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La Voce degli Animali

Sette arresti dopo la protesta contro i ritardi sull’abolizione delle gabbie (FOTO E VIDEO)

La manifestazione davanti alla multinazionale finisce con l’intervento della polizia

Sette attivisti per i diritti degli animali provenienti da diversi Paesi europei sono stati arrestati dopo essersi incatenati in un’azione di disobbedienza civile davanti alla sede della multinazionale Ahold Delhaize, nei Paesi Bassi. La protesta aveva l’obiettivo di denunciare i ritardi dell’azienda nell’eliminazione delle gabbie per le galline ovaiole, una promessa assunta circa dieci anni fa e che, secondo gli organizzatori, non è mai stata pienamente rispettata.

All’azione hanno partecipato attivisti arrivati da Italia, Regno Unito, Portogallo e Spagna, che si sono incatenati tra loro e all’edificio aziendale nonostante le temperature particolarmente rigide. La manifestazione è proseguita fino all’intervento delle autorità: tutti e sette i partecipanti sono stati arrestati, condotti in una stazione di polizia e successivamente rilasciati.

A rivendicare le ragioni della protesta è stata Ombretta Alessandrini, responsabile delle campagne di Animal Equality, l’organizzazione internazionale che ha promosso l’azione. «Ahold Delhaize ha vergognosamente infranto la sua promessa nei confronti degli animali che trascorrono tutta la loro vita confinati in gabbie, incapaci di camminare o di spiegare le ali. Tutta questa sofferenza, semplicemente in nome del profitto dell’azienda, è scandalosa. Ahold Delhaize sta deludendo questi animali, ma noi non lo faremo mai. Continueremo a manifestare e a denunciare i ritardi ingiustificabili di questa azienda fino a quando le gabbie non saranno finalmente eliminate dalla sua catena di approvvigionamento», ha dichiarato.

Secondo quanto riferito dagli attivisti, quella di oggi rappresenta la terza azione di disobbedienza civile organizzata contro Ahold Delhaize. Le iniziative precedenti, spiegano, sarebbero state segnate da mesi di «repressione e misure restrittive» che avrebbero limitato la possibilità di esercitare pienamente il diritto di protesta e perfino di contestare tali restrizioni nelle sedi giudiziarie.

A osservare l’azione e a manifestare il proprio sostegno era presente anche Melchior Mattens, consigliere comunale di Zaanstad, nei Paesi Bassi. «Non hanno mantenuto la loro promessa, la stanno rimandando nel tempo. Sono molto felice che tutte queste persone vengano qui e manifestino più e più volte per dire ad Ahold che quello che stanno facendo è sbagliato, è immorale e che dovrebbero smetterla. E se Animal Equality non venisse qui a dirlo, nessuno verrebbe a denunciare che quello che Ahold Delhaize sta facendo è immorale», ha affermato.

L’azione si inserisce nel più ampio lavoro portato avanti da Animal Equality, organizzazione internazionale impegnata nel contrasto alla crudeltà verso gli animali allevati a scopo alimentare. L’associazione opera con campagne di sensibilizzazione, indagini, attività di pressione su governi e aziende e iniziative di protesta pubblica. Animal Equality è attiva in numerosi Paesi, con uffici negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, Italia, Spagna, Messico, Brasile e India, e concentra parte del proprio impegno sul superamento dell’allevamento in gabbia, considerato una delle pratiche più dannose per il benessere animale.

La protesta davanti alla sede di Ahold Delhaize riporta così al centro del dibattito le condizioni di allevamento delle galline ovaiole e il ruolo delle grandi multinazionali della distribuzione alimentare, chiamate a rispettare impegni pubblici annunciati negli anni. Gli attivisti ribadiscono che la mobilitazione non si fermerà finché quelle promesse non saranno tradotte in cambiamenti concreti lungo l’intera catena di approvvigionamento.

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