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Sanità
23 Maggio 2023 - 18:53
Una sala dialisi
Dopo l'allarme lanciato dal sindacato Nursind, il tentativo di depotenziare il sevizio dialisi di Caluso è stato discusso in Consiglio Regionale.
A porre la questione all'assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi, è stata la consigliera capogruppo del Movimento 5 Stelle, Sarah Disabato.

LA CONSIGLIERA REGIONALE, CAPOGRUPPO DELL'M5S, SARAH DISABATO
"Oggi, in Consiglio regionale abbiamo espresso profonda preoccupazione per la situazione del servizio dialisi del Cal di Caluso - dichiara la Disabato -. A sollevare la questione, nei giorni scorsi, è stato il sindacato degli infermieri Nursind, che ha denunciato sulle pagine dei giornali locali il tentativo dell’Asl To4 di depotenziare il servizio. Non sarebbe la prima volta. Negli anni scorsi, infatti, il Cal di Caluso ha già perso un turno di sedute dialitiche settimanali. La sospensione, che in prima istanza doveva essere temporanea, si era poi rivelata definitiva. Adesso, secondo il Nursind, l’Asl To4 starebbe valutando un’ulteriore rimodulazione dell’attività per il periodo estivo".
Preoccupazioni che hanno raccolto le rassicurazioni dell'assessore Icardi.

L'ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA' LUIGI GENESIO ICARDI
"In aula - spiega la Disabato - l’assessore Icardi ha confermato che la riduzione riguarderà solo l’estate. Non vorremmo però dover assistere ancora una volta ad un depotenziamento che da temporaneo diventa, quasi per magia, definitivo. Il Movimento 5 Stelle vigilerà per far sì che ciò non accada".
Ad essere preoccupata per la situazione e per la sospensione estiva del servizio è anche la sindaca di Caluso, Maria Rosa Cena.
"C'è sempre il rischio che un servizio sospeso non venga più ripristinato. Ne andrebbe dell'immagine dell'intera struttura che per noi è un fiore all'occhiello. Proprio adesso che abbiamo anche ottenuto la Casa di Comunità, poi? No, non possiamo assolutamente accettarlo".
La sindaca pensa anche alle difficoltà oggettive che una chiusura - anche solo estiva - comporterebbe: "Si tratterebbe di dover spostare ben 11 persone che per tre volte alla settimana hanno bisogno di effettuare questa terapia salvavita" dichiara preoccupata.

LA SINDACA MARIA ROSA CENA
Problemi che evidentemente non stanno a cuore all'Asl.
La notizia che il servizio verrà sospeso nel periodo estivo aveva iniziato a circolare nelle scorse settimane. Poi ha fatto il giro anche tra i dipendenti che lavorano nei corridoi di via Roma a Caluso.
LA PREOCCUPAZIONE DEL NURSIND
"Siamo esterrefatti - commenta Giuseppe Summa, sindacanlista del Nursind - che un servizio pubblico di vitale importanza come quello di Caluso che ha subito già una riduzione dell'attività, possa essere ulteriormente ridimensionato. Non accetteremo ulteriori smantellamenti".

IL SINDACALISTA GIUSEPPE SUMMA
Una vicenda che sta particolarmente a cuore a Summa: "Vivo la questione non solo da rappresentante sindacale che ha il dovere di difendere la sanità pubblica, ma anche da cittadino residente ormai da diversi anni nel paese dell'Erbaluce".
La preoccupazione del sindacato è legata anche al fatto che appena due anni fa, nell'aprile 2021, il CAL di Caluso ha già perso un turno.
"Era stato sospeso il turno dialitico pomeridiano - racconta Summa - e anche in quella circostanza era stato detto che sarebbe stata una riduzione temporanea del servizio. A distanza ormai di più due anni, tutto è rimasto invariato. Infatti, in concomitanza della riduzione del turno pomeridiano, un infermiere era andato in pensione e non è mai stato sostituito".

LE SEDUTE DI DIALISI SETTIMANALI NEL 2021 SONO STATE DIMEZZATE
E dire che per tornare a pieno regime non occorrerebbe poi molto: "Attualmente sarebbe sufficiente potenziare di un' unità il personale infermieristico, per ritornare sui due turni" precisa il sindacalista.
In questo modo si tornerebbero a garantire come prima del Covid, 72 sedute dialitiche settimanali (circa 24 pazienti ) contro le 33 attuali ( circa 11 pazienti).
Invece, i tagli aumentano: "Ci sembra invece di comprendere che si andrà verso la direzione opposta e questo come sindacato non possiamo assolutamente permetterlo. A tal proposito, proprio il 27 maggio saremo in piazza a Torino per difendere la sanità pubblica".
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