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24 Novembre 2025 - 15:45
Il Comitato Metro Oltre Rivoli denuncia i ritardi della Metro 1 e chiede trasparenza immediata (immagine di repertorio)
Il Comitato Metro Oltre Rivoli rompe oggi il silenzio e mette nero su bianco la propria «profonda costernazione» di fronte alla notizia del concordato preventivo chiesto da ICI, l’impresa appaltatrice della tratta di prolungamento della Linea 1 della metropolitana, da Collegno a Cascine Vica. Un’informazione rimasta sottotraccia per mesi e che ora, emersa dal circuito romano della giustizia fallimentare, rischia di far deragliare un’opera iniziata nel 2019 e che, secondo le tempistiche comunicate da InfraTo, avrebbe dovuto concludersi entro il 2026.
Il dissesto economico della società non piomba dal nulla. Tra ritardi, rallentamenti e difficoltà operative visibili già da tempo, ICI aveva segnalato più volte un contesto insostenibile legato all’aumento dei costi e all’esplosione dei prezzi dei materiali. Una spirale alimentata dalla crisi energetica, dagli effetti finanziari del Superbonus 110%, dal surplus di domanda generato dai cantieri PNRR e da un settore edilizio reso improvvisamente iper-competitivo. La bolla inflattiva ha gonfiato cifre già elevate: secondo il Comitato, in alcuni casi la manodopera e le materie prime avrebbero registrato aumenti compresi tra il 300 e il 400%, con ripercussioni dirette sulla tenuta dei contratti in essere. ICI, secondo quanto è trapelato, avrebbe accumulato un disavanzo di circa 24 milioni di euro e debiti nei confronti di diversi fornitori. La prospettiva, ora, è quella di un percorso giudiziario che potrebbe sfociare in un fallimento, aprendo scenari ancora più incerti.
La preoccupazione dei cittadini è concreta. Il prolungamento verso Cascine Vica è considerato un tassello essenziale della mobilità dell’area, l’unico intervento capace di ridurre davvero il traffico verso Torino, abbattere l’inquinamento e migliorare la qualità della vita. La metropolitana è una promessa che dura da anni e che ha acceso aspettative altissime: vedere i cantieri bloccarsi o subire un ennesimo allungamento dei tempi è un’ipotesi che riapre ferite ancora aperte, soprattutto tra chi quotidianamente affronta spostamenti complessi su un asse viario già congestionato.
Per questo il Comitato chiede che InfraTo e i Comuni interessati — in primis Rivoli, ma anche Collegno e Torino — rompano ogni indugio e forniscano «chiarimenti immediati» sullo stato finanziario di ICI, sulle sue prospettive e sui margini reali di continuità operativa. Un appello che comprende anche la richiesta di vigilare sugli aspetti societari e patrimoniali tra ICI e la controllante IC–Italiana Costruzioni, coinvolta in altre opere pubbliche sul territorio nazionale: un intreccio che merita, secondo il Comitato, «un’operazione totale di trasparenza».
L’incertezza, oggi, è l’elemento dominante. Senza risposte chiare, l’ipotesi di un nuovo stallo del cantiere appare sempre più plausibile. E a farne le spese sarebbe un territorio che da anni attende una connessione stabile e moderna con Torino, e che considera la metro non solo un’opera infrastrutturale, ma uno strumento di riqualificazione urbana e di riequilibrio ambientale.
Il Comitato Metro Oltre Rivoli, pur mantenendo un tono critico verso la gestione finora comunicata, ribadisce la propria disponibilità a collaborare con enti locali e stazione appaltante per informare i cittadini, chiedendo però un impegno preciso: fare chiarezza, definire tempi certi, garantire che i lavori non vengano abbandonati al loro destino e che la tratta verso Cascine Vica — e, in futuro, verso l’Ospedale di Rivoli — non diventi l’ennesima opera sospesa tra annunci e rinvii.
La differenza, ora, la faranno la trasparenza e la capacità delle istituzioni di intervenire rapidamente, prima che il concordato ICI si trasformi in un macigno definitivo sui binari della Linea 1.

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