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19 Marzo 2025 - 22:42
Deiezioni canine
Sporcizia, inciviltà e una soluzione che sembra uscita da un episodio di CSI: schedare geneticamente i cani per multare i padroni "sporcaccioni" che non raccolgono le deiezioni. Se ne discuterà martedì 25 marzo in Consiglio Comunale a Ivrea, grazie ad una mozione che punta a introdurre la profilazione genetica dei cani per individuare e sanzionare chi sporca le strade della città senza preoccuparsi minimamente del decoro pubblico.
A firmare la proposta è Andrea Cantoni, capogruppo di "Giorgia Meloni per Cantoni Sindaco - Fratelli d’Italia - Eporedia Futura – Lega – Forza Italia – Forza Ivrea", con il sostegno di Massimiliano De Stefano di "Azione - Italia Viva" e Paolo Noascone di "Sertoli Sindaco".
Il metodo non è del tutto inedito: il modello di riferimento è Carmagnola, dove questo sistema è già in vigore e, secondo i promotori, ha dimostrato la sua efficacia.

Il documento sottolinea che "la pulizia delle vie cittadine è fondamentale tanto per la qualità della vita dei propri abitanti quanto per la promozione turistica della Città". Un concetto ovvio, ma che evidentemente necessita di un intervento drastico per essere applicato. Il Regolamento per la Tutela del Benessere Animale già impone l’obbligo di raccolta delle deiezioni, ma chi trasgredisce difficilmente viene individuato e sanzionato. La mozione propone quindi di superare il problema con un approccio scientifico: schedare geneticamente i cani presenti sul territorio comunale, raccogliere i loro campioni di DNA e utilizzarli per identificare il proprietario dell’esemplare responsabile della "dimenticanza" sui marciapiedi.
L’obiettivo dichiarato è chiaro: "una soluzione ottimale per il contrasto alle deiezioni animali abbandonate per strada è la profilazione genetica dei cani presenti sul suolo comunale, che permette, tramite l’analisi delle deiezioni, di risalire all’animale e al proprietario, a cui può essere comminata la sanzione prevista anche se non colto in flagranza".
Tradotto: basta multe inefficaci, ci penserà la scienza a scovare i trasgressori.
Se la proposta verrà approvata, il Comune di Ivrea avrà un anno di tempo per elaborare un regolamento ad hoc che disciplini la raccolta e l’uso dei dati genetici dei cani, oppure per integrare quello già in vigore. Ma il problema, come sempre, è chi pagherà. La mozione prevede il coinvolgimento di "soggetti privati tramite patti di valorizzazione per il reperimento dei fondi utili alla mappatura del DNA canino", ma non è ancora chiaro chi dovrà sostenere i costi del prelievo e della gestione del database.
E qui sorgono i primi interrogativi: quanto costerà realmente questa operazione? I proprietari di cani dovranno mettere mano al portafogli per registrare il proprio animale? E se sì, a quale prezzo? Chi garantirà che il sistema sia equo e non diventi solo un altro balzello mascherato?
Come prevedibile, la proposta dividerà l’opinione pubblica. Da un lato coloro che la riterranno un deterrente efficace contro il degrado urbano, dall’altro chi la considererà una misura sproporzionata e di difficile applicazione. La questione della privacy non è secondaria: chi gestirà questi dati genetici? Dove verranno conservati? Chi garantirà che non vengano usati per altri scopi?
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