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Sanità: ecco perché il centro di assistenza dialisi del Canavese chiuderà definitivamente

Il servizio avrebbe dovuto tornare a pieno regime il 1 gennaio 2024. Ma non sarà così...

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Il Cal di Caluso aveva ridotto nettamente l’attività durante il Covid (da 2 turni 6 giorni su 6 a uno 6 su 6) e da giugno di quest’anno è passato ad avere il servizio attivo solo per un turno

E tre. Dopo non aver mantenuto né il primo, né il secondo impegno presi con i cittadini, et voilà neanche il terzo verrà rispettato: il servizio dialisi di Caluso non tornerà a pieno regime nemmeno dal 1 gennaio 2024.

E’ la denuncia che è arrivata nella serata di ieri, venerdì 29 dicembre, dal Nursind, il sindacato delle professionisti infermieristiche, dopo aver appreso dall’Asl To 4 che la chiusura parziale della dialisi di Caluso, che avrebbe dovuto concludersi il 31 dicembre 2023, verrà prorogata fino a data da destinarsi. 

Dunque, l’attività del Centro di assistenza limitata (Cal) di Caluso da temporaneamente rimodulata “per sopperire alla temporanea carenza di personale sanitario” rischia di diventare definitivamente rimodulata. O, meglio, cancellata.

Il Cal di Caluso aveva ridotto nettamente l’attività durante il Covid (da 2 turni 6 giorni su 6 a uno 6 su 6) e da giugno di quest’anno è passato ad avere il servizio attivo solo per un turno, 3 giorni su 6.

Ma a breve, come sospetta il Nursind, potrebbe essere definitivamente sospeso.

Giuseppe Summa del Nursind

Dobbiamo dire addio alla dialisi di Caluso - inforca il segretario territoriale del Nursind, Giuseppe Summa -? Il primo impegno, ossia l’apertura il 1 ottobre scorso, preso dall’Asl To 4 non è stato mantenuto. Il secondo, quello dell’apertura dal 1 gennaio 2024, nemmeno. Da qualche parte si apre, vedi il pronto soccorso di Cuorgnè mentre da altre si chiude secondo logiche che nulla hanno a che fare con i bisogni di salute dei cittadini”.

Per Summa il servizio difficilmente verrà riportato a com’era fino a qualche anno fa. Anzi.

Ci sono le elezioni regionali alle porte e questo servizio sicuramente non verrà tagliato, ma dopo è invece molto probabile che il taglio avverrà”, conclude il sindacalista. Con buona pace dei canavesani.

Secca la risposta dell'Asl To 4 alle preoccupazioni del Nursind. Con una nota stampa, l'azienda fa sapere che "come sa l’amministrazione comunale con cui il confronto e la collaborazione sono costanti, non è in previsione alcuna chiusura del CAL di Caluso e che l’attività erogata con l’attuale personale è adeguata al fabbisogno. Inoltre, a testimonianza dell’attenzione alle esigenze del territorio, sempre a Caluso è prevista l’attivazione di una Casa della Comunità che potrà incrementare e completare l’erogazione dei servizi sanitari territoriali".

Staremo a vedere.

Una querelle che dura da mesi

La querelle del servizio dialisi di Caluso si trascina da mesi. E il caso era finito anche in Consiglio regionale, per effetto di un’interrogazione presentata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.

L’attività del Centro di assistenza limitata (Cal) di Caluso è stata temporaneamente rimodulata per sopperire alla temporanea carenza di personale sanitario - aveva risposto l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi -, ma l’Asl To 4 assicura che il servizio risulta completamente adeguato al fabbisogno del territorio. L’impegno aziendale rimane quello di conformarsi alle esigenze cliniche/assistenziali in modo da rispondere adeguatamente ai bisogni del territorio”.

Luigi Genesio Icardi

Una risposta che aveva sorpreso gli stessi proponenti l’interrogazione.

“La Giunta Cirio continua a smantellare la sanità pubblica - replicava Sarah Disabato -. Questa volta la vittima dei tagli indiscriminati è il servizio dialisi del Cal di Caluso, Centro ad assistenza limitata. Prima del Covid, il servizio veniva garantito sei giorni a settimana, sia mattina sia pomeriggio. Nel periodo successivo alla pandemia, invece, solo al mattino.  Lo scorso giugno un altro taglio netto, denunciato anche dal Sindacato Nursind: tre giorni di servizio, la metà”. 

Sulla vicenda interrogammo la Giunta regionale - concludeva Disabato -, che stemperò gli animi affermando che il Cal sarebbe tornato a pieno regime al termine dell’estate, precisamente il 30 settembre. Siamo nella seconda metà di ottobre e nulla è cambiato: l’attività continua ad essere svolta solo tre giorni a settimana. In attesa di nuove assunzioni, intanto, è stato comunicato che l’attuale organizzazione non cambierà fino al 31 dicembre di quest’anno. 

Sarah Disabato del Movimento 5 Stelle

È l’ennesima presa in giro. Dopo aver detto che il taglio del servizio sarebbe stato temporaneo, ci ritroviamo con un CAL a mezzo servizio fino a fine anno. E con l’Azienda sanitaria che sostiene che la configurazione odierna già risponde alle esigenze del territorio. Alla Regione, insomma, non interessa che il servizio venga ripristinato. Ciò che conta è tagliare sulla sanità, tagliare sempre”.

Il Nursind a giugno aveva denunciato i mancati lavori di ristrutturazione della Dialisi di Ivrea e la grave carenza di personale, sostenendo che questo metteva in seria difficoltà il servizio in ospedale e a rischio i CAL di Caluso e Castellamonte.

“La necessità  aziendale di ridurre l’attività - spiegava Summa - era partita per supportare un momento critico del personale infermieristico del Cal di Castellamonte che attualmente non sembrerebbe essere totalmente rientrata. Inoltre la netta riduzione del numero Nefrologi, non ha permesso come si legge in una comunicazione dell’ASL, di ritornare all’assetto pre-estivo che resterà così fino al 31/12/2023, senza certezze per il futuro...”.

Una carenza di certezze che secondo il Nursind ormai non riguardano più solo Caluso, ma che a breve potrebbero interessare seriamente Castellamonte e altri servizi. 

La verità? C’è che la carenza di alcune figure professionali, soprattutto di infermieri, dopo la pandemia ha raggiunto numeri preoccupanti e allarmanti. 

I cittadini devono sapere  - alzava il tiro Summa -  che di questo passo non avremo più la possibilità di garantire assistenza e servizi…

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