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Tagli alla sanità pubblica: il servizio dialisi resta "a metà"

Avrebbe dovuto tornare a pieno regime a fine settembre, e invece forse non ritornerà nemmeno dal 1 gennaio 2024... La replica dell'assessore lascia senza parole

Mancano i medici. Dialisi a rischio chiusura. Nessun rispetto per i malati

Il servizio dialisi forse ritornerà a pieno regime dal 1 gennaio 2024. Forse...

Il servizio dialisi di Caluso non aprirà nelle prossime settimane. Avrebbe dovuto tornare in funzione a fine settembre e invece diventerà operativo - ma non c’è certezza - non prima del 1 gennaio 2024. Sempre che…

E’ quanto ha comunicato ieri l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte, Luigi Genesio Icardi, rispondendo ad un’interrogazione sul servizio dialisi presso il poliambulatorio di Caluso presentata dal gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.

Icardi ha "scaricato" le responsabilità della scelta sull’Asl To 4.

L’attività del Centro di assistenza limitata (Cal) di Caluso è stata temporaneamente rimodulata per sopperire alla temporanea carenza di personale sanitario - ha incalzato Icardi -, ma l’Asl To 4 assicura che il servizio risulta completamente adeguato al fabbisogno del territorio. L’impegno aziendale rimane quello di conformarsi alle esigenze cliniche/assistenziali in modo da rispondere adeguatamente ai bisogni del territorio”.

Luigi Genesio Icardi

Una risposta che ha sorpreso anche gli stessi proponenti l’interrogazione.

“La Giunta Cirio continua a smantellare la sanità pubblica - replica Sarah Disabato -. Questa volta la vittima dei tagli indiscriminati è il servizio dialisi del Cal di Caluso, Centro ad assistenza limitata. Sulla questione abbiamo presentato un’interrogazione in Consiglio regionale discussa quest’oggi.

Prima del Covid, il servizio veniva garantito sei giorni a settimana, sia mattina sia pomeriggio. Nel periodo successivo alla pandemia, invece, solo al mattino. 

Lo scorso giugno un altro taglio netto, denunciato anche dal Sindacato Nursind: tre giorni di servizio, la metà”. 

Sulla vicenda interrogammo la Giunta regionale - conclude Disabato -, che stemperò gli animi affermando che il Cal sarebbe tornato a pieno regime al termine dell’estate, precisamente il 30 settembre. Siamo nella seconda metà di ottobre e nulla è cambiato: l’attività continua ad essere svolta solo tre giorni a settimana. In attesa di nuove assunzioni, intanto, è stato comunicato che l’attuale organizzazione non cambierà fino al 31 dicembre di quest’anno. 

È l’ennesima presa in giro. Dopo aver detto che il taglio del servizio sarebbe stato temporaneo, ci ritroviamo con un CAL a mezzo servizio fino a fine anno. E con l’Azienda sanitaria che sostiene che la configurazione odierna già risponde alle esigenze del territorio. Alla Regione, insomma, non interessa che il servizio venga ripristinato. Ciò che conta è tagliare sulla sanità, tagliare sempre”.

Il Nursind a giugno aveva denunciato i mancati lavori di ristrutturazione della Dialisi di Ivrea e la grave carenza di personale, sostenendo che questo metteva in seria difficoltà il servizio in ospedale e a rischio i CAL di Caluso e Castellamonte.

Il CAL di Caluso ha ridotto nettamente l’attività durante il Covid (da 2 turni 6 giorni su 6 a uno 6 su 6) e da giugno di quest’anno è passato ad avere il servizio attivo solo per un turno, 3 giorni su 6.

Giuseppe Summa del Nursind

“La necessità  aziendale di ridurre l’attività - spiegava Summa - era partita per supportare un momento critico del personale infermieristico del CAL di Castellamonte che attualmente non sembrerebbe essere totalmente rientrata. Inoltre la netta riduzione del numero Nefrologi, non ha permesso come si legge in una comunicazione dell’ASL, di ritornare all’assetto pre-estivo che resterà così fino al 31/12/2023, senza certezze per il futuro...”.

Certezze che secondo il Nursind ormai non riguardano più solo Caluso, ma che a breve potrebbero interessare seriamente Castellamonte e altri servizi. 

La verità? C’è che la carenza di alcune figure professionali, soprattutto di infermieri, dopo la pandemia ha raggiunto numeri preoccupanti e allarmanti. 

I cittadini devono sapere  - alzava il tiro Summa -  che di questo passo non avremo più la possibilità di garantire assistenza e servizi...

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