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23 Novembre 2025 - 15:06
Da lunedì 24 novembre 2025 piazza Bengasi cambia ritmo. Non è un semplice aggiornamento della viabilità, ma l’avvio della fase più complessa degli scavi che accompagnerà la trasformazione definitiva dell’area. Un incrocio che ogni giorno smista migliaia di persone viene ora riorganizzato attraverso un corridoio provvisorio nord–sud, una nuova regia di semafori e la chiusura di un tratto laterale. Misure temporanee, ma destinate a farsi sentire nella routine quotidiana di automobilisti e pedoni.
L’asse provvisorio che attraversa la piazza diventa il canale principale del traffico. È percorribile solo in auto, con limite a 30 km/h e divieto assoluto di sosta e fermata. L’accesso a pedoni e biciclette è precluso, una scelta che punta a ridurre ogni interferenza con la zona di scavo. I semafori agli incroci Bengasi–Vigliani–Nizza e Bengasi–Sestriere sostituiscono la precedente circolazione, scandendo un equilibrio che resta fragile e soggetto ai tempi del cantiere. L’unica porzione realmente protetta dal caos è il lato est della piazza: il tratto compreso fra i civici 11 e 17 è chiuso al traffico ordinario e riservato ai residenti, che possono attraversarlo con senso unico alternato “a vista”, una soluzione che richiede attenzione più che regole rigide.
La riorganizzazione del traffico serve a proteggere la fase più critica degli interventi. Il cantiere, aperto lo scorso 30 giugno, entra ora nel punto più sensibile della costruzione del grande parcheggio interrato collegato con la stazione della metropolitana. È un’opera che promette oltre seicento posti auto e sessantaquattro per moto, articolata su due piani sotterranei e pensata per assorbire una domanda di sosta strutturale che negli anni ha messo sotto pressione i quartieri circostanti. Al tempo stesso, rappresenta il tassello centrale della riqualificazione dell’intera piazza, un nodo urbano che per decenni ha oscillato tra progetti incompleti, interventi parziali e una percezione diffusa di provvisorietà.
Il prezzo da pagare, nelle prossime settimane, sarà fatto di pazienza, rallentamenti e un’attenzione più alta ai percorsi. La combinazione di collegamenti temporanei, velocità ridotta e divieti non è pensata per creare ostacoli, ma per garantire margini di sicurezza più ampi mentre scavatori e tecnici lavorano a pochi metri dalla strada. La scelta di escludere pedoni e ciclisti dall’asse provvisorio è forse la più impattante, ma risponde alla necessità di concentrare i flussi su passaggi più separati dal cantiere, limitando situazioni rischiose in un contesto in cui ogni imprevisto può rallentare l’intera macchina dei lavori.

A fianco della gestione del traffico emerge la dimensione politica della vicenda. Sul fronte pubblico non mancano osservazioni e sospetti sulle tempistiche. Firrao parla di una riqualificazione che potrebbe diventare un simbolo da mostrare in vista delle urne, condensando la sua critica in una frase destinata a circolare: «Piazza Bengasi, mercato e parcheggio fra un anno. Taglio dei nastri per la campagna elettorale». È un commento che intercetta un sentimento diffuso: in una città che ha visto operazioni urbanistiche trascinarsi per anni, ogni accelerazione alimenta letture ulteriori. Tuttavia, la misura del progetto sarà data dai fatti: efficienza dell’interscambio con la metro, reale capacità del nuovo parcheggio di decongestionare la zona e qualità della trasformazione urbanistica nel suo complesso.
Per chi si muove ogni giorno, le indicazioni restano chiare anche se non semplici da rispettare. Occorre mettere in conto qualche minuto in più, soprattutto nelle ore di punta, e mantenere massima attenzione a una segnaletica che può variare in base alle esigenze delle squadre di intervento. Il lato est della piazza richiede cautela, perché la circolazione riservata ai residenti con senso unico alternato impone prudenza anche ai pochi autorizzati. I pedoni e i ciclisti dovranno evitare il corridoio nord–sud e seguire i percorsi segnalati, in attesa che il cantiere avanzi e la piazza cominci a mostrare la versione definitiva immaginata dai progettisti.
La trasformazione di piazza Bengasi passa da qui, attraverso settimane di circolazione compressa e cantieri a cielo aperto. È un equilibrio imperfetto, fatto di deviazioni, limiti e qualche inevitabile lamentela, ma orientato a un obiettivo preciso: consegnare un’area più funzionale, collegata con la metro e capace di reggere la domanda di sosta senza sacrificare la vita dei quartieri che la circondano.
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