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Sanità
24 Maggio 2023 - 10:14
La sindaca Maria Rosa Cena
"La nostra dialisi non è in discussione". Tranchant sul tema la sindaca Maria Rosa Cena che, non appena è uscita la notizia della sospensione estiva del servizio si è attivata per incontrare i vertici aziendali dell'Asl To4.
"Nessuno ha parlato di sospendere il servizio. Si è parlato solo della rimodulazione in base ai pazienti. Attualmente i dializzati su Caluso e sul nostro territorio di riferimento, sono otto. I tre turni attualmente a disposizione sono più che sufficienti. Certo, se i numeri cambieranno, verrà rimodulato anche il servizio, ma per ora siamo a posto".
Quella che si svolge nel poliambulatorio di Caluso è una dialisi di primo livello.
IL POLIAMBULATORIO DI CALUSO
"Per altro tipo di dialisi i pazienti vengono inviati presso altre strutture attrezzate. Qui c'è solo il primo livello ed è un servizio a cui non intendiamo rinunciare perché è troppo importante che le persone abbiano una accesso a questo genere di cure salvavita sul loro territorio".
Eppure ieri l'assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi, rispondendo alla consigliera dell'M5S Sarah Disabato, preoccupata per un depotenziamento della dialisi a Caluso, ha detto che la riduzione del servizio riguarderà solo l’estate, confermando quindi che nei prossimi mesi potranno esserci delle novità e non in positivo.

L'ASSESSORE REGIONALE LUIGI GENESIO ICARDI
"Rimodulazione del servizio in base ai pazienti sì - insiste la Cena - ma non certo la sospensione estiva".
Eppure, leggendo il comunicato congiunto preparato dall'Asl To4 e dal Comune di Caluso, il punto non sembra poi così chiaro.
"L’Azienda sta verificando insieme all’Amministrazione comunale un’eventuale rimodulazione dell’attività del Servizio di Dialisi presso il poliambulatorio di Caluso. Le valutazioni terranno in considerazione il numero di utenti attualmente in carico e le necessità organizzative aziendali per il periodo estivo, fermo restando la garanzia della continuità del Servizio stesso presso la sede di Caluso. Parallelamente, una volta definite le linee di rimodulazione del Servizio, l’Azienda procederà con il confronto interno con le Organizzazioni Sindacali".
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I PAZIENTI ATTUALMENTE IN CARICO AL SERVIZIO DIALISI DI CALUSO SONO 8
Si parla di valutazioni in considerazione sia del numero di utenti in carico che delle necessità organizzative aziendali per il periodo estivo.
Un problema legato alle ferie, dunque c'è ed è evidenziato nel comunicato ufficiale dell'Asl.
E da qui si spiegano anche i toni allarmistici del sindacato Nursind, preoccupato del fatto che i servizi ridotti o temporaneamente sospesi, spesso non vengono più ripristinati.
"Siamo esterrefatti - commenta Giuseppe Summa, sindacanlista del Nursind - che un servizio pubblico di vitale importanza come quello di Caluso che ha subito già una riduzione dell'attività, possa essere ulteriormente ridimensionato. Non accetteremo ulteriori smantellamenti".
La preoccupazione del sindacato è legata anche al fatto che appena due anni fa, nell'aprile 2021, il CAL di Caluso ha già perso un turno.
"Era stato sospeso il turno dialitico pomeridiano - racconta Summa - e anche in quella circostanza era stato detto che sarebbe stata una riduzione temporanea del servizio. A distanza ormai di più due anni, tutto è rimasto invariato. Infatti, in concomitanza della riduzione del turno pomeridiano, un infermiere era andato in pensione e non è mai stato sostituito".

LE SEDUTE DI DIALISI SETTIMANALI NEL 2021 SONO STATE DIMEZZATE
E dire che per tornare a pieno regime non occorrerebbe poi molto: "Attualmente sarebbe sufficiente potenziare di un' unità il personale infermieristico, per ritornare sui due turni" precisa il sindacalista.
In questo modo si tornerebbero a garantire come prima del Covid, 72 sedute dialitiche settimanali (circa 24 pazienti ) contro le 33 attuali ( circa 11 pazienti).
Invece, i tagli aumentano: "Ci sembra invece di comprendere che si andrà verso la direzione opposta e questo come sindacato non possiamo assolutamente permetterlo. A tal proposito, proprio il 27 maggio saremo in piazza a Torino per difendere la sanità pubblica".

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