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Ivrea

Elezioni a Ivrea, da Schlein a Povia. Sfilata di big

Si vota il 14 e 15 maggio

Un test parziale e smilzo. Il voto delle amministrative del 14 e 15 maggio sarà un banco per misurare le alleanze di centrosinistra, la tenuta del centrodestra e il valore del Centro (esiste o non esiste?).  I Comuni che andranno al voto saranno poco meno di 600 e dei 17 capoluoghi solo in sei Pd e M5s corrono insieme, negli altri ognuno va da sé. In ordine ancora più sparso il Terzo Polo: a volte guarda a sinistra, a volte guarda a destra, a volte Iv e Azione corrono ognuna per conto proprio, con i due leader, Matteo Renzi e Carlo Calenda che si danno battaglia nel corteggiare il voto dei riformisti del Pd come quello dei cattolici e popolari di FI. Questo giro è andato ma Elly Schlein confida sul futuro. 

“Si prova sempre - ha detto sabato scorso a Ivrea - a costruire delle alleanze che non siano fatte a tavolino ma su un progetto. L’importante è tenere in testa che l’avversario comune in questo momento è la destra”. 

Sotto le rosse torri, peraltro, il Pd, che candida a sindaco il giovane avvocato Matteo Chiantore, dopo aver fatto quasi piazza pulita di tutti i “vecchi”, ha stretto un’alleanza molto larga che abbraccia anche due liste civiche (Viviamo Ivrea e Laboratorio Civico) più il Movimento 5 stelle. 

Il centrodestra (Lega, Fdi e Forza Italia), dopo aver scaricato il sindaco uscente, si presenta compatto con quattro liste a sostegno del giovanissimo neolaureato Andrea Cantoni (22 anni appena compiuti) che a 18 era già stato il più giovane consigliere comunale d’Italia in quel di Salerano.

Non c’è il due senza il tre, sono quattro anche le liste che appoggiano il sindaco uscente Stefano Sertoli. Fresco di divorzio con Lega e Forza Italia (tanti saluti, nessun bacio, men che meno abbracci) ha messo in piedi una coalizione di centro che guarda un po’ a destra e un po’ a sinistra e ruota intorno ad Azione e Italia Viva.

Si aggiunge Cadigia Perini, la candidata di Unione Popolare e fanno 4 candidati a sindaco, più una quinta lista del “Popolo della famiglia con Carlo Bravi. 

Insomma la competizione è davvero da manuale e sarà anche per questo che da giorni è un vero e proprio “via vai” di big. 

La domanda che  ci si deve fare è: serviranno? 

“E chi lo può sapere”, verrebbe da rispondere. Di sicuro a Ivrea, in passato, tante personalità così tutte insieme e in pochi giorni non si erano mai viste e questo aiuta un po’ l’ego di quegli eporediesi a cui non piace sentirsi ai confini dell’impero, soprattutto, solleva il morale dei candidati. 

O forse niente di tutto questo, solo un tiepido tentativo di attirare l’attenzione di chi in città ancora non sa che tra poco meno di due settimane ci saranno le elezioni.

Per primo è arrivato l’ex magistrato e ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris a cantare “Bella ciao” con Cadigia Perini, poi la renziana Maria Elena Boschi per un brindisi con Stefano Sertoli, poi (e fanno tre) l’ex premier Giuseppe Conte in un bagno di folla al mercato, poi (e fanno quattro) Elly Schlein a tirare la volata a Matteo Chiantore. Sempre per Chiantore un dibattito allo Zac! con il cantante Cosmo (eporediese doc) e Max Casacci dei Subsonica e un altro sullo sport con la donna dei record Paola Gianotti e Chiara Giovando (campionessa di vertical).

La candidata di Unione Popolare Cadigia Perini con Luigi De Magistris, ex magistrato e ex sindaco di Napoli

Maria Elena Boschi con la coalizione che appoggia il candidato a sindaco Stefano Sertoli 

L'ex Premier Giuseppe Conte ha visitato l'archivio storico Olivetti

Povia

Non da meno il centrodestra di Andrea Cantoni con due serate “culturali”, una con il giornalista Cristiano Magdi Allam e l’altra con il direttore di Cronacaqui Beppe Fossati, a cui s’aggiungerà una serata di musica con il cantante Povia, quello di “Quando i bambini fanno ooh”.

Cantoni, peraltro, sabato scorso ha tenuto una festa di laurea al castello di Mercenasco e gira sulla rete un video in cui lo si vede scatenato in pista con l’assessora Giorgia Povolo. Un gran bella occasione per invitare i sostenitori e serrare le file.

In programma a sostegno della coalizione di Sertoli ancora una passeggiata in centro con Matteo Richetti, altro renziano doc.

Insomma una campagna anomala ma neanche poi tanto, quel che è certo è l’obiettivo. Il centrosinistra vuole riprendersi una città che considera “sua”, il centrodestra  punta tutto sulle “differenze di pensiero”, le stesse che hanno portato Giorgia Meloni al Governo del Paese (anche a costo di perdere), la candidata  di Unione popolare Cadigia Perini si accontenterebbe dei voti che le consentirebbero di guadagnarsi almeno un posto in consiglio comunale, il “Popolo della famiglia” non si è ancora capito, infine, il sindaco uscente confida nel ballottaggio e anche un po’ nel miracolo che, come nelle apparizioni della Madonna, non sempre, ma a volta si ripete.

Il dibattito de La Voce

Al dibattito organizzato da La Voce venerdì scorso nell’atrio del Movicentro sono stati molti i temi trattati e affrontati dai 5 candidati a sindaco. In sintesi, ma molto in sintesi, non tutti concordano sull’ubicazione del nuovo ospedale di Ivrea e Canavese nell’area ex Montefibre (Cantoni ha ritirato fuori l’idea di Scarmagno). 

Non tutti pensano ci si debba arrendere ai lavori per l’elettrificazione della Ivrea - Aosta imposti da Trenitalia nei modi e nei tempi (Perini ha incitato alla protesta dura). 

Non tutti vogliono lasciare il Movicentro così com’è a parte Perini e Chiantore. 

Sempre loro due, cioè Chiantore e Perini, si sono dichiarati contrari all’invio delle armi in Ucraina, il che, limitatamente a Chiantore è davvero una gran bella novità considerando le posizioni prese a livello nazionale dal Pd.

E poi ancora sul “portierato sociale”, sulla “Centrale Unica di Committenza” e su centri di aggregazione per gli anziani che adesso vuole anche Sertoli. 

Il sindaco uscente ha sostenuto di avere avuto le mani legate dai partiti che lo sostenevano e da qui in avanti il braccio di ferro con il candidato a sindaco Andrea Cantoni ha contraddistinto tutta la serata. 

A vederli così scontrosi è difficile ipotizzare un eventuale apparentamento in caso di ballottaggio.

Difficile anche riuscire a fare i distinguo tra le cose fatte e non fatte in questi cinque anni di governo dal Sertoli appoggiato da Lega e Forza Italia che adesso stanno dall’altra parte della barricata.

A sottolinearlo che così “è davvero troppo facile” è stata Perini. “Non possiamo andare avanti così tutta la serata!” li ha inforcati.

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