tutta la popolazione, sono uniti e vicini alla comunità di Crans-Montana, alle famiglie delle vittime, dei feriti e dei superstiti. Ringraziamo tutti quelli che si stanno adoperando per far fronte a questa immane tragedia».
Parole semplici, ma dense di partecipazione autentica. Un messaggio che va oltre il protocollo istituzionale e che si carica di un significato ancora più forte se si guarda al passato recente. Crans-Montana, infatti, è legata a Borgofranco d’Ivrea dalla tredicesima tappa del Giro d’Italia 2023, disputata venerdì 19 maggio, con partenza proprio da Borgofranco e arrivo nella località svizzera. Una tappa resa difficile dal maltempo, tanto da essere ridotta, ma che rimane impressa come simbolo di un ponte tra comunità, territori e popoli diversi.
Oggi quel legame sportivo si trasforma in un filo di dolore condiviso. «Desideriamo esprimere la più sincera solidarietà nei confronti delle vittime della tragica esplosione avvenuta questa notte in un bar di una stazione sciistica a Crans-Montana», ha aggiunto il sindaco, accompagnando le parole con il segno universale del lutto e della preghiera, una candela accesa nel buio di una notte che ha spezzato vite e serenità.
Borgofranco d’Ivrea si stringe così attorno a Crans-Montana non solo come istituzione, ma come comunità consapevole che certi legami non si cancellano con il tempo. Lo sport li crea, la tragedia li rafforza. E in momenti come questi, anche un piccolo Comune sa farsi voce di umanità, ricordando che dietro i nomi delle località, dietro le cronache, ci sono persone, famiglie, storie improvvisamente interrotte.
Insomma, oggi Borgofranco non guarda a Crans-Montana come a una meta alpina o a un traguardo ciclistico, ma come a una comunità sorella, ferita, alla quale inviare non solo parole, ma un abbraccio collettivo fatto di rispetto, memoria e silenziosa partecipazione.
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